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Agrigento: Sodano cerca concessioni, Di Rosa propone un piano per il patrimonio comunale

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Dare in gestione i beni pubblici oppure farli tornare a produrre reddito per il Comune? È forse questa una delle differenze più profonde emerse nel dibattito politico agrigentino degli ultimi mesi.

L’incontro organizzato da Michele Sodano all’Ocean Mare di San Leone con i giovani ha rilanciato una proposta che il candidato sindaco di Controcorrente considera centrale: affidare spazi e immobili pubblici ad associazioni e realtà giovanili affinché possano gestirli e trasformarli in luoghi di aggregazione e partecipazione.

Tra gli esempi citati figura il complesso di Santo Spirito, che potrebbe essere affidato a soggetti esterni per sviluppare attività culturali e sociali.

Una proposta che, sul piano ideale, punta a coinvolgere le nuove generazioni, ma che apre inevitabilmente interrogativi sul modello di gestione del patrimonio pubblico che si intende adottare nei prossimi anni.

La proposta alternativa: Patrimonio Agrigento

Nel corso della campagna elettorale Giuseppe Di Rosa aveva invece presentato una visione diametralmente opposta.

Al centro del progetto vi era la costituzione di una società comunale denominata Patrimonio Agrigento, finalizzata a riportare sotto il controllo diretto dell’ente numerosi servizi e beni produttivi oggi esternalizzati o scarsamente valorizzati.

L’idea prevedeva la gestione diretta dei parcheggi comunali, delle strisce blu, del parcheggio pluripiano di via Pietro Nenni, delle aree di sosta strategiche e di altri asset cittadini capaci di generare entrate.

Secondo il progetto illustrato da Di Rosa, il patrimonio comunale avrebbe dovuto trasformarsi da costo a risorsa, generando utili da reinvestire nei servizi pubblici e contribuendo al risanamento delle finanze dell’ente.

Affidare o gestire direttamente?

La differenza non è soltanto tecnica.

Da una parte vi è un modello che punta a concedere spazi e immobili a soggetti esterni, dall’altra un modello che mira a riportare la gestione all’interno della sfera pubblica.

Una scelta che assume un peso ancora maggiore in una città che negli ultimi anni ha visto progressivamente aumentare il ricorso a esternalizzazioni, affidamenti e concessioni.

Il rischio evidenziato dai sostenitori della proposta Di Rosa è che il Comune continui a perdere occasioni di introito diretto, rinunciando a gestire attività che potrebbero invece contribuire a migliorare i conti pubblici e creare occupazione stabile.

Le promesse in campagna elettorale

Sul piano politico non manca poi chi osserva come alcune dichiarazioni formulate durante la campagna elettorale possano prestarsi a interpretazioni controverse.

La promessa di affidare beni pubblici a gruppi, associazioni o categorie specifiche di cittadini rappresenta certamente una proposta politica legittima, ma impone massima attenzione sotto il profilo della trasparenza e dell’imparzialità amministrativa.

In uno Stato di diritto, infatti, l’assegnazione di immobili e patrimoni pubblici deve sempre avvenire attraverso procedure pubbliche, aperte e competitive, nel rispetto dei principi di uguaglianza e parità di trattamento.

Per questo motivo, al di là degli slogan elettorali, sarà fondamentale comprendere quali strumenti amministrativi verrebbero utilizzati, quali criteri di selezione sarebbero adottati e soprattutto quali benefici economici concreti ricadrebbero sulla collettività.

Il vero nodo: le casse del Comune

Il punto centrale resta uno.

Agrigento può permettersi di rinunciare a ulteriori entrate derivanti dalla gestione del proprio patrimonio?

Per Di Rosa la risposta era no: il patrimonio comunale doveva diventare il motore economico della città e contribuire a creare decine di posti di lavoro e nuove risorse per i servizi.

Per Sodano, invece, la priorità sembra essere quella di affidare spazi e immobili a soggetti capaci di animarli e gestirli.

Due modelli profondamente diversi che raccontano due idee opposte di amministrazione pubblica e che gli agrigentini saranno chiamati a valutare proprio nel momento decisivo del ballottaggio.

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Fonte: Report Sicilia

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