Bambole” al Teatro Biondo: un viaggio nell’identità femminile e materna. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
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Si intitola “Bambole” ed è uno psicodramma in atto unico, scritto e diretto da Alberto Cordaro.
Lo spettacolo, prodotto dall’associazione culturale “LABE Laboratorio Espressivo” ideata e fondata dallo stesso regista e drammaturgo palermitano, andrà in scena domenica 7 giugno alle 21:00 nella Sala “Giorgio Strehler” del Teatro Biondo, in via Roma 258.
Lo spettacolo, prodotto dall’associazione culturale “LABE Laboratorio Espressivo” ideata e fondata dallo stesso regista e drammaturgo palermitano, andrà in scena domenica 7 giugno alle 21:00 nella Sala “Giorgio Strehler” del Teatro Biondo, in via Roma 258.

La trama è ambientata negli anni Settanta e vede protagoniste due sorelle, Clara e Lucia – interpretate da Antonella Scalici ed Eva Picciotto – che vivono nella grande casa di famiglia, un tempo dimora dei loro genitori.
Le due donne, malgrado l’età adulta, non hanno mai del tutto reciso il cordone ombelicale con la figura materna, che continua a impattare fortemente sulle loro personalità e sullo sviluppo delle rispettive vite.
Una figura “ingombrante” di cui il pubblico percepisce tutta l’influenza, che occupa un ruolo focale nell’evoluzione drammatica della storia.
Isolate dal mondo, le due donne si confrontano tra sensi di colpa, accuse reciproche e conflitti mai risolti, in un faccia a faccia che, stilisticamente, rimanda al racconto cinematografico di Ingmar Bergman.
Il vis-à-vis tra le due identità femminili diviene così il mezzo per indagare la psiche umana, le relazioni disfunzionali, i temi dell’identità e delle sovrastrutture sociali.
Alberto Cordaro – che è anche insegnante, giornalista ed esperto in comunicazione – sceglie la formula dello psicodramma performativo, traendo spunto dal teatro delle origini, per ottenere un esito catartico e favorire il processo di immedesimazione e identificazione tra la vicenda e gli spettatori, in un’atmosfera di altissima tensione emotiva.
“Bambole” non lascia indifferente il pubblico, orientandolo, semmai, ad avviare una riflessione sulla condizione umana e i condizionamenti imposti dall’apparenza.
L’opera rappresenta inoltre un’occasione per immergersi nel clima e nelle suggestioni culturali degli anni Settanta, un decennio attraversato da fervore civile, ribellione e conquiste femminili epocali che condussero alla ridefinizione del ruolo della donna nella società.
“Bambole” ha una durata di circa settanta minuti e, in considerazione delle tematiche trattate, si sconsiglia a spettatori di età inferiore ai quattordici anni, pur rivolgendosi a un pubblico generalista.
Le due donne, malgrado l’età adulta, non hanno mai del tutto reciso il cordone ombelicale con la figura materna, che continua a impattare fortemente sulle loro personalità e sullo sviluppo delle rispettive vite.
Una figura “ingombrante” di cui il pubblico percepisce tutta l’influenza, che occupa un ruolo focale nell’evoluzione drammatica della storia.
Isolate dal mondo, le due donne si confrontano tra sensi di colpa, accuse reciproche e conflitti mai risolti, in un faccia a faccia che, stilisticamente, rimanda al racconto cinematografico di Ingmar Bergman.
Il vis-à-vis tra le due identità femminili diviene così il mezzo per indagare la psiche umana, le relazioni disfunzionali, i temi dell’identità e delle sovrastrutture sociali.
Alberto Cordaro – che è anche insegnante, giornalista ed esperto in comunicazione – sceglie la formula dello psicodramma performativo, traendo spunto dal teatro delle origini, per ottenere un esito catartico e favorire il processo di immedesimazione e identificazione tra la vicenda e gli spettatori, in un’atmosfera di altissima tensione emotiva.
“Bambole” non lascia indifferente il pubblico, orientandolo, semmai, ad avviare una riflessione sulla condizione umana e i condizionamenti imposti dall’apparenza.
L’opera rappresenta inoltre un’occasione per immergersi nel clima e nelle suggestioni culturali degli anni Settanta, un decennio attraversato da fervore civile, ribellione e conquiste femminili epocali che condussero alla ridefinizione del ruolo della donna nella società.
“Bambole” ha una durata di circa settanta minuti e, in considerazione delle tematiche trattate, si sconsiglia a spettatori di età inferiore ai quattordici anni, pur rivolgendosi a un pubblico generalista.
Per informazioni e per l’acquisto del biglietto, che ha un costo di dodici euro, è possibile scrivere all’indirizzo labeculturale@gmail.com.
L’associazione è attiva nell’organizzazione e conduzione di laboratori, workshop, teatro scuola, regia e scrittura creativa.
L’associazione è attiva nell’organizzazione e conduzione di laboratori, workshop, teatro scuola, regia e scrittura creativa.
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Fonte: Report Sicilia
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