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Agrigento – Una “perla” di ingegneria urbana a Porto Empedocle: quando il marciapiede a due passi dal mare fa un… buco nell’acqua!

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Agrigento – Una “perla” di ingegneria urbana a Porto Empedocle: quando il marciapiede a due passi dal mare fa un… buco nell’acqua!. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.

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Una “perla” di ingegneria urbana a Porto Empedocle:  il marciapiede a due passi dalla spiaggia fa un … buco nell’acqua!

Cronache di una mobilità surreale a Porto Empedocle: denaro pubblico speso per la realizzazione di un marciapiede a zig-zag che sfida le leggi della geometria e la sopravvivenza di automobilisti e ciclisti. Tra dune di cemento che mordono la carreggiata e spunti da romanzo di Camilleri, l’ultima trovata dell’ingegneria locale fa registrare un clamoroso… buco nell’acqua a due passi dal mare

Dimenticate i manuali di urbanistica, i criteri di sicurezza stradale e persino la geometria euclidea. A Porto Empedocle, lungo il tratto che collega la città al Lido Azzurro e a due passi dalla spiaggia di Marinella resa celebre da Andrea Camilleri, la pubblica amministrazione ha deciso di finanziare l’arte contemporanea più spinta. Spendendo il denaro pubblico, non si è scelta la noiosa linearità, ma si è dato vita a una vera e propria “perla” di ingegneria urbana: un marciapiede a zig-zag che, con le sue curve sinuose, ricorda le delicate ondulazioni di un’ostrica o, meglio, le onde del mare che, a tratti, si riversano sulla spiaggia. Peccato che le onde del marciapiede invadano la carreggiata rendendo quest’opera d’arte un clamoroso buco nell’acqua.

Il tracciato a zig zag che sfida la sopravvivenza
A documentare lo scempio geometrico è Claudio Lombardo, responsabile della delegazione siciliana dell’associazione ambientalista Mareamico, le cui immagini mostrano un’opera d’arte concettuale in piena regola. Invece di un percorso logico e rettilineo, il marciapiede decide di avanzare verso la carreggiata con pericolose onde restringendo la corsia all’improvviso.

Un agguato di pietra e cemento per chi transita
Gli automobilisti sono costretti a un improvviso test di riflessi per evitare di montare sul marciapiede o di invadere l’altra corsia a causa delle “onde” di cemento che, per i ciclisti, sono dei bastoni tra le ruote!  la mobilità dolce rischia di diventare… salata.
D’altronde, perché annoiare i cittadini con la sicurezza quando si può offrire loro l’ebbrezza di uno slalom speciale non segnalato?
Chi ha firmato questo capolavoro dell’assurdo?
Le domande che sorgono spontanee di fronte a un simile attentato alla sicurezza pubblica, aperto beatamente alla libera fruizione senza che nessuno muovesse un dito prima del completamento, sono molteplici: il progettista d’avanguardia: Quale mente illuminata ha concepito un marciapiede che morde la strada con le onde? I collaudatori distratti: Chi ha verificato, autorizzato e collaudato l’opera senza accorgersi che il marciapiede “invade la sede stradale”? La segnaletica invisibile: di notte, senza cartellonistica, senza protezioni o luci adeguate, quel blocco di cemento rischia di diventare un trampolino di lancio.

La regola d’oro, altro che perle! vorrebbe che i soldi dei contribuenti servissero a migliorare i servizi e a mettere in sicurezza il territorio. Qui, invece, ci troviamo di fronte a un giallo burocratico che, ci si augura, non abbisogna dell’acume del commissario Montalbano per essere risolto.

Nell’attesa che la denuncia di Mareamico smuova le acque e porti a un auspicabile sequestro, alla messa in sicurezza e all’accertamento delle responsabilità, ai poveri cittadini empedoclini non resta che armarsi di caschetto protettivo e tanta pazienza. Perché a Porto Empedocle, per fare due passi o una pedalata, bisogna prima sopravvivere all’arte moderna.

L’articolo Una “perla” di ingegneria urbana a Porto Empedocle: quando il marciapiede a due passi dal mare fa un… buco nell’acqua! proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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