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Agrigento – Villa del Sole, le piante messe per coprire la vergogna sono già secche: Ad annaffiarle arriva l’autocisterna della Protezione civile

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Agrigento – Villa del Sole, le piante messe per coprire la vergogna sono già secche: Ad annaffiarle arriva l’autocisterna della Protezione civile. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

Cosa sta succedendo

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Le immagini mostrano il mezzo nell’area del contestato asilo. Chi ne ha disposto l’impiego e con quale ordine di servizio? Mentre alcuni quartieri soffrono la sete, le risorse della Protezione civile vengono utilizzate per salvare il verde di un cantiere?

Le immagini scattate oggi alla Villa del Sole raccontano meglio di qualsiasi comunicato lo stato del parco e del contestato asilo costruito al suo interno.

Dove un tempo esisteva uno storico giardino urbano, oggi sorgono i nuovi edifici del polo per l’infanzia finanziato con circa quattro milioni di euro del PNRR. Intorno alle strutture sono stati messi a dimora alberi e arbusti che, nelle intenzioni progettuali, avrebbero probabilmente dovuto mitigare l’impatto delle costruzioni e restituire all’area almeno una parvenza di verde.

Ma alcune di quelle piante appaiono già secche o fortemente sofferenti.

Le immagini mostrano terreni aridi, giovani alberi con pochissime foglie e arbusti completamente rinsecchiti. Le piante collocate per coprire quella che Report Sicilia considera una delle più gravi ferite inflitte al patrimonio verde della città non sono riuscite a coprire nulla: stanno morendo prima ancora che il complesso venga pienamente utilizzato.

L’autocisterna della Protezione civile dentro l’area

A rendere la scena ancora più paradossale è la presenza, chiaramente visibile nelle fotografie, di un’autocisterna con il contrassegno della Protezione civile comunale.

Secondo quanto ci è stato segnalato, il mezzo sarebbe stato utilizzato per portare acqua e annaffiare le piante presenti nell’area dell’asilo.

Se questa è la finalità dell’intervento, il Comune deve chiarire immediatamente chi abbia disposto l’impiego dell’autocisterna, sulla base di quale ordine di servizio e a carico di chi siano i costi del personale, del carburante e dell’acqua utilizzata.

La Protezione civile viene impiegata per curare il verde di un cantiere? L’intervento rientra tra i compiti istituzionali del servizio oppure avrebbe dovuto essere garantito dall’impresa esecutrice dei lavori?

L’appalto prevede un periodo di manutenzione e attecchimento delle nuove alberature? Se sì, perché interviene un mezzo pubblico? Se invece tale manutenzione non è prevista, chi si farà carico della sostituzione delle piante ormai compromesse?

Mentre la città chiede acqua

La presenza di quell’autocisterna assume un significato ancora più grave in una città nella quale interi quartieri continuano a convivere con una drammatica emergenza idrica.

A Maddalusa numerose famiglie hanno trascorso mesi senza una distribuzione regolare dell’acqua. Il Comune ha attivato il Centro operativo comunale e le autobotti proprio per fronteggiare le situazioni di maggiore fragilità.

Vedere un mezzo della Protezione civile all’interno della Villa del Sole, apparentemente utilizzato per tentare di salvare le piante di un cantiere, impone quindi una spiegazione pubblica.

Prima vengono le necessità delle famiglie o quelle del verde ornamentale collocato intorno a un’opera contestata?

Quell’acqua proviene dalla rete pubblica? È acqua potabile oppure destinata esclusivamente all’irrigazione? Da quale punto è stata prelevata? Chi ne ha autorizzato il trasporto e l’utilizzo?

Non si tratta di domande pretestuose. Quando vengono impiegati mezzi, personale e risorse pubbliche, ogni intervento deve essere disposto, motivato e documentato.

Le piante non cancellano lo scempio

Report Sicilia ha raccontato fin dall’inizio la trasformazione della Villa del Sole: un giardino urbano sacrificato per realizzare un asilo e un polo per l’infanzia attraverso un procedimento sul quale abbiamo ripetutamente chiesto chiarimenti.

Le nuove piante non potevano restituire ciò che è stato distrutto. Avrebbero dovuto almeno attenuare l’impatto dell’intervento, ma alcune risultano già secche.

È la fotografia di una programmazione che sembra fermarsi alla messa a dimora e dimenticare tutto ciò che viene dopo.

Piantare alberi senza predisporre un impianto di irrigazione adeguato, senza garantire una manutenzione costante e senza verificare l’attecchimento significa soltanto sprecare altre risorse pubbliche.

Non basta inserire qualche pianta nel progetto e fotografarla appena collocata. Occorre mantenerla in vita.

Chi deve pagare la sostituzione?

Il Comune chiarisca quanti alberi e arbusti siano stati piantati, quanto siano costati e quanti risultino oggi secchi o in sofferenza.

Soprattutto, dica chi dovrà sostituirli.

Se le piante rientrano nell’appalto e non hanno attecchito durante il periodo di garanzia o manutenzione, la sostituzione dovrebbe gravare sull’impresa e non sui cittadini. Se invece il Comune ha già preso in carico il verde, deve spiegare quale ufficio ne curi la manutenzione e perché sia necessario ricorrere all’autocisterna della Protezione civile.

Serve inoltre sapere se l’area sia già stata formalmente consegnata, anche solo in parte, al Comune oppure se sia ancora nella disponibilità dell’impresa.

Non vorremmo scoprire che, oltre ad avere sacrificato la Villa del Sole per un’opera da noi duramente contestata, la città debba adesso pagare anche l’acqua, il carburante, il personale e la sostituzione delle piante lasciate seccare.

Il simbolo perfetto di questa vicenda

Quelle piante rinsecchite sono il simbolo perfetto dell’intera operazione.

Sono state collocate intorno agli edifici per dare l’impressione che il verde non fosse stato cancellato, che la Villa del Sole potesse continuare a essere chiamata “villa” e che cemento e natura potessero convivere senza conseguenze.

Ma le fotografie mostrano un’altra realtà: terreno arido, alberelli sofferenti e un’autocisterna della Protezione civile chiamata a tentare un salvataggio tardivo.

Le piante messe per coprire la vergogna sono già secche. E nessuna autobotte potrà cancellare le responsabilità politiche e amministrative di chi ha consentito che uno storico spazio verde della città venisse trasformato in questo modo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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