Controversia sulla nomina di Miccichè a presidente della Corte d’Appello di Firenze. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
La nomina della magistrata di origini agrigentine, Loredana Miccichè, quale Presidente della Corte d’Appello di Firenze è stata impugnata da Paolo Micheli, magistrato aspirante all’incarico.
Nel corso della sua carriera, la magistrata Loredana Miccichè ha maturato vasta e qualificata esperienza all’interno di diversi uffici giudiziari e soprattutto nella magistratura giudicante (è stata anche consigliera di Cassazione), sia sul piano ordinamentale e di alta amministrazione, avendo ricoperto ruoli di rilievo presso il Ministero della Giustizia e quale componente dello stesso organo di autogoverno della magistratura (CSM).
In magistratura dal 1992, la dottoresssa Miccichè si è insediata alla presidenza della Corte d’Appello di Firenze in data 20 aprile 2026, davanti al Collegio della Terza Sezione Penale, composto dalle consigilere Cristina D’Aniello e Nadia Garrapa e presieduto da Daniele Cenci. Erano presenti, per l’occasione, il Procuratore Generale Ettore Squillace Greco, la Presidente reggente Isabella Mariani, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Firenze, Sergio Paparo, i magistrati della Corte e della Procura Generale e i dirigenti degli Uffici giudiziari del Distretto. Ad assistere all’insediamento, anche la Presidente Margherita Cassano e il Presidente Alessandro Nencini, che negli ultimi anni, l’hanno preceduta alla guida della Corte d’Appello toscana.
Tuttavia, la delibera della sua nomina è stata adesso impugnata con ricorso dinanzi al Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ed il ricorrente contesta i criteri di valutazione comparativa applicati dal CSM e censura il giudizio che ha portato ad attribuire prevalenza alla candidatura della nominata.
Per resistere al gravame e tutelare la legittimità della nomina, Loredana Miccichè si è formalmente costituita in giudizio, affidando la propria difesa agli avvocati Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, i quali hanno dedotto l’infondatezza del ricorso e rilevato l’insussistenza dei presupposti per l’accoglimento della domanda cautelare.
La difesa ha, inoltre, proposto ricorso incidentale condizionato.
Il primo confronto processuale è fissato per la camera di consiglio del prossimo 26 maggio 2026, data in cui i giudici della Prima Sezione del TAR Lazio saranno chiamati a pronunciarsi sulla concessione o meno della misura cautelare.
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Fonte: Sicilia On Press
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