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Appalto rifiuti ad Agrigento: costi in aumento mentre si vota per il sindaco

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Appalto rifiuti ad Agrigento: costi in aumento mentre si vota per il sindaco. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Mentre Agrigento vive una delle campagne elettorali più importanti degli ultimi anni, con i cittadini chiamati a scegliere il nuovo sindaco e il futuro amministrativo della città, il Comune pubblica il nuovo maxi appalto per il servizio rifiuti. Una coincidenza temporale che inevitabilmente apre interrogativi politici, amministrativi ed economici, soprattutto alla luce dei dati allarmanti emersi in queste ore sul costo della Tari ad Agrigento.

Secondo il dossier pubblicato da AgrigentoNotizie, Agrigento si conferma tra le città più care della Sicilia per la tassa sui rifiuti, nonostante percentuali di raccolta differenziata superiori alla media regionale.

La fotografia è impietosa:

  • raccolta differenziata comunale al 67,25%;
  • Tari media per famiglia da circa 456 euro annui;
  • aumento del 6,6% rispetto all’anno precedente;
  • costi del servizio giudicati tra i più elevati dell’isola.

Eppure, proprio mentre emergono questi numeri, l’amministrazione uscente ha proceduto alla predisposizione e pubblicazione del nuovo appalto pluriennale per la gestione dei rifiuti urbani.

Un appalto costruito durante la campagna elettorale

Il dato politico più rilevante non è soltanto il contenuto del nuovo bando, ma il momento scelto per pubblicarlo.

La procedura viene infatti avviata nel pieno della competizione elettorale per il rinnovo dell’amministrazione comunale. In pratica, mentre i cittadini stanno decidendo chi governerà Agrigento nei prossimi anni, viene già impostato uno dei servizi economicamente più pesanti per le casse comunali e per le tasche dei contribuenti.

Un servizio che incide direttamente:

  • sulla Tari;
  • sull’organizzazione cittadina;
  • sulla qualità della raccolta;
  • sugli organici;
  • sui costi di conferimento;
  • sugli equilibri economici del futuro bilancio comunale.

La domanda che molti cittadini iniziano a porsi è semplice: perché una scelta così strategica viene cristallizzata proprio a ridosso dell’insediamento della nuova amministrazione?

Il paradosso agrigentino: più differenziata, più tasse

Il dossier evidenzia un paradosso che ad Agrigento si trascina da anni: i cittadini differenziano sempre di più, ma la Tari continua ad aumentare.

Secondo quanto riportato:

  • la qualità della differenziata spesso non sarebbe sufficiente;
  • mancherebbero impianti di prossimità;
  • i costi di trasferimento dei rifiuti inciderebbero pesantemente;
  • il sistema continuerebbe a dipendere da conferimenti fuori territorio;
  • il peso del personale sarebbe superiore alla media nazionale;
  • l’evasione Tari continuerebbe a gravare su chi paga regolarmente.

Nel dossier viene inoltre evidenziato come l’assenza di una reale filiera industriale del riciclo in Sicilia trasformi la differenziata in un costo anziché in un guadagno per i cittadini.

La mappa dei rifiuti: viaggi continui fuori provincia

Uno degli aspetti più inquietanti riguarda proprio il “turismo dei rifiuti”.

L’umido, la plastica, il vetro, il secco e le altre frazioni vengono continuamente trasferite tra impianti e piattaforme sparse nel territorio regionale. Una situazione che moltiplica:

  • costi di trasporto;
  • costi energetici;
  • costi di smaltimento;
  • emissioni;
  • dipendenza da impianti esterni.

Tutto questo si traduce inevitabilmente nella bolletta finale che arriva ai cittadini.

Il nodo degli organici e dei costi del servizio

Nel dossier viene inoltre sottolineato un elemento che da anni rappresenta uno dei grandi temi del sistema rifiuti agrigentino: il peso degli organici.

Si parla apertamente di:

  • personale numericamente superiore rispetto a realtà simili;
  • costi strutturali elevati;
  • spese che finiscono inevitabilmente nella Tari.

Ed è proprio qui che il nuovo appalto assume un peso enorme: sarà il prossimo contratto a determinare per anni il modello gestionale della città.

L’incognita termovalorizzatori e IVA al 22%

Come se non bastasse, all’orizzonte si profilano ulteriori aumenti.

Il dossier ricorda infatti che:

  • dal 2025 il conferimento in discarica senza recupero energetico rischia di passare dall’IVA agevolata al 22%;
  • i termovalorizzatori annunciati in Sicilia sono ancora soltanto progetti;
  • il sistema regionale continua a basarsi sulle discariche.

Tradotto: i costi rischiano di aumentare ancora.

Una scelta che peserà sulla prossima amministrazione

Il punto centrale resta però politico e amministrativo.

Il nuovo sindaco di Agrigento erediterà un sistema già impostato, con un nuovo appalto pubblicato nel pieno della campagna elettorale e destinato a condizionare:

  • costi;
  • tariffe;
  • organizzazione del servizio;
  • scelte ambientali;
  • futuro economico della città.

Una procedura che rischia di diventare uno dei primi grandi terreni di scontro della prossima consiliatura.

Perché mentre i cittadini votano chiedendo cambiamento, trasparenza e riduzione dei costi, il sistema rifiuti agrigentino sembra già aver imboccato una strada decisa altrove.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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