Aldo Raina denuncia la negazione della bigenitorialità: “Non vedo più mia figlia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
Il comitato per la Difesa della Bigenitorialità raccoglie la denuncia di un padre siciliano a cui è stato negato il Diritto alla Bigenitorialità sancito dalla Legge 54/2006.
“Si tratta – si legge in una nota – di un padre che attraversa l’Italia ogni mese nel tentativo di vedere la figlia: da Siracusa al Piemonte, da Siracusa ad Alba, percorrendo migliaia di chilometri, tra voli e treni. Aldo Raina è un padre siracusano che dal 2023 affronta regolarmente viaggi verso il Nord nell’ambito di un percorso di riavvicinamento con la propria figlia disposto dall’Autorità Giudiziaria”.
“La vicenda – continua la nota – nasce da una complessa situazione familiare, nell’ambito della quale è stata riconosciuta una condizione riconducibile alla sottrazione di minore. A seguito di ciò, è stato attivato un percorso finalizzato al recupero del rapporto padre-figlia, affidato ai servizi territoriali competenti.
In attuazione delle disposizioni ricevute, Aldo Raina ha partecipato con continuità agli incontri programmati, sostenendo un impegno personale, organizzativo ed economico significativo e affrontando costose trasferte periodiche dalla Sicilia al Piemonte”.
“Nonostante il percorso formalmente attivo, ad oggi il riavvicinamento non ha ancora trovato concreta attuazione. Anche tramite la partecipazione costante del padre agli incontri programmati, questi non hanno mai portato a un effettivo contatto con la minore, determinando una situazione di stallo nel percorso di riavvicinamento. Il padre non ha potuto incontrare la figlia né conoscere come sia oggi, non avendo alcuna fotografia aggiornata”.
“Ogni volta che parto dalla Sicilia – dichiara Aldo Raina – porto con me la speranza di recuperare il tempo perduto. Ho visto nascere mia figlia, ma non ho potuto accompagnarne la crescita. Oggi non so nemmeno come sia diventata, non ho una sua fotografia aggiornata.”
Il caso evidenzia le difficoltà concrete che possono emergere nei percorsi di riavvicinamento genitoriale, anche quando formalmente attivati, e richiama l’attenzione sull’importanza che tali strumenti trovino una reale ed efficace attuazione. “La mia non è una richiesta straordinaria ma il diritto di costruire un rapporto con mia figlia. Ogni mese che passa senza un progresso reale è un tempo che non si può recuperare”, conclude il papà siracusano.
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Fonte: Sicilia24h
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