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Agrigento, una montagna di cartone dietro un supermercato: Potenziale bomba ecologica e rischio per la sicurezza

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Agrigento, una montagna di cartone dietro un supermercato: Potenziale bomba ecologica e rischio per la sicurezza. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Decine di contenitori stracolmi, sacchi e imballaggi accatastati all’aperto. La ditta incaricata del ritiro non passerebbe da tempo, ma un contratto privato non può trasformare un’area commerciale in un deposito incontrollato di rifiuti. Chi deve intervenire?

Una vera e propria montagna di cartone e imballaggi, cresciuta fino a occupare una parte consistente dell’area esterna di uno dei supermercati della grande distribuzione presenti lungo via Unità d’Italia, ad Agrigento.

Le immagini ricevute da Report Sicilia sono impressionanti: si distinguono numerosi contenitori colmi oltre ogni limite, balle di cartone, sacchi, pedane e altro materiale lasciato a terra. Una lunga barriera di rifiuti che non sembra certamente il risultato della produzione di una sola giornata.

Secondo quanto ci è stato riferito, il supermercato avrebbe stipulato un contratto con un’impresa privata per il ritiro del cartone. Una possibilità prevista per le grandi utenze, che possono affidare a operatori autorizzati la raccolta e il recupero di alcune tipologie di rifiuti.

La società incaricata, però, non effettuerebbe il ritiro da diverso tempo. Questa sarebbe la spiegazione dell’enorme accumulo documentato dal video.

Ma una spiegazione non rappresenta automaticamente una giustificazione.

Il mancato ritiro non autorizza l’accumulo incontrollato

Se l’impresa incaricata non svolge il servizio, spetta all’azienda produttrice del rifiuto attivarsi immediatamente, contestare l’inadempimento e individuare una soluzione alternativa nel rispetto delle norme.

Il deposito temporaneo prima della raccolta non è una zona franca. L’articolo 185-bis del decreto legislativo 152 del 2006 lo consente soltanto nel rispetto di precise condizioni relative al luogo, alle modalità di raggruppamento, ai tempi e ai quantitativi.

Occorre dunque verificare da quanto tempo quel materiale si trovi nell’area, quale sia la quantità complessiva, se sia correttamente separato per tipologia, se vengano rispettate le condizioni di sicurezza e se l’operatore incaricato del trasporto e recupero sia regolarmente autorizzato.

Non basta dire: “La ditta non è venuta”.

Il produttore conserva precise responsabilità nella gestione dei propri rifiuti. Un disservizio contrattuale non può ricadere sul territorio, sui lavoratori, sui clienti e sui residenti della zona.

Una massa di materiale combustibile lasciata all’aperto

Il problema non è soltanto ambientale. Il cartone rappresenta materiale facilmente combustibile e una concentrazione tanto rilevante, soprattutto se protratta nel tempo, impone verifiche immediate anche sotto il profilo della prevenzione degli incendi.

Un mozzicone, un gesto doloso, una scintilla o qualsiasi altro innesco potrebbero trasformare quell’ammasso in un incendio capace di sprigionare fumo e propagarsi agli oggetti, ai mezzi o alle strutture circostanti.

Chi ha valutato questo rischio? Esiste un piano per la rimozione urgente? Le vie di transito e gli spazi di sicurezza sono completamente liberi? Sono state rispettate tutte le prescrizioni previste?

Sono domande alle quali dovranno rispondere gli organi competenti, non le rassicurazioni informali.

Comune e autorità intervengano subito

Report Sicilia chiede un sopralluogo urgente della Polizia locale, degli uffici comunali competenti e, per gli aspetti di rispettiva competenza, dell’Asp e dei Vigili del fuoco.

Bisogna accertare:

  • la natura esatta di tutto il materiale depositato;
  • la quantità e il periodo durante il quale si è formato l’accumulo;
  • la regolarità del deposito temporaneo;
  • l’identità e le autorizzazioni della ditta incaricata;
  • la documentazione relativa ai ritiri effettuati;
  • l’esistenza di rischi igienico-sanitari o d’incendio;
  • i tempi previsti per la completa rimozione.

Non formuliamo sentenze anticipate e restiamo disponibili a pubblicare la replica dell’azienda interessata e della società incaricata della raccolta. Ma ciò che documentano le immagini non può essere ignorato.

Via Unità d’Italia non può diventare il luogo nel quale i problemi tra un’attività commerciale e il proprio appaltatore vengono scaricati, insieme al cartone, davanti agli occhi della città.

Adesso servono controlli, risposte e soprattutto la rimozione immediata dell’enorme accumulo. Prima che quella che oggi appare come una grave situazione di degrado si trasformi davvero in un’emergenza.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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