Agrigento – Vullo a Sodano: «Basta guardare al passato». Il prezzo dell’appoggio del centrodestra è il silenzio?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il vicepresidente vicario del Consiglio, vicino a Roberto Di Mauro, dichiara la “completa disponibilità” del proprio gruppo e invita il sindaco ad abbandonare la ricognizione sulle precedenti amministrazioni. Villa del Sole è uno degli esempi sui quali la città pretende invece verità
di Giuseppe Di Rosa
Le parole pronunciate in Consiglio comunale dal vicepresidente vicario Marco Vullo meritano di essere riascoltate e analizzate con attenzione.
Non soltanto per ciò che dicono esplicitamente, ma soprattutto per il messaggio politico che sembrano consegnare al sindaco Michele Sodano.
Vullo, esponente vicino all’area di Roberto Di Mauro e autorevole rappresentante di quella maggioranza di centrodestra che controlla il Consiglio comunale, ha dichiarato la propria disponibilità e quella del suo gruppo a sostenere il lavoro dell’amministrazione.
Ma contemporaneamente ha rivolto a Sodano una richiesta precisa: smettere di richiamare continuamente le responsabilità del passato.
«Più che una dichiarazione di voto, sindaco, è un invito che ti faccio ad alleggerire i toni rispetto alla ricognizione sempre verso il passato, perché questo non aiuta», ha affermato Vullo.
Subito dopo ha ricordato che l’aula si era già «messa a disposizione totalmente» del sindaco e dell’amministrazione. E ha ribadito: «Io sono a tua completa disposizione, il gruppo è a tua completa disposizione».
Parole chiarissime.
L’offerta politica sembra essere questa: il centrodestra è pronto a consentire a Sodano di governare, ma il sindaco deve smettere di guardare indietro.
Che cosa significa “lasciamo stare il passato”?
È proprio qui che nasce il problema.
Che cosa significa invitare il sindaco ad “alleggerire i toni” sul passato? Quali vicende non dovrebbero più essere ricordate? Quali responsabilità rischiano di irritare un’aula che si dichiara pronta a sostenere l’amministrazione?
Vullo lo dice apertamente: il continuo riferimento al recente passato «può irritare un’aula che si era messa a disposizione totalmente».
Quindi il sostegno consiliare sarebbe condizionato anche dal comportamento del sindaco rispetto alle amministrazioni e agli equilibri politici precedenti?
Tradotto brutalmente, il messaggio potrebbe apparire così: “Amico Sodano, tu smetti di parlare di ciò che abbiamo fatto e noi ti garantiamo i voti necessari per governare Agrigento”.
È questa l’intesa che si sta costruendo?
Naturalmente Vullo non utilizza queste parole e non parla di uno scambio. Ma la contemporaneità tra la richiesta di mettere da parte il passato e l’offerta di una disponibilità politica totale impone una spiegazione.
Villa del Sole è il passato sul quale bisognerebbe tacere?
La Villa del Sole rappresenta uno degli esempi più evidenti.
Uno storico spazio verde della città è stato trasformato attraverso un progetto PNRR da circa quattro milioni di euro per la costruzione di una scuola materna con polo per l’infanzia.
Report Sicilia ha sollevato ripetutamente interrogativi sull’iter amministrativo, sulle autorizzazioni, sull’avvio del cantiere e sulle responsabilità degli uffici e della precedente amministrazione.
La nuova giunta Sodano non si è limitata a ereditare il progetto: ha presentato ulteriori varianti e sta portando avanti l’opera.
Questo significa che l’attuale amministrazione ha il dovere di ricostruire integralmente quanto accaduto, verificare la regolarità degli atti e, se necessario, trasmettere tutta la documentazione agli organi competenti.
Oppure Villa del Sole rientra tra gli argomenti del passato che potrebbero “irritare” l’aula?
Il sostegno del centrodestra agli strumenti finanziari dipenderà anche dal silenzio del sindaco su questa vicenda?
Sono domande politiche alle quali occorre rispondere prima delle votazioni decisive.
«Il tempo in cui la colpa è degli altri finirà»
Vullo aggiunge un’altra frase significativa: «Il tempo che la colpa è degli altri finirà».
In linea generale è vero. Dopo alcuni mesi, ogni amministrazione deve assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e non può continuare a giustificare tutto richiamando chi c’era prima.
Ma questo principio non può trasformarsi in un’amnistia politica e amministrativa.
Governare il presente non significa cancellare il passato. Soprattutto quando dal passato arrivano opere pubbliche, debiti, procedimenti, incarichi, gare, varianti e decisioni che continuano a produrre conseguenze sulle casse comunali e sulla vita della città.
Sodano deve certamente amministrare, ma deve anche dire agli agrigentini che cosa abbia trovato dentro il Comune. Lo deve fare attraverso la relazione di inizio mandato, attraverso i documenti finanziari e attraverso una ricognizione puntuale degli atti ereditati.
Chiedergli di smettere di parlare del passato proprio mentre gli si offre sostegno consiliare produce inevitabilmente il sospetto di un patto politico.
La “completa disponibilità” del gruppo di Vullo
Il vicepresidente vicario non si è limitato a un generico invito al dialogo.
Ha affermato: «Io sono a tua completa disposizione, il gruppo è a tua completa disposizione».
Ha inoltre sostenuto che «questo sindaco ha bisogno di tempo per amministrare» e che non si può pretendere che, dopo soli tre mesi, la sua volontà politica ottenga il gradimento di tutti.
Un’apertura molto ampia, soprattutto se proveniente da un esponente di quella coalizione che formalmente dovrebbe rappresentare l’opposizione e che possiede i numeri per determinare il destino di ogni atto consiliare.
Il centrodestra è pronto a votare il bilancio e gli altri strumenti finanziari? In cambio di cosa?
Soltanto nell’interesse della città, come verrà certamente dichiarato, oppure all’interno di un accordo che comprende nomine, incarichi e il progressivo abbandono delle verifiche sulle precedenti amministrazioni?
Dal Teatro Pirandello agli strumenti finanziari
I segnali politici non mancano.
Alla Fondazione Teatro Pirandello, Giulio Cinque, componente nominato dal presidente della Regione Renato Schifani e indicato nell’area politica di Riccardo Gallo, è stato eletto vicepresidente.
Restano aperte le partite della direzione generale e della direzione artistica, dopo la cessazione degli incarichi di Alessandra Fiaccabrino e Roberta Torre.
Nel frattempo, dal Consiglio comunale arriva la disponibilità totale del gruppo di Vullo, accompagnata dall’invito a non insistere sulle responsabilità del passato.
Sono fatti separati oppure tasselli dello stesso disegno?
Report Sicilia parla da tempo di un possibile accordo, precedente e successivo alle elezioni, tra il sindaco e le aree politiche riconducibili a Roberto Di Mauro e Riccardo Gallo. Adesso non siamo più davanti soltanto a supposizioni: esistono dichiarazioni pubbliche che mostrano una maggioranza di centrodestra pronta a sostenere l’amministrazione.
Manca soltanto comprendere le condizioni politiche di questo sostegno.
Il passato non si cancella in cambio dei voti
Sodano non deve utilizzare continuamente il passato come alibi per le proprie inefficienze. Ma non può neppure accettare che il silenzio su quanto accaduto diventi il prezzo da pagare per ottenere i voti necessari ad approvare il bilancio.
La collaborazione istituzionale è legittima. Il confronto tra maggioranza e opposizione è necessario. Ma una cosa è votare un provvedimento utile alla città, altra cosa è costruire un patto basato sulla rimozione delle responsabilità politiche e amministrative.
Villa del Sole, gli appalti, le varianti, le fondazioni, le partecipate e tutte le altre vicende ereditate non possono essere cancellate con un invito ad “alleggerire i toni”.
Il passato deve essere ricostruito con atti, documenti e responsabilità precise.
Sodano chiarisca l’accordo
Il sindaco deve spiegare se abbia raggiunto un’intesa con il centrodestra e quali siano i contenuti politici di questa collaborazione.
Deve dire se continuerà a verificare gli atti delle precedenti amministrazioni oppure se, per garantirsi l’approvazione degli strumenti finanziari, abbia accettato di voltarsi dall’altra parte.
E Vullo dovrebbe chiarire che cosa intendesse quando ha invitato il sindaco ad abbandonare la ricognizione sul passato, avvertendo che quei riferimenti avrebbero potuto irritare un’aula già disponibile a sostenerlo.
Perché la frase, politicamente, può essere letta in un solo modo: “Tu non occuparti più delle nostre responsabilità e noi ti consentiremo di governare”.
Se questa interpretazione è sbagliata, sindaco e vicepresidente del Consiglio hanno la possibilità di smentirla con i fatti: rendano pubblici gli accordi, continuino le verifiche e trasmettano alle autorità competenti tutti gli atti sui quali esistono dubbi.
Agrigento non ha bisogno di una pace politica costruita sul silenzio. Ha bisogno di verità, trasparenza e responsabilità.
Il diritto di Sodano a governare non può essere pagato con il diritto del passato a essere dimenticato.
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Fonte: Report Sicilia
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