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Cuffaro accusa il PD: “Sono il capro espiatorio delle lotte interne”

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Cuffaro accusa il PD: “Sono il capro espiatorio delle lotte interne”. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Nino Cuffaro

Pubblichiamo integralmente una nota diffusa dall’ex segretario del circolo Vittoria Giunti del partito democratico di Agrigento, Nino Cuffaro. Ci riserviamo successivamente di commentare, adesso ci sembra doveroso lasciare la parola a Nino Cuffaro. 

“In una nota diffusa ieri dalla segreteria regionale del PD, vengo volgarmente accusato di defezione, cioè di abbandono irresponsabile del mio ruolo e del mio impegno di segretario cittadino in vista della campagna elettorale delle amministrative.

Evidentemente, si è alla ricerca di un capro espiatorio, per giustificare le difficoltà in cui le pratiche correntizie e consociative hanno precipitato il partito cittadino (ma anche quello siciliano non sta messo molto meglio). In questo senso, ricordo alla segreteria regionale che, a quasi un anno dalla conclusione del congresso provinciale, la federazione di Agrigento è ancora priva di un segretario insediato, della segreteria, della commissione di garanzia e della direzione provinciale. Tutto questo per merito delle lotte intestine tra le due correnti e i rispettivi capibastone.

Mi ero ripromesso nella mia lettera di dimissioni del 20 marzo scorso, nella quale ho esposto sinteticamente le ragioni politiche della mia decisione, di non addentrarmi nei particolari, per evitare di innescare polemiche dannose all’aria progressista, in prossimità di una elezione amministrativa molto importante per Agrigento.

Tuttavia, la bassezza delle accuse, mi obbliga ad un piccolo approfondimento (sarà mia cura, dopo le elezioni, fare un resoconto dettagliato dell’ultimo anno di vita del nostro circolo e delle notevoli difficoltà affrontate per la costruzione dell’area progressista).

Da diversi mesi il gruppo dirigente del circolo di Agrigento, nella sua azione politica in favore dell’area progressista e del candidato sindaco Nuccio Dispenza, incontrava una resistenza sempre più aperta e polemica da parte della deputazione locale, evidentemente interessata ad altri e diversi progetti, che riguardavano l’alleanza con pezzi della destra e in particolare la eventuale candidatura di Lillo Firetto.

Stanchi della situazione interna del partito, avevamo già deciso con i compagni del direttivo, che condividevano la mia linea politica, che avremmo lasciato il nostro incarico subito dopo le elezioni comunali.

Purtroppo, il clima all’interno del circolo si è progressivamente deteriorato, fino a toccare livelli di volgarità per me inimmaginabili. L’ultima riunione alla quale ho partecipato, tenuta al Centro Pasolini, l’8 marzo scorso, ha segnato per me il punto di non ritorno.

Innanzitutto, la riunione del circolo viene irritualmente convocata dalla segreteria regionale in accordo con i deputati, esautorando il segretario del circolo, che viene semplicemente informato. Iniziato l’incontro, vengo immediatamente interrotto da Sergio Lima della segreteria regionale e dalla deputata Giovanna Iacono che con fare esagitato e urla mi accusano nell’ordine

– di aver rilasciato un’intervista inopportuna (non ho mai capito a cosa si riferissero)

– di aver condotto il partito allo sbando (per essermi opposto ai progetti di inciucio con Firetto?)

– di essere il cavallo di Troia di Peppe Arnone nel PD (non parlo con Arnone da più di un decennio e sono stato oggetto nell’ultimo anno e mezzo di una quantità enorme di insulti e attacchi personali da parte dello stesso, da me querelato per ben sei volte)

– di aver osato criticare, da segretario di circolo, la candidatura a sindaco di Enna di Mirello Crisafulli, ricordando il suo incontro con il capomafia Raffaele Bevilacqua (questo è l’unico “addebito” che rivendico)

Ho provato ad articolare qualche ragionamento, ma di fronte alla veemenza, alle grida e ai ragionamenti pretestuosi, ho deciso di abbandonare la riunione.

Dopo alcuni giorni di riflessione, avendo anche appreso della formazione di un comitato elettorale cittadino sottratto alla guida del segretario del circolo, ho deciso di presentare formalmente le dimissioni dal mio incarico e di lasciare il partito.

Nei fatti, appare chiaro, che non si è trattato di un abbandono, ma di un commissariamento deciso fuori dalle regole del partito (in Sicilia le regole dello statuto si applicano a convenienza). Come ha scritto mirabilmente l’amico e compagno Enzo Campo, in realtà non ci siamo dimessi, ma siamo stati dimessi.

Comunque, non abbandono certo il campo dell’impegno politico per la campagna elettorale dei progressisti agrigentini. Nelle prossime settimane in collaborazione con i ragazzi di Scaro Cafè daremo vita ad una serie di incontri per affrontare i vari temi (urbanistica, viabilità, infrastrutture, lotta alla mafia e al malaffare, politiche culturali, incompiute, recupero del centro storico ed altro) che abbiamo sviluppato nel programma dell’area progressista. Naturalmente appoggio e voterò il candidato sindaco Michele Sodano e i candidati delle liste progressiste.

Resto in campo, non ho abdicato alle mie idee, non ho minimamente abbandonato la mia parte politica.

Agrigento 10 aprile 2026
Nino Cuffaro

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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