Autobotti della protezione civile a Canicattì, Corbo chiede anche AICA. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Dopo che è stata esaudita la richiesta di Vincenzo Corbo, sindaco di Canicattì, di ottenere le autobotti del dipartimento regionale della Protezione Civile, la situazione non si è normalizzata.
“Le uniche autobotti attualmente operative sul territorio comunale sono quelle di messe a disposizione dal Dipartimento di Protezione Civile Regionale, al quale rivolgo un sentito ringraziamento per la tempestività e la sensibilità dimostrate“-scrive il sindaco Corbo. Ma poi aggiunge che la tempestività e la sensibilità del dipartimento regionale “contrastano purtroppo con l’assenza di intervento di chi ha il preciso obbligo contrattuale e istituzionale di garantire il servizio“. Una stoccata nei confronti dell’AICA.
Infatti, il sindaco di Canicattì scrive a Prefetto, ATI Agrigento, AICA e D.P.C.R. asserendo testualmente:” Si reitera pertanto con estrema fermezza la richiesta di invio immediato di un congruo numero di autobotti AICA sul territorio, proporzionato all’effettivo fabbisogno, nonchè di un piano straordinario con tempi e modalità certe di smaltimento delle centinaia di richieste inevase che gravano sulla comunità“.
Intanto, però, gli autobottisti della provincia (tra cui anche quelli canicattinesi) non si sentono garantiti dall’Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini e hanno dato mandato agli avvocati Giuseppe Riso e Salvatore Pennica di rappresentare e difendere i loro interessi, riconoscendo in loro la giusta serietà e professionalità per assicurare la realizzazione dei loro diritti.
Pare che alcuni autobottisti lamentino che i tempi burocratici per ottenere i pagamenti potrebbero essere lunghi, mentre il servizio che dovrebbero prestare sarà eventualmente effettuato con tempestività. Pare anche che alcuni di loro abbiano lamentato la scarsa comprensione dei sindaci verso la problematica reale che implicherebbe per l’attivazione del servizio una modulistica complessa ove si indichi l’allaccio idrico e fognante, la regolarità urbanistica delle abitazioni, etc…Elementi, questi, che è giusto indicare, ma che probabilmente richiedono tempo ai fini della regolarizzazione.
Intanto domani, 15 maggio, i sindaci si riuniranno con AICA e ATI di Agrigento e gli autobottisti vorrebro partecipare tramite i loro avvocati o una loro delegazione. Potrebbe essere la volta buona per trovare un punto di incontro?
Fatto sta che, a Canicattì, forse dovrebbe intervenire Padre Gioacchino. Infatti,”i disagi per la popolazione sono gravissimi e insostenibili“-come scrive il sindaco Corbo. “Famiglie, anziani, soggetti fragili, istituti scolastici, comunità, strutture pubbliche, attività commerciali e produttive continuano a soffrire pesantissimi disagi senza che AICA abbia fornito alcun riscontro operativo concreto“.
E tutto ciò fa ancor più rabbia se si considera che il presidente della regione Schifani (clicca qui per leggere l’articolo in proposito) afferma che le riserve accumulate i risultati concreti degli interventi regionali “consentono di affrontare l’approvvigionamento di acqua non più in condizioni di severità idrica“.
L’articolo Canicattì: arrivano autobotti da protezione civile, Corbo vuole pure quelle di AICA proviene da Sicilia ON Press.
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Fonte: Sicilia On Press
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