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De Luca ad Agrigento sfida il centrodestra e punge Sodano su Maddalusa

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De Luca ad Agrigento sfida il centrodestra e punge Sodano su Maddalusa. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Alla conferenza stampa di Porta di Ponte il leader di Sud chiama Nord rivendica il progetto civico autonomista e progressista. «Il problema non è il nome del candidato, ma il metodo». Sul sindaco di Agrigento riconosce la legittimità del voto, ma chiede una strategia per la città e un cambio di passo sulla crisi di Maddalusa.

Cateno De Luca torna ad Agrigento e rilancia il suo progetto civico autonomista e progressista per la Sicilia. Durante la conferenza stampa di oggi a Porta di Ponte, il leader di Sud chiama Nord ha affrontato il rapporto con Fratelli d’Italia, la possibile candidatura alla presidenza della Regione e le tensioni nel centrodestra siciliano. Poi il confronto si è spostato sulla città, su Michele Sodano e sulla crisi idrica di Maddalusa.

Il punto, per De Luca, non è stabilire subito chi correrà per la presidenza della Regione. «Il tema non è il nome del candidato, ma è di metodo, di sistema e di cambio di paradigma», ha detto. Il progetto civico autonomista e progressista, lanciato il 18 luglio, andrà avanti senza arretrare, anche perché, nelle parole di De Luca, il suo movimento è «baricentrico» negli equilibri regionali.

Fratelli d’Italia e il rapporto con Schifani

Alla domanda su un’eventuale candidatura alla presidenza della Regione sostenuta da Fratelli d’Italia, De Luca ha chiarito che si considera candidato di un gruppo di forze civiche. Le scelte del partito di Giorgia Meloni, ha aggiunto, spettano al partito stesso. Oggi Fratelli d’Italia sostiene il governo di Renato Schifani e, per questo, il suo profilo strategico in Sicilia è «distinto e distante» dal percorso portato avanti da De Luca.

Il leader di Sud chiama Nord ha richiamato anche lo scenario delle ultime elezioni amministrative di Agrigento, segnate da un centrodestra diviso fino all’ultimo e incapace di convergere su una candidatura condivisa. Una frattura che ha aperto la strada alla vittoria del campo largo e che, secondo De Luca, dovrebbe spingere i dirigenti del centrodestra a una riflessione.

La sua proposta riguarda un cambiamento più ampio degli equilibri politici. De Luca ha parlato della necessità che alcuni protagonisti della politica siciliana, dopo averne segnato a lungo gli assetti, facciano «un passo indietro e un passo di lato». Un passaggio che investe i singoli partiti, mentre il progetto civico autonomista, ha assicurato, proseguirà.

Il rispetto del voto e le critiche a Sodano

Sull’amministrazione di Agrigento, De Luca ha tenuto a riconoscere la legittimità del risultato elettorale. «Ho grande rispetto del voto popolare, quindi ho grande rispetto del sindaco di Agrigento», ha dichiarato. Ha ricordato di avere manifestato solidarietà all’istituzione municipale anche nei momenti di fibrillazione politica e ha detto di essersi messo a disposizione della città nel suo ruolo.

Il riconoscimento del voto, però, non ha impedito una critica diretta all’azione amministrativa. De Luca ha osservato che il sindaco deve presentare entro quattro mesi dall’insediamento la relazione di inizio mandato, con una parte contabile e, a suo avviso, anche una visione politica e strategica per il futuro della città.

«Ancora la strategia da mettere in campo per riscattare la città di Agrigento non l’ho vista», ha affermato, auspicando che venga presentata al più presto. Ha poi contrapposto l’amministrazione concreta alla comunicazione sui social, sostenendo che una città non si governa con i post e definendo «sindrome dello specchio delle mie brame» la ricerca di consenso attraverso l’immagine.

Un riferimento anche a Ismaele La Vardera, definito da De Luca «il mio figlioccio», e ai momenti di tensione che hanno coinvolto l’istituzione municipale. «Non può essere usata come uno zerbino da chi non ha mai amministrato un condominio», ha detto, aggiungendo di non essere un «tiktoker» e di considerare i social uno strumento di comunicazione, non di amministrazione.

Maddalusa e l’esperienza delle baracche di Messina

Il passaggio più atteso per Agrigento ha riguardato Maddalusa, dove la crisi idrica ha lasciato le famiglie in difficoltà. Alla domanda su come avrebbe affrontato la vicenda, De Luca ha richiamato l’esperienza maturata a Messina con le baraccopoli post terremoto.

Secondo De Luca, anche in quel contesto, pur in presenza di situazioni molto complesse e di abitazioni abusive, non sarebbe mai mancata la fornitura di acqua e luce. Da sindaco, nel giugno 2018, racconta di avere affrontato la questione con un’ordinanza legata anche all’emergenza sanitaria, scelta che lo portò allo scontro con la Prefettura e con altre istituzioni. L’esito, ha ricordato, fu una legge speciale per Messina, che a suo giudizio potrebbe offrire un metodo utile anche ad Agrigento.

«Non possiamo dire alla gente che la situazione era così e dovrà continuare a rimanere così», ha dichiarato. Per affrontare problemi di questa portata, De Luca ritiene necessario un approccio disposto a correre rischi politici e amministrativi, perché, a suo avviso, le procedure ordinarie non bastano.

Il consiglio rivolto a Sodano è stato esplicito. «O l’approccio è di quelli spregiudicati, dove metti anche a repentaglio la tua poltrona, o non risolverai mai il problema», ha detto, sostenendo che chi amministra deve assumersi la responsabilità di scelte capaci di superare le inerzie.

Le parole di De Luca riaprono così il confronto sul futuro politico della Sicilia e sulle risposte che Agrigento attende. Da una parte la critica a un centrodestra che, secondo lui, deve rivedere metodo e protagonisti. Dall’altra il richiamo al sindaco Sodano, al quale riconosce la legittimazione popolare ma chiede una strategia amministrativa e decisioni concrete. Su Maddalusa, la sua indicazione è netta: per cambiare una situazione che si trascina, il Comune dovrebbe essere pronto a percorrere strade straordinarie.

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Fonte: Report Sicilia

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