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Crisi dei venditori ambulanti: Confimprese lancia l’allerta alla nuova giunta

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Crisi dei venditori ambulanti: Confimprese lancia l’allerta alla nuova giunta. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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La crisi del commercio ambulante travolge la Sicilia. Nell’ultimo anno, 870 venditori hanno chiuso bancarella, gettando la spugna di fronte a costi alle stelle, concorrenza spietata e amministrazioni locali e regionale che si distinguono solo per l’assenza di una strategia.

Nell’Agrigentino – maglia nera del commercio su ruote – la conta dei posti di lavoro bruciati è spietata: 265 ambulanti in meno in appena dodici mesi, pari a un crollo del 14,9% degli operatori attivi. A fornire il dato impietoso sono le elaborazioni di Confimprese Sicilia sul numero di licenze registrate al 31 dicembre 2025 dal ministero delle Imprese e del Made in Italy: gli ambulanti attivi in tutta l’isola sono passati da 16.189 a 15.319 unità.

A guardare il quadro più ampio, lo scenario diventa da repubblica delle bancarelle fantasma. Tra il 2016 e il 2024 la Sicilia ha già perso oltre 5mila licenze, con un tracollo del 24% del settore.

“Aumento dei costi di gestione, riduzione dei margini, trasformazione delle abitudini di consumo, concorrenza crescente e difficoltà nel ricambio generazionale” : è la diagnosi senza sconti del coordinatore regionale di Confimprese Sicilia, Giovanni Felice. A fronte di questa ecatombe, però, Regione e Comuni hanno preferito guardare altrove.

Anche quando la legge sul Made in Italy ha destinato alla Sicilia quasi 495mila euro per la riqualificazione dei mercati rionali, la somma si è rivelata “certamente non risolutiva”, come ammette lo stesso Felice. Il vero problema è che il commercio su area pubblica è rimasto “quasi sempre ai margini delle politiche di sviluppo economico e urbano”, e i mercati raramente vengono inseriti nei programmi di rigenerazione urbana.

Nel frattempo, mentre gli ambulanti affogano tra permessi e burocrazia, Palazzo dei Giganti e l’intera politica locale si segnalano per un’altra ennesima, vergognosa pagina di opacità. La gestione dei mercati rionali procede ancora da sempre con improvvisazione e in pieno stato di confusione.

E mentre anche Confcommercio lancia l’allarme desertificazione commerciale – la contrazione del commercio al dettaglio e dell’ambulantato supera il 40% in provincia – le istituzioni locali continuano ad assistere inerti allo spegnimento di un patrimonio economico e sociale che dava ossigeno ai centri urbani e occupazione a migliaia di famiglie.

Alla nuova amministrazione e all’assessore regionale Tamajo i venditori ambulanti e le loro categorie chiedono interventi urgenti. Non bastano più riunioni e briciole: serve una strategia. O i mercati e i loro operatori scompariranno definitivamente dalla mappa della nostra economia.

 

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Fonte: Report Sicilia

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