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Cassazione revoca la sorveglianza speciale ad Antonello Nicosia di Sciacca

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Cassazione revoca la sorveglianza speciale ad Antonello Nicosia di Sciacca. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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La Corte di Cassazione ha disposto l’annullamento con rinvio della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno per quattro anni nei confronti di Antonello Nicosia, ex assistente parlamentare coinvolto nell’inchiesta antimafia “Passe-partout”.

I giudici hanno accolto parzialmente il ricorso presentato dalla difesa, rimandando gli atti a una nuova sezione della Corte d’Appello di Palermo, che dovrà rivalutare la presunta pericolosità sociale dell’agrigentino.

La decisione non riguarda però la condanna penale: Nicosia resta detenuto e sta scontando una pena definitiva a 13 anni di reclusione per associazione mafiosa.

L’ex collaboratore parlamentare era finito al centro dell’operazione “Passe-partout”, l’indagine che aveva acceso i riflettori sui rapporti tra la famiglia mafiosa di Sciacca e alcuni ambienti istituzionali. Secondo gli investigatori, Nicosia avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra detenuti mafiosi e l’esterno, sfruttando la possibilità di entrare negli istituti penitenziari grazie alla collaborazione con la deputata Giusi Occhionero e al suo impegno nelle battaglie per i diritti dei detenuti.

Le accuse sostengono che durante le visite in carcere avrebbe trasmesso messaggi e fornito consigli ai detenuti, invitandoli a non collaborare con la giustizia. Tra gli incontri contestati dagli inquirenti figurano anche quelli con boss detenuti al 41 bis, tra cui Filippo Guttadauro, cognato del capomafia Matteo Messina Denaro.

Gli investigatori hanno descritto Nicosia come soggetto pienamente inserito negli ambienti di Cosa nostra, evidenziando in particolare il rapporto con Accursio Dimino, conosciuto come “Matiseddu”, ritenuto dagli inquirenti il nuovo vertice della famiglia mafiosa di Sciacca.

Dimino, già condannato in passato per associazione mafiosa, era stato coinvolto in diverse inchieste antimafia. Nel 2010 la Direzione investigativa antimafia aveva sequestrato beni per oltre un milione di euro riconducibili al suo patrimonio. Dopo la scarcerazione, avvenuta nel 2004, secondo gli investigatori avrebbe ripreso i contatti con gli ambienti criminali del territorio.

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Fonte: Sicilia24h

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