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Agrigento – Teatro Pirandello, dalla Fiaccabrino di Forza Italia ai contratti e ai social, la rivoluzione di Sodano finisce sotto esame

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Agrigento – Teatro Pirandello, dalla Fiaccabrino di Forza Italia ai contratti e ai social, la rivoluzione di Sodano finisce sotto esame. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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⏱️Tempo di lettura: 10 min

La conferma della direttrice generale vicina all’area politica del deputato Riccardo Gallo apre nuovi interrogativi sulla gestione della Fondazione. Chi amministra i profili istituzionali del Teatro? Quali incarichi hanno Nadia Hop e Giovanni Mantese? Qual è la reale situazione economica? Il presidente Osvaldo Lo Iacono renda pubblici atti, contratti e bilanci. E La Vardera continua a non spiegare dove sia finita la rivoluzione promessa.

AGRIGENTO. La rivoluzione annunciata dal sindaco Michele Sodano al Teatro Luigi Pirandello rischia di trasformarsi in una delle più evidenti contraddizioni politiche della nuova amministrazione comunale.

Prima Giulio Cinque, componente del precedente Consiglio di amministrazione e indicato come vicino all’area di Forza Italia, diventato vicepresidente della Fondazione. Poi Alessandra Fiaccabrino, candidata alle elezioni regionali del 2022 con Forza Italia e politicamente indicata come vicina al deputato Riccardo Gallo, mantenuta alla Direzione generale fino alla fine dell’anno.

Adesso, però, gli interrogativi non riguardano soltanto gli equilibri politici.

Riguardano gli incarichi, i contratti, la gestione della comunicazione istituzionale, la situazione economica della Fondazione e soprattutto il ruolo del nuovo presidente Osvaldo Lo Iacono.

Report Sicilia ritiene che sia arrivato il momento di passare dagli annunci agli atti.

Perché la Fondazione Teatro Luigi Pirandello non è una proprietà privata, non è la sede di un movimento politico e non può essere amministrata attraverso rapporti personali o decisioni sottratte alla conoscenza dei cittadini.

Il profilo istituzionale del Teatro e gli interrogativi sulla comunicazione

Una storia pubblicata sul profilo Instagram del Teatro Pirandello offre lo spunto per affrontare una questione apparentemente secondaria, ma che riguarda direttamente la trasparenza.

Nell’immagine, relativa a una lezione di Laura Canali dedicata a Israele e Palestina, compare un contenuto ricondiviso dall’account personale riconducibile a Osvaldo Lo Iacono, accompagnato dalle parole «Questo è il Teatro che vogliamo, centro di cultura e culla di consapevolezza».

Nulla da eccepire sul valore culturale dell’iniziativa.

Ma chi gestisce concretamente il profilo istituzionale della Fondazione?

Chi decide quali contenuti pubblicare e quali ricondividere?

Esiste un responsabile della comunicazione formalmente incaricato?

E soprattutto, chi ha accesso alle credenziali dei profili ufficiali del Teatro?

Sono domande alle quali il presidente Lo Iacono dovrebbe rispondere senza difficoltà.

Un profilo istituzionale rappresenta la Fondazione e non il suo presidente a titolo personale. Anche quando promuove iniziative condivisibili, deve essere gestito secondo criteri riconoscibili di responsabilità, professionalità e trasparenza.

Nadia Hop, quale incarico e con quale procedura?

Tra gli interrogativi che chiediamo alla nuova governance di chiarire figura anche la posizione di Nadia Hop.

Occorre innanzitutto sapere se la professionista abbia attualmente un rapporto di collaborazione con la Fondazione Teatro Pirandello e, in caso affermativo, quale sia la natura dell’incarico.

Esiste un contratto?

Chi lo ha sottoscritto?

Quali attività sono previste?

È stato pubblicato un avviso per individuare la figura professionale oppure si è proceduto attraverso un affidamento diretto?

Qual è l’eventuale compenso e con quali risorse viene corrisposto?

Sono questioni che richiedono risposte documentali.

La circostanza che possano esistere rapporti personali di conoscenza o amicizia con esponenti della governance, da sola, non dimostra alcuna irregolarità. Allo stesso modo, non si può affermare che un incarico sia stato conferito senza una procedura legittima prima di averne esaminato gli atti.

Proprio per evitare illazioni, sarebbe opportuno rendere pubbliche le informazioni relative agli eventuali incarichi professionali e alle modalità del loro conferimento.

La trasparenza serve anche a questo.

Giovanni Mantese, un incarico scaduto a luglio?

Un secondo chiarimento riguarda Giovanni Mantese, figura già presente nell’organizzazione del Teatro durante la precedente gestione.

Secondo le informazioni giunte alla nostra redazione, il suo precedente incarico sarebbe scaduto nel mese di luglio.

Una circostanza che chiediamo alla Fondazione di confermare o smentire attraverso la documentazione.

Mantese continua a svolgere funzioni organizzative o direttive all’interno del Teatro?

Se sì, con quale titolo?

Il precedente rapporto è stato prorogato, rinnovato oppure sostituito da un nuovo contratto?

Quali sono le mansioni effettivamente attribuitegli e quale l’eventuale trattamento economico?

È importante chiarire anche se la qualifica di direttore, che gli viene informalmente attribuita, corrisponda a un incarico ufficiale oppure a una definizione utilizzata impropriamente.

Non stiamo affermando che Mantese operi senza contratto.

Stiamo chiedendo di conoscere quale sia il titolo che eventualmente legittima la prosecuzione delle sue attività dopo la scadenza segnalata.

Una Fondazione che gestisce un importante presidio culturale della città dovrebbe poter rispondere pubblicando pochi documenti.

Fiaccabrino e i conti del Teatro, quale situazione economica ha trovato il nuovo CdA?

Ma la questione più delicata riguarda Alessandra Fiaccabrino e la situazione economica della Fondazione.

Secondo informazioni che chiedono una verifica documentale, la prosecuzione del suo incarico sarebbe stata sostenuta anche dalla prospettiva di un intervento di risanamento dei conti del Teatro.

Se questa ricostruzione fosse confermata, si aprirebbe una questione particolarmente importante.

La Fondazione Teatro Pirandello presenta realmente una situazione economica deficitaria?

Esistono perdite di esercizio, debiti scaduti, problemi di liquidità oppure semplicemente esigenze di riequilibrio finanziario?

Sono situazioni profondamente diverse, che non possono essere confuse.

E soprattutto, quali documenti contabili sarebbero stati presentati ai nuovi componenti del Consiglio di amministrazione?

La Fondazione dispone di una sezione ufficiale dedicata alla trasparenza, nella quale sono previsti anche i bilanci, gli incarichi e i verbali del Consiglio.

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È dunque da questi documenti che occorre partire.

Se Fiaccabrino ha illustrato un piano di risanamento, sarebbe utile conoscere quale situazione abbia rappresentato al Consiglio, quali criticità abbia individuato e quali interventi abbia proposto.

Non possiamo affermare che la Fondazione sia in rosso senza conoscere i dati contabili aggiornati.

Ma non possiamo nemmeno accettare che un eventuale allarme sui conti venga utilizzato per giustificare decisioni gestionali senza che sia spiegato pubblicamente da quali numeri nasca.

Lo statuto attribuisce responsabilità precise alla direzione generale

C’è un aspetto che rende questa vicenda ancora più interessante.

Lo statuto della Fondazione attribuisce al direttore generale importanti responsabilità nella gestione economica e amministrativa.

Tra queste figurano la tenuta delle scritture contabili, la predisposizione dei bilanci preventivi e consuntivi, la programmazione finanziaria e il coordinamento del personale.

Il direttore generale, inoltre, partecipa alle riunioni del CdA per fornire assistenza tecnica e amministrativa, senza diritto di voto.

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Questo significa che la discussione sulla situazione economica non può essere separata dalle responsabilità gestionali previste dallo statuto.

Fiaccabrino è stata nominata dalla precedente governance ed è stata confermata fino al 31 dicembre dal nuovo Consiglio.

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Se esistono criticità finanziarie, occorre comprendere quando siano maturate, quali siano le cause e quali provvedimenti siano stati adottati.

Non si tratta di attribuire responsabilità personali senza elementi.

Si tratta di verificare come venga amministrata una Fondazione che svolge un servizio culturale di interesse pubblico.

I componenti del CdA conoscono davvero i conti che sono chiamati ad approvare?

Il sindaco Michele Sodano aveva presentato il nuovo Consiglio di amministrazione come una squadra di eccellenze.

Professionisti, artisti e personalità chiamati a rilanciare il Teatro.

Ma la qualità di una governance non si misura soltanto attraverso i curricula.

Si misura anche nella capacità di esercitare le funzioni di controllo e indirizzo che le competono.

I nuovi consiglieri hanno esaminato personalmente gli ultimi bilanci?

Hanno chiesto una ricognizione della situazione debitoria e creditoria?

Hanno verificato le disponibilità liquide e gli impegni economici già assunti?

Hanno ricevuto una relazione scritta dalla direttrice generale?

E soprattutto, su quali elementi hanno fondato la decisione di mantenerla nell’incarico fino al 31 dicembre?

La professionalità della direttrice generale non esonera il Consiglio dalle proprie responsabilità.

Anzi, è proprio quando vengono rappresentate difficoltà economiche che un organo amministrativo deve pretendere dati, documenti e riscontri.

La Fondazione non può dipendere esclusivamente dalla rappresentazione dei conti fornita da una sola figura gestionale.

Osvaldo Lo Iacono, presidente della Fondazione o esecutore delle scelte del sindaco?

E arriviamo al presidente Osvaldo Lo Iacono.

La Fondazione Teatro Luigi Pirandello ha una propria organizzazione, un proprio statuto e organi ai quali sono attribuite specifiche responsabilità.

Il sindaco esercita le prerogative previste dagli atti della Fondazione, ma questo non significa che il presidente debba rinunciare alla propria autonomia decisionale.

Lo Iacono dovrebbe essere il primo a chiarire pubblicamente la situazione.

Quali sono gli obiettivi del nuovo Consiglio?

Quali decisioni sono state adottate?

Quali incarichi sono attualmente in essere?

Quali sono le condizioni economiche della Fondazione?

E quale modello di gestione intende realizzare?

Già nelle scorse settimane AgrigentoOggi aveva riferito delle difficoltà incontrate nel tentativo di ottenere un’intervista con il nuovo presidente, segnalando che non era stato possibile raggiungerlo per i suoi impegni professionali fuori città.

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Non sappiamo se Lo Iacono concordi preventivamente le proprie dichiarazioni con il sindaco. Sarebbe scorretto presentarlo come un fatto.

Ma una questione politica resta.

Il presidente della Fondazione deve rispondere delle scelte del proprio Consiglio, senza attendere che sia il sindaco a spiegare ogni decisione.

Altrimenti quale autonomia avrebbe realmente la governance del Teatro?

La rivoluzione di Sodano e il silenzio di La Vardera

Tutto questo accade mentre la rivoluzione promessa da Michele Sodano continua a mostrare elementi di continuità con gli equilibri politici precedenti.

Giulio Cinque, già componente del vecchio CdA, è diventato vicepresidente.

Alessandra Fiaccabrino, candidata con Forza Italia e indicata come vicina alla corrente del deputato Riccardo Gallo, è stata confermata fino alla fine dell’anno.

Roberta Torre, invece, ha concluso la propria esperienza alla direzione artistica.

Adesso si aggiungono gli interrogativi sugli incarichi, sui contratti e sui conti.

E Ismaele La Vardera?

Controcorrente aveva promesso di cambiare il sistema.

Di rompere con le vecchie logiche.

Di affermare un metodo diverso nella gestione delle istituzioni.

Eppure le scelte che si stanno compiendo ad Agrigento meritano almeno una spiegazione politica.

La Vardera condivide la continuità garantita alla direzione generale?

Condivide il ruolo attribuito a Giulio Cinque?

Ritiene che la governance del Teatro stia realizzando quella discontinuità annunciata durante la campagna elettorale?

Il silenzio non chiarisce queste contraddizioni.

Report Sicilia chiede gli atti, non altre promesse

A questo punto riteniamo necessario che la Fondazione renda disponibili gli atti relativi alla conferma di Alessandra Fiaccabrino, agli incarichi professionali e alle collaborazioni attualmente in essere, alle eventuali posizioni di Nadia Hop e Giovanni Mantese, alla gestione dei profili istituzionali e alla situazione economica aggiornata.

Chiediamo inoltre di conoscere i verbali delle riunioni nelle quali sono state affrontate la proroga della direttrice generale e le eventuali criticità finanziarie.

Sono documenti e chiarimenti che consentirebbero di distinguere le decisioni legittime dalle eventuali anomalie, evitando che indiscrezioni e sospetti prendano il posto dei fatti.

Non chiediamo privilegi e non pretendiamo di interferire con le scelte artistiche della Fondazione.

Chiediamo trasparenza.

Osvaldo Lo Iacono ha l’occasione di dimostrare che il nuovo Consiglio di amministrazione è realmente autonomo, competente e capace di rendere conto delle proprie decisioni.

E Michele Sodano ha l’occasione di dimostrare che la rivoluzione annunciata non consiste semplicemente nel sostituire alcuni nomi lasciandone altri al proprio posto.

Perché al Teatro Pirandello, prima ancora di parlare di nuove stagioni e nuovi progetti, occorre fare chiarezza sulla gestione.

E la trasparenza non può essere soltanto uno slogan elettorale.

Deve diventare un metodo verificabile attraverso atti pubblici, decisioni motivate e responsabilità chiaramente individuate.

La rivoluzione si misura dai fatti. E i fatti, quando si amministra un’istituzione culturale della città, devono poter essere controllati da tutti.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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