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Cinque milioni di euro alle famiglie siciliane: ecco cosa cambia con l’avviso regionale

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Cinque milioni di euro alle famiglie siciliane: ecco cosa cambia con l’avviso regionale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.

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Oltre cinque milioni di euro per ampliare e rafforzare la rete dei Centri per la famiglia in Sicilia. La Regione punta a rendere più capillari i servizi dedicati ai nuclei familiari, con un avviso rivolto a Comuni e distretti socio-sanitari dell’Isola per l’avvio di nuove strutture territoriali e il potenziamento di quelle già operative.

La misura è stata pubblicata dal dipartimento regionale della Famiglia e delle politiche sociali e rientra nell’ambito delle risorse del Fondo nazionale dedicate al rafforzamento dei Centri per la famiglia. L’obiettivo è offrire punti di riferimento più vicini ai cittadini, capaci di rispondere ai bisogni concreti delle famiglie, sostenere la genitorialità e prevenire situazioni di disagio sociale.

Secondo quanto previsto dall’avviso, ogni nuovo centro potrà ricevere un contributo massimo di 100 mila euro. Per il consolidamento delle strutture già presenti sul territorio, il finanziamento potrà arrivare fino a 60 mila euro. I progetti avranno una durata massima di dodici mesi e potranno essere presentati da Comuni e distretti socio-sanitari, anche attraverso forme di partenariato con enti pubblici e privati.

Una rete di prossimità per famiglie, genitori e minori

I Centri per la famiglia in Sicilia sono pensati come luoghi aperti alla cittadinanza, in cui trovare ascolto, orientamento e accompagnamento. Non si tratta soltanto di sportelli informativi, ma di spazi territoriali nei quali costruire percorsi di sostegno rivolti a genitori, adolescenti, bambini e nuclei familiari che attraversano momenti di difficoltà.

Tra i servizi previsti rientrano attività di counseling per adolescenti e genitori, interventi di supporto alla maternità, percorsi dedicati alla genitorialità nei primi mille giorni di vita del bambino e iniziative per promuovere l’affidamento familiare e l’adozione. I Comuni avranno anche la possibilità di sviluppare ulteriori servizi in base alle necessità specifiche dei rispettivi territori.

La priorità sarà assegnata ai progetti che prevedono l’apertura di nuovi centri nelle aree in cui questi presìdi non sono ancora presenti. In questo modo, la misura mira a ridurre le differenze territoriali e a rendere più accessibili i servizi sociali, specialmente nei contesti dove le famiglie hanno meno opportunità di ricevere supporto vicino al luogo in cui vivono.

Il ruolo della Regione e il progetto nazionale Cpf 2025

L’intervento si inserisce nell’iniziativa sperimentale nazionale “Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia – Cpf 2025”, promossa dal dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Regione Siciliana, attraverso questo avviso, intende consolidare una rete territoriale che possa dialogare con gli altri servizi sociali, educativi e sanitari già presenti nei Comuni.

L’assessore regionale alla Famiglia, alle politiche sociali e al lavoro, Nuccia Albano, ha sottolineato che l’investimento mira a rafforzare presìdi di ascolto e accompagnamento, con l’obiettivo di sostenere la genitorialità, prevenire il disagio e favorire comunità più inclusive e solidali. La misura, nelle intenzioni del governo regionale, punta a non lasciare soli i nuclei familiari davanti alle difficoltà quotidiane.

Domande entro il 24 luglio

Le domande dovranno essere inoltrate entro il 24 luglio secondo le modalità indicate nell’avviso pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana. L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base di una graduatoria predisposta dal dipartimento regionale competente.

Con questo intervento, i Centri per la famiglia in Sicilia diventano uno degli strumenti attraverso cui rafforzare le politiche sociali territoriali. La sfida sarà trasformare le risorse disponibili in servizi stabili, riconoscibili e realmente accessibili, capaci di intercettare i bisogni delle famiglie prima che le difficoltà diventino emergenze.

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Fonte: Report Sicilia

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