Agrigento, Sodano chiede 90 milioni a Schifani: Tante promesse, ma quando la diretta sui risultati?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il sindaco invoca l’aiuto della deputazione regionale, non cita mai La Vardera e annuncia finanziamenti ancora da ottenere. Intanto, lunedì ha votato il democristiano Vito Terrana alla presidenza della SRR. Il cambiamento promesso deve fare i conti anche con le scelte concrete.
Novanta milioni di euro per Agrigento: trenta per assumere personale comunale e sessanta per strade e centri storici. È la richiesta annunciata da Michele Sodano nella diretta social del 30 settembre, durante la quale il sindaco ha illustrato una lettera indirizzata al presidente della Regione Renato Schifani, agli assessori competenti e ai deputati regionali della provincia.
I problemi indicati sono reali. Agrigento ha bisogno di uffici efficienti, personale adeguato e strade dignitose. Ma proprio perché le necessità sono concrete, occorre distinguere subito ciò che è stato annunciato da ciò che è stato ottenuto: i novanta milioni sono una richiesta, non un finanziamento assegnato.
A leggere l’intera trascrizione, il giudizio di Report Sicilia è che questa diretta offra ancora molto fumo e poco arrosto. Il sindaco racconta ciò che vuole fare, ciò che chiede ad altri e ciò che potrebbe accadere nei prossimi anni. Sui due interventi al centro dell’annuncio, però, non presenta fondi ottenuti, assunzioni effettuate o lavori conclusi.
trenta milioni per assumere, sessanta per le strade
Per il personale, Sodano indica 339 dipendenti comunali, con un’età media di circa 59 anni, e propone 269 nuove assunzioni per raggiungere un organico di almeno 600 unità.
Il costo a regime viene stimato in dieci milioni di euro annui. La richiesta alla Regione è quindi di trenta milioni nel triennio 2027–2029, dieci per ciascun anno.
Su questi numeri occorre chiarezza. Nella conclusione della stessa diretta, il sindaco parla infatti di circa 400 dipendenti attuali. Inoltre, 339 più 269 porta a 608: uno scarto che potrebbe dipendere dalla programmazione dei pensionamenti, ma che nel discorso non viene spiegato.
Soprattutto, bisognerà conoscere la sostenibilità delle assunzioni oltre il 2029. Perché il personale assunto continuerà ad avere un costo anche dopo la fine del finanziamento richiesto.
Il secondo capitolo riguarda sessanta milioni per strade e centri storici: quarantacinque milioni nel triennio, quindici all’anno, per le arterie centrali e periferiche; altri quindici milioni da reperire attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione per i centri storici.
Il sindaco richiama Fontanelle, Villaseta, Montaperto e San Leone. Descrive strade degradate, insicurezza e ripristini eseguiti male dopo i lavori. Una fotografia che tanti cittadini conoscono senza bisogno di una diretta.
Ora servono priorità, interventi individuati, criteri di spesa e tempi.
il sindaco del cambiamento chiede aiuto alla deputazione
Il passaggio politicamente più significativo riguarda gli interlocutori scelti.
Il sindaco che ha costruito la propria proposta sulla rottura con il passato oggi chiede alla deputazione regionale agrigentina di sottoscrivere e sostenere gli emendamenti necessari per finanziare le sue richieste.
Collaborare nell’interesse della città è legittimo. Rivolgersi alla Regione è un dovere amministrativo. Ma il cambiamento promesso deve essere spiegato anche quando si cercano appoggi tra le forze politiche delle quali si contestavano metodi ed equilibri.
Nella diretta, Sodano elogia la gestione economica e finanziaria regionale, richiama un avanzo che nel corso del discorso oscilla tra due e due miliardi e mezzo di euro e invita tutti all’unità.
Precisa che la lettera non ha un tono minaccioso, assicura che non si cercano alleanze politiche e rivendica la libertà della propria amministrazione.
Il tono ricorda la più tradizionale liturgia democristiana: riconoscimenti al governo regionale, rassicurazioni agli interlocutori, appelli alla responsabilità e una mano tesa a tutti. Può essere una strategia, ma rende inevitabile la domanda: in che cosa questo metodo rappresenta la rivoluzione annunciata?
la vardera, il grande assente
In tutta la diretta, Ismaele La Vardera non viene mai citato.
È un’assenza politicamente significativa. Sodano afferma di aver predisposto bozze di emendamenti: perché non chiedere apertamente al proprio riferimento politico di presentarli e di chiamare poi l’intera deputazione ad assumersi una responsabilità pubblica?
La Vardera potrebbe farsi promotore delle richieste, sollecitare il sostegno degli altri deputati e chiedere a chi non le condivide di spiegarne le ragioni.
La presentazione di un emendamento non ne garantisce l’approvazione. Servono coperture, valutazioni e consenso parlamentare. Ma sarebbe una strada chiara, nella quale i cittadini potrebbero vedere chi propone, chi sostiene e chi si oppone.
Perché rivolgere un appello a tutti senza nominare proprio La Vardera? La diretta non offre una risposta.
lunedì il voto a terrana, oggi l’appello alla collaborazione
Il discorso sulla libertà politica deve confrontarsi anche con una scelta recente.
Lunedì 28 settembre Sodano ha votato Vito Terrana, sindaco di Campobello di Licata ed esponente della Democrazia Cristiana, diventato nuovo presidente della SRR Ato 4 Agrigento provincia Est.
Non è una questione secondaria. È una decisione che riguarda la governance di un settore essenziale come quello dei rifiuti e che merita una spiegazione politica.
Quali criteri hanno portato Sodano a sostenere Terrana? Quali impegni ha chiesto al nuovo presidente? In che cosa questa scelta segna una discontinuità?
Non basta pronunciare la parola “collaborazione” per chiudere ogni discussione. La collaborazione può essere utile, ma i cittadini hanno diritto di capire su quali obiettivi si fondi e quali risultati debba produrre.
Il cambiamento si misura anche nelle persone che si scelgono e si votano.
il futuro al 2045, i problemi nel 2026
Alla richiesta dei novanta milioni si aggiunge il protocollo firmato a New York, con l’obiettivo del 100% di energia da fonti rinnovabili entro il 2045.
Una prospettiva ambiziosa. Ma tra un traguardo lontano diciannove anni e le necessità quotidiane degli agrigentini deve esserci un percorso concreto, fatto di interventi, risorse e verifiche.
Sodano sembra parlare da Marte a una città che deve ancora fare i conti con le buche sotto casa.
Il problema non è guardare al futuro. È spiegare che cosa cambia nel presente e quali passi misurabili porteranno agli obiettivi annunciati.
Nella diretta il sindaco promette anche una città più pulita a partire dal 2027. Bene: con quali interventi, quali risorse e quali scadenze? Sono queste le informazioni che consentono ai cittadini di valutare un’amministrazione.
Gli agrigentini sanno distinguere un protocollo da un’opera realizzata e una richiesta da un finanziamento ottenuto. Non possono essere trattati come un pubblico al quale basti proporre, ogni volta, una nuova promessa.
chiedere denaro è un compito, ottenerlo e spenderlo bene è il risultato
Una lettera da novanta milioni potrebbe scriverla qualsiasi sindaco. La cifra richiesta, da sola, non dimostra una particolare capacità amministrativa.
La differenza sta nella solidità della proposta, nella possibilità di ottenere le risorse e nella capacità di trasformarle in servizi.
Sodano annuncia che pubblicherà la lettera il 1° ottobre. Sarà un primo elemento concreto da esaminare, insieme alle bozze degli emendamenti e agli eventuali allegati.
Agrigento ha interesse che le richieste vadano a buon fine. Proprio per questo occorrono documenti chiari e aggiornamenti verificabili, non la celebrazione anticipata di un risultato ancora da raggiungere.
sindaco, quando ci racconta qualcosa di fatto?
Per gli interlocutori regionali, Sodano usa parole concilianti. A una parte dei critici attribuisce invece interessi personali e il desiderio di tornare negli spazi dell’amministrazione, senza indicare nomi o episodi concreti.
Ma chiedere conto delle promesse non significa voler occupare una poltrona. Segnalare un disservizio non significa condannare Agrigento alla negatività. Domandare risultati è un diritto dei cittadini.
Dopo questa diretta resta soprattutto una domanda: quando il sindaco si collegherà per annunciare qualcosa di concluso?
Questi fondi li abbiamo ottenuti. Queste assunzioni le abbiamo effettuate. Questa strada l’abbiamo sistemata. Questo servizio, da oggi, funziona.
Sarebbero notizie capaci di dare sostanza al cambiamento.
Per ora, sui novanta milioni, abbiamo l’annuncio di una richiesta. Sul 2045, un obiettivo lontano. Sul presente, tante rassicurazioni e scelte politiche che aspettano spiegazioni.
Agrigento non ha bisogno di sentirsi raccontare continuamente
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Fonte: Report Sicilia
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