Agrigento – Sodano si difende da De Luca ma non cita la solidarietà ricevuta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il sindaco dice di non amare i video di risposta, ma dedica una lunga diretta alle parole del leader di Sud chiama Nord. E quando De Luca ricorda di aver difeso l’istituzione municipale dai diktat di Ismaele La Vardera, da Sodano non arriva una parola.
Michele Sodano dice di non amare i video di risposta e di non voler cadere nelle provocazioni. Ma dopo le parole di Cateno De Luca, il sindaco di Agrigento dedica una lunga diretta alla propria autodifesa. Contesta le critiche, accusa il leader di Sud chiama Nord di fare campagna elettorale e mostra i numeri dei post pubblicati sui social.
La reazione è tanto più evidente se si guarda a un passaggio che Sodano non ha richiamato nella sua replica. Alla conferenza stampa di Porta di Ponte, De Luca aveva ricordato di avere manifestato solidarietà all’istituzione municipale nei momenti in cui, a suo dire, Ismaele La Vardera le imponeva dei diktat. «Il Comune non può essere usato come uno zerbino», aveva detto. In quella circostanza, Sodano non ha aperto bocca per riconoscere pubblicamente quella difesa.
Quando invece De Luca ha criticato il suo approccio su Agrigento e sulla crisi di Maddalusa, il sindaco ha risposto con una diretta articolata. Non è in discussione il suo diritto di replicare. Colpisce la diversa prontezza: nessuna parola quando De Luca raccontava di avere preso le difese dell’istituzione municipale, una lunga autodifesa quando le osservazioni hanno riguardato direttamente il suo operato.
La contesa sui social
Per respingere l’etichetta di «sindaco dei TikTok», Sodano ha mostrato un conteggio dei contenuti pubblicati su Facebook. Secondo i dati presentati dal sindaco, dal 17 settembre al 16 ottobre lui avrebbe pubblicato 33 post e De Luca 239. Negli ultimi sette giorni, sempre secondo il conteggio mostrato nella diretta, i contenuti sarebbero stati 10 per Sodano e 75 per il leader di Sud chiama Nord.
«Se io sono il sindaco dei social, tu sei l’imperatore dei social», ha detto. Ma quanti post pubblichi De Luca non chiarisce se le critiche rivolte all’amministrazione siano fondate. Il conteggio risponde all’accusa di essere troppo presente sui social, non alle domande sulla strategia per la città e sulle soluzioni per i problemi dei residenti.
Sodano ha sostenuto che le sue dirette servono a informare i cittadini e occupano solo una minima parte del suo tempo. Ha spiegato che il Comune non avrebbe potuto assumere un portavoce per le difficoltà finanziarie e ha rivendicato di scrivere personalmente comunicati e aggiornamenti. Ha inoltre citato le richieste rivolte alla Regione, tra cui 90 milioni di euro per le strade e altri 40 milioni per il personale comunale.
Sono dichiarazioni del sindaco che vanno valutate nel merito. Ma presentare ogni critica come provocazione o campagna elettorale non basta a dimostrare che le questioni sollevate siano state affrontate. La trasparenza non consiste soltanto nel parlare ai cittadini, ma anche nel rispondere alle loro domande e accettare il giudizio sul lavoro svolto.
Il confronto su Maddalusa
De Luca aveva richiamato la propria esperienza a Messina, raccontando che durante la sua amministrazione l’acqua era stata garantita ai residenti delle baraccopoli e che, dopo l’ordinanza, era intervenuta una legge nazionale. Sodano ha risposto chiedendo al leader di Sud chiama Nord di attivare i parlamentari a lui vicini per promuovere una legge speciale su Maddalusa.
Il richiamo del sindaco alla propria ordinanza, però, riguarda una misura diversa. L’ordinanza numero 47 del 17 luglio prevedeva la fornitura d’acqua, per un massimo di tre mesi, ai nuclei familiari con persone fragili che presentassero domanda e rientrassero nei requisiti indicati. Non era una misura destinata a tutti i residenti. Questo dato serve a distinguere i due interventi, ma non cambia il centro del confronto: De Luca aveva chiesto un cambio di approccio, mentre Sodano ha spostato la risposta sulla legge nazionale e sui parlamentari.
Sodano ha anche ricordato un dato attribuito a De Luca, secondo il quale ogni anno il 42 per cento dei bandi pubblici resterebbe inutilizzato. Anche questo passaggio alimenta il botta e risposta, ma non risolve la questione pratica per chi a Maddalusa è rimasto senza una risposta adeguata. La richiesta di una legge speciale può essere utile, ma il Comune deve chiarire quali soluzioni siano disponibili nell’immediato e quali famiglie siano state raggiunte.
«Siamo tornati per riprenderci la città»
Sodano continua a ripetere che «siamo tornati ad Agrigento per riprenderci la città». Ma la città non appartiene a un sindaco, a un movimento o a una coalizione. Appartiene ai cittadini, che hanno votato e che hanno diritto di chiedere conto delle scelte amministrative.
Il sindaco afferma che non gli interessano le dinamiche nazionali e regionali, perché la sua missione è Agrigento. Nella stessa diretta, però, accusa De Luca di fare campagna elettorale e interviene sulla sua candidatura. Anche la risposta sul confronto tra post e dirette finisce per portare il dibattito sul terreno dello scontro politico.
È qui che l’immagine del sindaco aperto al dialogo si incrina. Sodano dice di volere consigli e di non considerarsi il migliore, ma quando il consiglio arriva insieme a una critica reagisce con un’autodifesa pubblica. E il silenzio sulla solidarietà che De Luca sostiene di avere espresso nei confronti del Comune rende ancora più evidente la selettività della sua risposta.
La sensazione è quella di un atteggiamento più smaliziato dei vecchi politici che Sodano dice di voler superare, persino più opportunista di chi lo ha preceduto. Agrigento non ha bisogno di una gara a chi pubblica più post, né di una contesa permanente su chi abbia provocato chi. Ha bisogno di atti, tempi e risultati. «Riprenderci la città» sarà una promessa credibile solo quando i cittadini potranno misurare il cambiamento nella vita quotidiana.
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Fonte: Report Sicilia
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