Agrigento – Tar sospende interdittiva prefettizia a ditta di Aragona. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Sono per il momento salvi i contratti e il lavoro dell’azienda con sede ad Aragona -attiva nel settore della messa in riserva di rifiuti non pericolosi da raccolta differenziata e della lavorazione di cascami e rottami- che aveva subito un’interdittiva prefettizia e la conseguente cancellazione dall’albo dei gestori ambientali.
Il Presidente della Prima Sezione del TAR Sicilia di Palermo ha infatti sospeso in via d’urgenza l’efficacia del provvedimento con cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica aveva disposto la cancellazione della società dall’Albo dei Gestori Ambientali.
Il caso
L’intricata vicenda ha preso il via a fine luglio, quando la Prefettura di Agrigento ha emesso una misura interdittiva nei confronti della società agrigentina, ipotizzando un pericolo di condizionamento mafioso sulla base di alcuni elementi indiziari.
Un provvedimento che ha innescato un immediato effetto domino: in esecuzione dell’interdittiva prefettizia, il Ministero dell’Ambiente ha disposto la cancellazione dell’impresa dall’Albo, con il rischio di paralizzarne del tutto la presenza sul mercato.
Il ricorso giurisdizionale
La svolta è arrivata con il ricorso proposto nell’intesse della società dagli avvocati Girolamo Rubino e Rosario De Marco Capizzi.
I legali della detta di Aragona hanno censurato i provvedimenti deducendo da un lato, la palese violazione del diritto al contraddittorio, poiché la Prefettura avrebbe indicato solo alcuni indizi nella fase istruttoria per poi fondare la decisione finale su circostanze mai contestate in precedenza; dall’altro, un difetto di motivazione e di istruttoria sull’effettiva rilevanza dei singoli elementi richiamati.
Il ricorso per motivi aggiunti
Con la successiva cancellazione dall’Albo dei Gestori Ambientali, la società si è trovata di fronte allo spettro di un blocco immediato di tutti i cantieri e dei contratti in corso con aziende private.
Gli avvocati Rubino e De Marco Capizzi hanno quindi impugnato il provvedimento ministeriale con ricorso per motivi aggiunti e richiesto al Presidente del TAR Palermo un decreto monocratico urgente per scongiurare un danno irreparabile.
La sospensiva
Condividendo le tesi difensive, il Presidente della Prima Sezione del TAR ha sospeso gli effetti della cancellazione fino all’udienza camerale del 6 ottobre 2026.
Grazie a questa decisione cautelare, la ditta aragonese potrà continuare a operare regolarmente e a mantenere i rapporti contrattuali nel settore ambientale in attesa della discussione in sede collegiale.
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Fonte: Sicilia On Press
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