Agrigento si mobilita contro il sistema di Mauro: un appello alla libertà. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Giuseppe Di Rosa rompe il silenzio: «Per anni hanno trasformato la città in un feudo politico»
AGRIGENTO – «Agrigento deve liberarsi dal Sistema Di Mauro».
Non usa mezzi termini il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa che, nel pieno della campagna elettorale, lancia quella che si preannuncia come la battaglia politica più dura degli ultimi anni contro il potere costruito attorno all’ex assessore regionale Roberto Di Mauro e contro quello che ormai anche le carte giudiziarie definiscono apertamente “Sistema Agrigento”.
Una dichiarazione pesantissima, che arriva dopo mesi di inchieste giornalistiche, intercettazioni, atti della Procura e approfondimenti che hanno acceso i riflettori su appalti, gestione del consenso, nomine, affidamenti pubblici e presunti rapporti di potere consolidati nel tempo.
E Di Rosa rivendica un punto preciso:
«Sono anni che combatto da solo contro questo sistema. Quando tutti tacevano, quando molti si inginocchiavano davanti al potere, noi denunciavamo pubblicamente quello che oggi emerge nelle intercettazioni e negli atti giudiziari».
Il “Sistema Agrigento” nelle carte della Procura
Nelle informative investigative e nelle intercettazioni finite al centro delle recenti inchieste, emergerebbe una rete di rapporti politici, amministrativi e imprenditoriali che – secondo la ricostruzione investigativa – avrebbe esercitato una forte influenza sulla gestione del territorio agrigentino.
Un sistema che ruoterebbe attorno ad appalti pubblici, consenso elettorale, gestione delle nomine e controllo politico di enti strategici.
Non è un caso che nelle ultime settimane siano esplose le polemiche attorno agli appalti per il CCR di Ravanusa, alle dinamiche interne del Libero Consorzio e soprattutto alla gestione dei lavori collegati alla rete idrica agrigentina.
Intercettazioni, dialoghi, pressioni e riferimenti politici che stanno scuotendo l’opinione pubblica e che per Di Rosa rappresentano «la conferma definitiva di ciò che denunciamo da anni».
“Agrigento senz’acqua mentre altri consolidavano il potere”
L’affondo politico del candidato sindaco è violentissimo.
«Mentre Agrigento moriva senz’acqua, con le strade distrutte, il commercio al collasso e migliaia di giovani costretti ad andare via, c’era chi continuava a gestire il potere come fosse proprietà privata».
Di Rosa collega direttamente il cosiddetto “Sistema Agrigento” alla gestione della crisi idrica, agli appalti pubblici e ai grandi flussi di denaro transitati negli ultimi anni tra emergenze, affidamenti e finanziamenti.
Il riferimento politico è chiarissimo: Roberto Di Mauro viene indicato come il simbolo di un modello di gestione del potere che, secondo Di Rosa, avrebbe condizionato per anni la vita amministrativa e politica della provincia.
“Io non devo chiedere permesso a nessuno”
Il candidato sindaco insiste su un concetto che diventa il cuore della sua campagna elettorale: essere “l’unico candidato libero”.
«Io non ho padrini politici, non ho deputati da difendere, non devo chiedere permesso a nessuno. Ed è proprio per questo che posso dire agli agrigentini tutta la verità».
Una frase che segna anche una linea di rottura netta con gli altri schieramenti politici cittadini, accusati implicitamente di avere avuto rapporti diretti o indiretti con quel sistema di potere.
“Gli agrigentini mi aiutino a liberare la città”
L’appello finale è rivolto direttamente ai cittadini.
«Chiedo agli agrigentini di ribellarsi democraticamente. Di non avere paura. Questa non è più una normale campagna elettorale. È una battaglia per liberare Agrigento da decenni di controllo politico e spartizioni».
E poi la frase destinata a diventare il nuovo slogan della campagna:
“LIBERERÒ AGRIGENTO DAL POTERE DI DI MAURO”
Una dichiarazione che apre ufficialmente una nuova fase dello scontro politico cittadino e che promette di infiammare il dibattito pubblico nelle prossime settimane.
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Fonte: Report Sicilia
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