Agrigento, Sodano gioca in casa a Bibbirria Podcast ma Sciabarrà lo incalza. Dall’AICA alle esternalizzazioni, tante domande ancora senza risposte. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Il conduttore non molla la presa mentre il sindaco affronta i temi più delicati dell’amministrazione. Dalla difficoltà di governare ai parcheggi, dai conti con AICA al bilancio, fino alla gestione dei beni pubblici. E sulle esternalizzazioni arriva la domanda che Report Sicilia rivolge al primo cittadino. In cosa si differenzia il governo Sodano da quello di Miccichè?
Sodano gioca in casa, ma Sciabarrà non gli risparmia le domande
Michele Sodano torna negli studi di Bibbirria Podcast, un ambiente che conosce bene, davanti a un conduttore con il quale intrattiene un rapporto di amicizia dichiarato pubblicamente.
È lo stesso sindaco ad aver riconosciuto, nell’intervista successiva alla vittoria elettorale, che proprio da quegli studi era partita una parte importante della sua comunicazione durante la campagna.
Aveva ringraziato Cesare Sciabarrà per aver contribuito a farlo conoscere agli agrigentini.
Ma la familiarità tra i due non significa necessariamente un’intervista accomodante.
Nella puntata del 28 ottobre, secondo la ricostruzione del confronto, Sciabarrà ha insistito sui temi più delicati, cercando di riportare il primo cittadino sulle domande quando il discorso prendeva altre direzioni.
Il conduttore non ha mollato la presa.
Ed è proprio questo l’elemento interessante della trasmissione.
Sodano si trovava in un ambiente familiare, eppure il confronto ha fatto emergere una serie di questioni sulle quali gli agrigentini attendono chiarimenti puntuali.
Perché parlare di amministrazione è una cosa. Spiegare gli atti, i numeri e le decisioni assunte è un’altra.
Amministrare è difficile. Ma allora quelli di prima erano davvero incapaci?
Tra le considerazioni attribuite al sindaco nell’ultima intervista c’è il riconoscimento della complessità dell’attività amministrativa.
Governare Agrigento è difficile.
Su questo non ci sono dubbi.
Ma è proprio questa affermazione a richiamare le promesse della campagna elettorale.
Sodano aveva presentato la propria candidatura come una svolta rispetto al passato, annunciando una nuova classe dirigente, nuovi metodi e una gestione diversa della città.
Oggi, dopo quasi cinque mesi dall’insediamento, si confronta con le difficoltà della macchina comunale.
È legittimo riconoscerle. È altrettanto legittimo chiedere quali soluzioni siano state adottate.
Sindaco, se amministrare Agrigento è così difficile, dobbiamo dedurne che chi l’ha preceduta affrontasse problemi più complessi di quanto lei stesso raccontava durante la campagna elettorale?
Non significa assolvere le precedenti amministrazioni dalle loro responsabilità.
Significa pretendere che il giudizio sul passato e quello sul presente siano fondati sugli stessi criteri.
Chi promette una rivoluzione amministrativa dovrebbe indicare con precisione quali procedure ha cambiato, quali inefficienze ha eliminato e quali risultati ha ottenuto.
Le difficoltà ereditate possono spiegare i ritardi, ma non sostituiscono un programma di interventi verificabile.
Dario Cipolla e l’app per pagare le strisce blu
Un altro argomento riguarda Dario Cipolla e la digitalizzazione dei servizi comunali.
Già nell’intervista rilasciata subito dopo la vittoria elettorale, Sodano aveva presentato Cipolla come una figura sulla quale puntare per modernizzare la macchina amministrativa.
Tra gli esempi aveva indicato anche la possibilità di pagare le strisce blu attraverso un’applicazione.
Una soluzione utile, ma che non può rappresentare da sola il metro del cambiamento amministrativo.
Pagare la sosta con il telefono semplifica un’operazione quotidiana.
Ma la città ha bisogno anche di parcheggi ordinati, controlli efficaci, tutela degli stalli riservati e una programmazione complessiva della mobilità.
Il vero risultato della digitalizzazione si misurerà soprattutto sulla riduzione dei tempi burocratici, sulla semplificazione delle pratiche e sulla capacità degli uffici di rispondere più rapidamente ai cittadini.
La tecnologia deve migliorare il funzionamento del Comune, non diventare soltanto un argomento di comunicazione politica.
Sciabarrà racconta della moto danneggiata. Ma c’è anche quella riconducibile al sindaco
Durante il confronto è stato affrontato il problema degli automobilisti che occupano gli stalli riservati alle motociclette.
Sciabarrà ha raccontato che la propria moto sarebbe stata buttata a terra per consentire a un’automobile di parcheggiare nello spazio destinato ai motocicli.
Un episodio che richiama il tema del rispetto delle regole.
Ed è proprio su questo punto che Report Sicilia ritiene opportuno ricordare una vicenda già documentata.
Il 20 settembre scorso abbiamo pubblicato fotografie di una motocicletta parcheggiata sul marciapiede, all’interno di un cantiere delimitato da transenne.
Secondo le informazioni raccolte dalla nostra redazione, quel mezzo appartiene al sindaco Michele Sodano.
Non si trattava di una moto semplicemente lasciata accanto a un cantiere.
Le immagini mostravano il veicolo sul marciapiede, dentro l’area interessata dai lavori e delimitata dalle transenne.
La documentazione fotografica consente di descrivere la posizione del mezzo. Non dimostra invece chi lo abbia materialmente parcheggiato.
Proprio per questo sarebbe utile un chiarimento del primo cittadino.
Quando si parla di rispetto delle regole, il principio deve essere uguale per tutti.
E il comportamento di chi ricopre incarichi istituzionali assume inevitabilmente un valore pubblico.
Il debito con AICA. Non basta dire che si chiederà alla Nobile
Tra i temi più importanti dell’intervista figura la posizione economica del Comune nei confronti di AICA.
Secondo quanto riferito in relazione alla puntata del 28 ottobre, Sodano avrebbe dichiarato di non ritenere che il Comune abbia debiti verso il gestore idrico, aggiungendo che avrebbe chiesto chiarimenti alla presidente Danila Nobile.
È una questione che richiede risposte documentate.
Si è parlato di una posizione nell’ordine di 1,6 milioni di euro, importo che deve essere verificato attraverso le scritture contabili dei due enti.
Occorre distinguere le somme richieste da AICA, quelle eventualmente riconosciute dal Comune, le partite contestate e gli importi ancora da riconciliare.
Il punto non è attribuire automaticamente ragione al gestore idrico.
Il punto è conoscere la situazione reale.
Il Comune dispone di un settore finanziario e di uffici che possono ricostruire i rapporti economici con AICA.
Il sindaco può quindi chiedere una relazione e renderne pubblici i contenuti essenziali.
Quanto risulta dovuto secondo AICA? Quanto riconosce il Comune? Quali somme sono contestate? Esistono accordi di pagamento?
Sono domande concrete.
E in una città che continua a vivere una grave crisi idrica, la trasparenza nei rapporti tra amministrazione e gestore del servizio è indispensabile.
L’acqua e le promesse pronunciate negli stessi studi
C’è poi una contraddizione politica che merita di essere approfondita.
Nell’intervista successiva alla vittoria elettorale, proprio negli studi di Bibbirria Podcast, Sodano aveva indicato la crisi idrica tra le principali emergenze da affrontare.
Aveva annunciato la volontà di studiare gli atti, confrontarsi con i soggetti interessati e superare la logica delle soluzioni provvisorie.
Aveva promesso interventi strutturali e un nuovo metodo di gestione dei problemi.
A distanza di quasi cinque mesi, la città continua a confrontarsi con difficoltà nella distribuzione dell’acqua, perdite della rete e situazioni di disagio per numerose famiglie.
Non tutte le responsabilità possono essere attribuite all’attuale amministrazione.
Ma proprio perché il problema è complesso, è necessario conoscere quali iniziative siano state concretamente assunte.
Quali risultati sono stati ottenuti nei rapporti con AICA? Quali interventi sono stati richiesti? Quali provvedimenti sono stati adottati per tutelare le famiglie maggiormente penalizzate?
Sono questi i dati attraverso i quali misurare il cambiamento annunciato.
L’indennità del sindaco e la responsabilità di amministrare
Nell’intervista, secondo la ricostruzione della puntata, è stato affrontato anche il tema dell’indennità del primo cittadino, richiamata in una cifra di circa quattromila euro.
Su questo punto occorre essere chiari.
L’indennità prevista dalla legge per un sindaco è legittima e non rappresenta di per sé un privilegio indebito.
La funzione comporta responsabilità, impegni e obblighi istituzionali.
Ma proprio per questo il giudizio sull’operato di un amministratore deve riguardare i risultati conseguiti.
Nessuno contesta il diritto di Sodano a percepire il trattamento economico previsto.
Ciò che interessa ai cittadini è sapere come vengono affrontati i problemi della città e quali decisioni siano state adottate per risolverli.
Sodano conferma la linea delle esternalizzazioni. Ma cosa cambia rispetto a Miccichè?
È forse questo uno dei punti politicamente più importanti emersi dal confronto.
Sodano, secondo la ricostruzione della sua intervista, ha ribadito il proprio orientamento favorevole alle esternalizzazioni nella gestione di beni e servizi pubblici.
Una posizione legittima, che tuttavia apre una questione fondamentale.
Sindaco Sodano, ci vuole spiegare in cosa si differenzia concretamente il suo governo da quello di Francesco Miccichè nella gestione del bene pubblico?
Perché la discontinuità amministrativa non si dimostra cambiando i protagonisti o utilizzando parole diverse.
Si dimostra attraverso le scelte.
Se il precedente governo comunale aveva avviato procedure per affidare all’esterno la gestione di beni e servizi e l’attuale amministrazione intende proseguire sulla stessa strada, è necessario chiarire quali differenze sostanziali esistano tra i due modelli.
Il caso del cimitero di Piano Gatta rappresenta un esempio importante.
L’amministrazione precedente aveva avviato il percorso relativo a una proposta di finanza di progetto per la gestione dei servizi cimiteriali.
Sodano ha ereditato quella procedura.
Ma quali valutazioni economiche sono state effettuate per confrontare la concessione a soggetti privati con una possibile gestione pubblica?
È stata predisposta un’analisi comparativa dei costi e dei ricavi?
Sono stati esaminati i rischi che rimarrebbero a carico del Comune?
Quali tariffe dovrebbero sostenere i cittadini e quali entrate resterebbero nelle casse comunali?
Sono domande alle quali occorrono risposte prima di assumere decisioni destinate a incidere per molti anni sul patrimonio collettivo.
La proposta delle società pubbliche e le alternative da valutare
Report Sicilia ha già richiamato una proposta avanzata da Giuseppe Di Rosa durante la campagna elettorale e successivamente messa a disposizione del sindaco.
La proposta prevedeva la costituzione di società pubbliche, tra cui Patrimonio Agrigento e Agrigento Social City, per valutare la gestione di beni e servizi comunali attraverso strumenti controllati dall’ente.
L’obiettivo dichiarato era quello di trattenere nella sfera pubblica una parte maggiore del valore economico prodotto dal patrimonio comunale, migliorare i servizi e creare nuove opportunità occupazionali.
La prospettiva indicata era di almeno 200 posti di lavoro per giovani e meno giovani agrigentini, da verificare attraverso studi di fattibilità, piani economici sostenibili e procedure conformi alla normativa.
Non si tratta di sostenere che una società pubblica sia automaticamente più conveniente di un concessionario privato.
Si tratta di chiedere che l’amministrazione esamini seriamente entrambe le possibilità.
Il ricorso alle esternalizzazioni può essere giustificato quando consente una gestione più efficiente, investimenti che l’ente non è in grado di sostenere o una migliore distribuzione dei rischi.
Ma queste condizioni devono essere dimostrate.
Il patrimonio comunale non è una proprietà della Giunta. Appartiene alla collettività e le decisioni sulla sua gestione devono essere motivate attraverso l’interesse pubblico.
Sodano aveva promesso una rivoluzione amministrativa.
Oggi è quindi legittimo chiedergli se quella rivoluzione preveda davvero un modello nuovo oppure la prosecuzione delle scelte già compiute dal governo Miccichè.
Il bilancio comunale e le scelte che misurano il cambiamento
La questione delle esternalizzazioni è strettamente collegata al bilancio.
La Giunta ha approvato gli atti della programmazione finanziaria comunale, che dovranno essere sottoposti al previsto esame dei revisori dei conti prima delle determinazioni di competenza del Consiglio comunale.
È un passaggio decisivo.
Il bilancio non è soltanto un insieme di cifre.
È lo strumento attraverso il quale un’amministrazione indica le proprie priorità, destina le risorse e programma gli interventi.
Report Sicilia ha già avviato l’analisi dei documenti, con particolare attenzione al patrimonio comunale, alle alienazioni e alle scelte di gestione dei servizi.
Il confronto con la precedente amministrazione Miccichè sarà inevitabile.
Non perché ogni decisione del passato debba essere cancellata.
Ma perché chi ha promesso un cambiamento deve poter spiegare quali scelte siano state confermate, quali modificate e quali nuove soluzioni siano state introdotte.
Il Consiglio comunale sarà chiamato a valutare gli atti nel rispetto delle proprie competenze.
Ed è proprio in quella sede che dovrà emergere il confronto sulle priorità della città.
Le interviste nelle zone di comfort e il confronto sugli atti
La puntata di Bibbirria Podcast offre infine una riflessione sul rapporto tra il sindaco e l’informazione.
Sodano ha pieno diritto di scegliere dove rilasciare interviste.
Ma la disponibilità al confronto pubblico dovrebbe riguardare anche interlocutori che chiedono spiegazioni sulla base di documenti, delibere, contratti e dati contabili.
In questo caso, secondo la ricostruzione dell’intervista, Sciabarrà ha dimostrato che anche un rapporto di amicizia può convivere con domande insistenti.
Ed è un aspetto da riconoscere.
La questione non è quindi criticare il conduttore.
La questione è comprendere se il sindaco abbia fornito risposte sufficientemente precise alle domande poste.
Perché sui debiti AICA, sulle esternalizzazioni, sui parcheggi e sulla gestione finanziaria del Comune non bastano dichiarazioni di principio.
Occorrono atti, numeri e decisioni verificabili.
La rivoluzione promessa deve essere dimostrata
Michele Sodano governa Agrigento dall’11 giugno 2026.
È un periodo ancora limitato per valutare gli effetti di tutte le politiche amministrative, soprattutto in una città che presenta problemi strutturali risalenti nel tempo.
Ma è già possibile chiedere un rendiconto delle iniziative intraprese.
Il sindaco aveva annunciato un’amministrazione capace di misurare i risultati attraverso indicatori.
È un impegno che merita di essere ripreso.
Quali procedure sono state semplificate? Quali servizi sono migliorati? Quali interventi sono stati completati? Quali decisioni sulla gestione del patrimonio sono state assunte e sulla base di quali analisi economiche?
Sono domande alle quali è possibile rispondere con documenti.
Ed è proprio questo il confronto che Report Sicilia continuerà a chiedere.
Sindaco Sodano, la domanda resta aperta. Se conferma la strada delle esternalizzazioni già percorsa dall’amministrazione precedente, ci spieghi quali siano le differenze concrete tra il suo governo e quello di Miccichè.
Non chiediamo slogan.
Chiediamo di conoscere i vantaggi economici per il Comune, le garanzie per i cittadini e le ragioni per le quali determinate attività dovrebbero essere affidate a soggetti esterni anziché gestite attraverso strumenti pubblici.
Perché il cambiamento amministrativo non si misura dalla capacità di raccontarlo.
Si misura dalle decisioni adottate e dai risultati che producono.
E Agrigento ha diritto di conoscerli.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

