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Agrigento – Violenza sulle donne, la Regione riapre i termini per la presentazione delle richieste del “Reddito di libertà”: c’è tempo fino al 30 ottobre. L’assessore Nuccia Albano: “L’autonomia economica è fondamentale”

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Agrigento – Violenza sulle donne, la Regione riapre i termini per la presentazione delle richieste del “Reddito di libertà”: c’è tempo fino al 30 ottobre. L’assessore Nuccia Albano: “L’autonomia economica è fondamentale”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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La Regione Siciliana ha deciso di riaprire i termini per la presentazione delle istanze relative alla fruizione del “Reddito di libertà”, un sussidio economico concepito per sostenere le donne che si trovano in condizioni di particolare fragilità e vulnerabilità economica, con o senza figli a carico.
Il provvedimento, firmato dal Dipartimento Regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, riapre così l’avviso pubblico a sportello fissando un termine di trenta giorni per la presentazione delle istanze.
La scadenza per l’invio delle richieste da parte dei Comuni è fissata al 30 ottobre.
“Con la riapertura dei termini – afferma l’assessore regionale alla Famiglia e alle Politiche sociali Nuccia Albano – vogliamo estendere il beneficio a tutte quelle donne che, pur avendone i requisiti, non hanno ancora avuto modo di presentare la propria istanza”.
“Il sostegno economico – spiega – è un tassello importante di un percorso più ampio che deve coinvolgere i servizi sociali, i centri antiviolenza e tutta la rete territoriale: non lasciare sole le donne significa anche metterle nelle condizioni di scegliere liberamente il proprio futuro”.
“Continueremo a lavorare – conclude – per rafforzare la rete di protezione e gli strumenti di sostegno, perché l’autonomia economica rappresenta una componente fondamentale nel percorso di liberazione dalla violenza”.
L’intervento è destinato alle donne già prese in carico dai centri antiviolenza o dalle strutture di accoglienza a indirizzo segreto, residenti in Sicilia, che versino in condizioni di fragilità economica e che non beneficiano già del reddito di libertà nazionale erogato dall’INPS.
L’intervento della Regione Siciliana intende dare una risposta a concreta a tutte quelle richieste che erano rimaste escluse dal beneficio del contributo statale.
Le risorse non rappresentano un semplice contributo assistenziale, ma mirano a finanziare progetti personalizzati di autonomia.
I fondi possono essere impiegati per sostenere le spese di autonomia abitativa e lavorativa quali affitti e utenze e l’acquisto di attrezzature per l’avvio di attività professionali e percorsi di formazione.
Sono inoltre ammissibili interventi a favore dei figli minori o con disabilità, nell’ambito del loro percorso scolastico e formativo.
Le domande potranno essere esclusivamente presentate dai Comuni siciliani, in collaborazione con i Centri antiviolenza e le strutture di accoglienza accreditate.

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Fonte: Report Sicilia

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