Agrigento – Verso le amministrative a Favara: intervista a Pasquale Cucchiara (AVS). Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
Prosegue la serie di incontri con gli operatori politici della città. Dopo Fratelli d’Italia, la parola passa al Segretario provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra e consigliere comunale, chiamato a tracciare la rotta su identità della sinistra, bilancio dell’Amministrazione Palumbo e paletti per le coalizioni future.
Prosegue il nostro viaggio di approfondimento politico tra i protagonisti e gli operatori della vita pubblica di Favara. Un percorso che intende analizzare lo stato dell’arte della politica cittadina, tracciare i bilanci di questi anni di consiliatura e proiettarsi verso le sfide future della città.
Dopo l’intervista a Fabrizio Crapanzano di Fratelli d’Italia, che ha aperto la serie, il secondo interlocutore è Pasquale Cucchiara, figura chiave dell’area progressista locale e provinciale nella duplice veste di Segretario provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e Consigliere comunale. A lui abbiamo rivolto dieci quesiti cruciali per comprendere la rotta che la sinistra radicale ed ecologista intende tracciare per Favara.
1. Il perimetro delle alleanze e i principi non negoziabili
In diverse occasioni lei ha ribadito la necessità di una politica che non baratti la propria identità per mere logiche elettorali. Quali sono nello specifico le “linee rosse” sui temi dell’ambiente, della giustizia sociale, dei diritti e della legalità che Alleanza Verdi e Sinistra non intende superare a Favara, anche a costo di non far parte di una coalizione di governo?
AVS è una forza di governo sia a Favara sia ad Agrigento. A livello nazionale e regionale rappresentiamo l’ala radicale e ecologista della coalizione che vuole essere ampia, plurale e aperta alle forze civiche.
Per noi il tema delle alleanze è importante, ma viene dopo quello dei contenuti e dei valori. Vogliamo costruire una coalizione capace di parlare alla città e non soltanto ai partiti.
Allo stesso tempo, noi siamo alternativi al centrodestra perché abbiamo una visione diversa della società, del lavoro, dell’ambiente e dei servizi pubblici. E se guardiamo al panorama politico locale, credo che valga la pena rimarcare un dato di fatto: insieme al PD, siamo l’unico partito a Favara a possedere una sede aperta. Veramente tanta roba se penso alle posizioni politiche di talune organizzazioni presenti solo sulla stampa con documenti distruttivi e populismi scontati, buoni solo per i titoli dei giornali.
2. La salute e l’identità di AVS a Favara e in provincia
Da Segretario provinciale e consigliere comunale, qual è oggi lo stato di salute di AVS a Favara e nell’Agrigentino? In che modo la proposta ecologista e della sinistra di alternativa sta riuscendo a intercettare le istanze dei cittadini favaresi?
AVS è una forza in costruzione, un cantiere aperto che conta diversi circoli e ben sei istituzionali oltre che alcune realtà organizzate in provincia: numeri che a sinistra non si vedevano da tempo.
Favara ha rappresentato una scintilla che ha contaminato positivamente parte della provincia. È un dato politico importante perché dimostra che esiste uno spazio per una sinistra capace di parlare di lavoro, diritti, ambiente e servizi pubblici senza rinunciare alla propria identità.
Noi non vogliamo essere una forza testimoniale. Vogliamo incidere, amministrare e cambiare concretamente le cose.
3. Il bilancio della consiliatura
Da consigliere comunale di maggioranza/campo progressista, qual è il suo bilancio di questo mandato? Quali sono le battaglie più importanti portate avanti da AVS in Consiglio e quali i rammarichi per ciò che si sarebbe potuto realizzare con maggiore coraggio?
Siamo al cospetto di una legislatura ampiamente positiva: allineamento contabile, centralizzazione degli uffici a San Francesco, Scuole, efficientemente energetico, Pnrr, e una macchina amministrativa che, nonostante le difficoltà, ha compiuto passi avanti.
In qualità di consigliere comunale credo di essere uno dei più attivi, portando avanti iniziative forti e concrete che hanno segnato questa consiliatura. Oltre all’introduzione del salario minimo negli appalti del Comune e alla riduzione del canone edile per famiglie e imprese, ho lavorato intensamente sul fronte dei regolamenti comunali, del cimitero e della cogestione dei beni comuni con la vicina apertura del centro polifunzionale in un bene confiscato alla mafia. Non posso tralasciare le prese di posizioni su acqua e rifiuti indignandomi per l’inutilità del dissalatore e per le inchieste sul rifacimento delle rete idrica, denunciando un sistema rifiuti basato sulle discariche private che agiscono in regime di monopolio facendo lievitare i costi per i contribuenti.
In fondo, sono l’unico consigliere comunale costantemente preso di mira da sagaci “leoni da tastiera” con profili rigorosamente anonimi , evidentemente terrorizzati da chi fa politica senza padroni, è anche perché rappresento un’anomalia imperdonabile in questa città: sono l’unico consigliere senza sponsor, senza potentati economici e senza gruppi di potere dietro le spalle.
4. Il giudizio sull’Amministrazione Palumbo
Come valuta complessivamente l’operato del Sindaco Antonio Palumbo e della sua giunta in questi anni di governo locale? Quanto dell’impronta e dei valori della sinistra e dell’ambientalismo si ritrova nell’azione amministrativa quotidiana?
Il mio giudizio è positivo. Certo, tutto è perfettibile, ma credo che difficilmente avremmo potuto chiedere di più considerando le condizioni nelle quali questa amministrazione ha iniziato il proprio percorso.
Come AVS abbiamo portato il servizio ASACOM al 100 per cento, mantenuto i servizi sociali, dal trasporto dei disabili agli altri interventi rivolti alle fasce più fragili, e lavorato per garantire continuità e qualità alle politiche sociali. Per questo lavoro ringrazio gli assessori Antonella Morreale e Vincenzo Cassaro.
A breve, porterò in aula il regolamento Civico Zero per garantire l’accesso ai servizi a chi è privo di residenza, e rilancerò sull’attuazione del regolamento NCC.
5. Il futuro del sostegno al Sindaco e il campo progressista
AVS intende confermare la propria fiducia e sostenere con convinzione la ricandidatura del Sindaco Palumbo per un secondo mandato, oppure all’interno della sinistra si ritiene necessario un momento di verifica programmatico o la ricerca di un profilo alternativo?
A Favara, da quando esiste l’elezione diretta, nessun sindaco ha avuto il coraggio di ripresentarsi agli elettori.
Antonio ha il fuoco dentro e credo che il campo progressista abbia tutta la volontà politica di replicare questa esperienza di governo.
Ma non dobbiamo limitarci a chiedere una semplice continuità amministrativa. Se vogliamo ripresentarci alla città dobbiamo farlo con un progetto capace di guardare ai prossimi venti anni.
Vogliamo una Favara che non viva soltanto di emergenze, ma che investa sui giovani, sulla qualità urbana, sulla cultura, sul lavoro, sull’ambiente e sui servizi soprattutto per quella che è la maggioranza della popolazione : la terza età, ovvero una risorsa straordinaria.
6. L’appoggio esterno da settori del centrodestra
Nel corso di questa consiliatura si è registrato l’appoggio esterno di settori ed esponenti del centrodestra a supporto di delibere e momenti chiave dell’Amministrazione. Come giudica questo sostegno esterno e come si concilia, agli occhi della sinistra, il governo della città con voti e convergenze provenienti da quell’area politica?
Con la mia elezione, la tradizione comunista è tornata in consiglio comunale e l’ho dimostrato con gli atti e con le prese di posizione.
Tuttavia, ho collaborato con tutti i gruppi consiliari per il raggiungimento di determinati obiettivi. L’aula consiliare non è la nostra segreteria di partito. abbiamo la necessità politica di collaborare dove e con chi è possibile, quando ci sono interessi della città da tutelare.
Del resto, credo che ci siano stati colleghi che hanno rispettato la volontà popolare e altri che non lo hanno fatto. Da qui nasce il vergognoso e sistematico abbandono dell’aula.
7. Campagna elettorale ed elenchi candidati
In vista delle prossime elezioni amministrative, AVS sarebbe disposta a far parte di un progetto elettorale o di una coalizione civica larga che veda al proprio interno, anche solo con appoggi esterni o liste civiche d’area, componenti ed esponenti provenienti dal centrodestra?
Noi vogliamo costruire una coalizione larga, plurale e progressista. Questa è l’essenza di Scegli Progetto Comune.
Ci interessa mettere insieme persone, competenze che condividano una visione di città e sappiano parlare a chi oggi si sente lontano dalla politica.
8. L’aula, il “mal d’aula” e l’opposizione
Lei ha spesso denunciato le difficoltà dei lavori d’aula e le cadute del numero legale. Come definirebbe i rapporti con la minoranza consiliare e dove traccia il confine tra la legittima dialettica democratica e l’ostruzionismo paralizzante per la città?
Riconosco che l’abbandono dell’aula non è una novità. Anche a me è capitato di uscire “strategicamente” in occasione dell’elezione del presidente del consiglio comunale e non ne vado comunque orgoglioso.
Detto questo, utilizzare questa “tecnica” anche in presenza di variazioni di bilancio o di atti fondamentali per arrivare alle sospirate stabilizzazioni e progressioni è stato un errore politico madornale da parte di un’opposizione incapace di fare proposte.
Il consiglio comunale deve tornare a essere il luogo nel quale ci si confronta, restando in aula e assumendosi la responsabilità delle proprie scelte davanti ai cittadini.
9. Priorità ecologiste e sociali per Favara
Tra emergenza idrica e gestione dei rifiuti, dissesto finanziario, politiche per i beni comuni e stabilizzazione del personale precario, quali sono le tre priorità inderogabili che AVS intende mettere al centro del programma amministrativo per i prossimi anni?
Le nostre priorità guardano al Piano urbano del traffico, con un incremento della mobilità dolce, alla depavimentazione e alla messa a dimora di nuovi alberi.
All’interno di questa prospettiva, la promozione della salute e dello sport , garantendo spazi pubblici, come il palazzetto dello sport, attrezzati e accessibili a tutti i quartieri attuando il regolamento su cui ho lavorato tanto per l’affidamento di ville e giardini.
Per quanto riguarda il centro storico servono micro piani particolareggiati, strumenti di pianificazione sartoriale su cui siamo già al lavoro. Bisogna rigenerare il tessuto urbano senza consumo di nuovo suolo.
inoltre bisogna investire sulla terza età e sui giovani creando, sfruttando i vari locali che si sono liberati per adibirli ad aule studio, centri smart working e coworking. Bisogna investire sulla cultura e creare sin da subito un museo dedicato ad Antonio Russello con all’interno delle teche dedicate a personaggi di spessore dell’arte e della cultura favarese come Parlato, Palermo, Bosco, Farruggia, Giudice, Morello ed altri.
10. Apertura alla città e sfiducia dei giovani
L’astensionismo crescente colpisce in particolar modo le fasce giovanili. Come intende AVS riavvicinare le energie civiche, i giovani e i movimenti sociali di Favara alla partecipazione attiva e alla cura della propria comunità?
AVS è il partito più votato dai giovani fuori sede e raggiunge picchi importanti nelle città universitarie. AVS è il partito più votato dai giovani fuori sede e raggiunge picchi vicini al 14 per cento nelle grandi città dove sono presenti le grandi università e dove c’è conflitto sociale.
Il problema è che spesso queste politiche non arrivano nelle aree interne e nei territori più depressi.
Per questo il Partito porta avanti politiche per il lavoro come lo Sblocca stipendi, il salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario e la restituzione fiscale, per consentire una crescita più armonica di tutto il territorio.
Anche a Favara dobbiamo costruire le condizioni perché un ragazzo non sia costretto a partire per avere un futuro. Non a caso, siamo dentro il Patto per restare.
Inoltre, abbiamo messo in piedi una bella giovanile che sarà guidata dal giovane Danilo Tabbone. È un segnale importante: non vogliamo parlare dei giovani, vogliamo che siano loro a prendere parola e spazio nella politica.
Stiamo organizzando la speranza da Favara a Belluno.
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Fonte: Sicilia On Press
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