Agrigento – Via Saponara, nove anni dopo la diffida non ottemperata è arrivato il crollo: Nell’ordinanza anche il nome dell’avvocato Pennica. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Gli atti del 2025 ricostruiscono quindici anni di provvedimenti sugli edifici ai civici 32–42. Nell’agosto 2026 il crollo. Occorre sapere quali lavori siano stati eseguiti dopo l’ultima ordinanza e quale porzione dell’immobile abbia ceduto.
Il Comune conosceva le condizioni degli edifici almeno dal 2010. Nel 2016 rilevò un aggravamento statico; nel 2025 constatò che la successiva diffida non era stata rispettata. Ai proprietari, tra cui Salvatore Pennica, furono dati venti giorni per mettere in sicurezza gli immobili. Che cosa è successo dopo?
La palazzina crollata nell’agosto scorso nell’area di via Saponara non si trovava in una zona il cui pericolo fosse ignoto alle istituzioni. Le carte del Comune di Agrigento raccontano una storia di ordinanze, sopralluoghi, segnalazioni dei residenti e di una diffida che, alla data del 19 novembre 2025, risultava ancora non ottemperata.
A dirlo è l’ordinanza sindacale n. 90 del 2025 Ordinanza+Sindacale+2025-90, relativa ai fabbricati dissestati di via Saponara dal civico 32 al civico 42. Tra i proprietari ai quali il Comune intimò la messa in sicurezza figurano l’avvocato Salvatore Pennica e Gilda Pennica, insieme agli altri soggetti nominati nel provvedimento. Non si tratta, dunque, di una voce sulla proprietà: i loro nomi sono riportati in un atto ufficiale del Comune.
La vicenda parte da lontano. L’ordinanza del 2025 richiama due provvedimenti del 2010 per gli stessi edifici, precisando che allora i proprietari o gli aventi titolo avevano eseguito quanto richiesto. Sei anni dopo, però, un nuovo sopralluogo comunale accertò un aggravamento delle condizioni statiche e un forte degrado, con potenziale pericolo per l’incolumità pubblica. Il 24 ottobre 2016 partì una nuova diffida ai proprietari.
Il passaggio decisivo è scritto nero su bianco nell’atto del 2025: quella diffida del 2016 risultava non ottemperata. Nel frattempo erano arrivate altre segnalazioni dei residenti. Il 22 ottobre 2025 vigili del fuoco, Protezione civile comunale e Polizia locale effettuarono un sopralluogo congiunto e accertarono ancora la presenza degli edifici dissestati.
A quel punto il sindaco Francesco Miccichè ordinò ai proprietari indicati nel provvedimento di eseguire la messa in sicurezza entro venti giorni dalla notifica. Al termine dei lavori avrebbero dovuto trasmettere una perizia giurata, firmata da un tecnico abilitato, per attestare gli interventi e l’assenza di pericoli residui. Il Comune dispose anche la chiusura e la transennatura del tratto di via Saponara tra i civici 10 e 50, oltre allo sgombero precauzionale previsto dall’atto. Alla Polizia locale fu trasmessa l’ordinanza per la verifica dell’ottemperanza.
Nove mesi dopo è arrivato il crollo. La cronaca riferisce che l’edificio disabitato nell’area tra via Saponara, salita Gubernatis e via Serroy è ceduto senza provocare feriti. Nei giorni successivi sono stati disposti sgomberi negli immobili vicini. Che nessuno sia rimasto sotto le macerie non rende meno grave quanto emerge dalla sequenza degli atti.
Chi ha fatto cosa dopo il 19 novembre 2025? È questa la domanda alla quale il Comune deve rispondere con documenti, non con rassicurazioni. Occorrono le prove delle notifiche, gli eventuali verbali di verifica della Polizia locale, gli atti relativi ai lavori eseguiti e la perizia giurata richiesta dall’ordinanza. Se l’ordine non fu rispettato, occorre conoscere quali iniziative seguirono. Va inoltre identificata tecnicamente la porzione crollata e il suo rapporto con gli immobili e i proprietari indicati nell’atto.
L’ordinanza non stabilisce da sola le responsabilità per il crollo, né dimostra che ogni proprietario nominato avesse gli stessi obblighi sulla parte ceduta. Ma mette sul tavolo fatti che non possono essere archiviati come una fatalità: un pericolo rilevato nel 2016, una diffida che il Comune dichiarava ancora non ottemperata nel 2025, un nuovo ordine di messa in sicurezza e, infine, il cedimento. Spetta alle autorità competenti accertare anche se vi siano state omissioni penalmente rilevanti, da parte di chi e con quale relazione rispetto al crollo. La disciplina penale contempla, tra le altre ipotesi da valutare nei casi concreti, l’omissione dei lavori necessari quando un edificio minaccia rovina e ne derivi pericolo per le persone.
Report Sicilia chiede al sindaco Michele Sodano di acquisire e rendere conoscibile l’intera sequenza degli atti dal 2016 al crollo, compresi gli accertamenti compiuti dopo l’ordinanza del 2025. Chiede inoltre che il fascicolo sia trasmesso alla Procura, se ciò non è già avvenuto, affinché siano valutate tutte le condotte dei soggetti coinvolti, privati e pubblici. L’avvocato Pennica, gli altri proprietari indicati nell’ordinanza e il Comune hanno pieno spazio per fornire documenti e spiegazioni.
In via Saponara il muro e le transenne segnalavano un pericolo. Le carte mostrano da quanto tempo quel pericolo fosse conosciuto. Adesso bisogna sapere perché sia rimasto fino al crollo.
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Fonte: Report Sicilia
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