Di Rosa: “La Vardera presenta una realtà distorta agli agrigentini. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

In attesa di sapere quanti saranno i candidati a sindaco di Agrigento, quello che si è presentato per primo all’elettorato, Giuseppe Di Rosa rilancia nei confronti del candidato alla presidenza della Regione Sicilia Ismaele La Vardera, “patron” dell’altro candidato sindaco Michele Sodano. Lo fa con una nota stampa che divulghiamo integralmente: «Il candidato Ismaele La Vardera conosce perfettamente la verità, e proprio per questo è ancora più grave il modo in cui continua a raccontare agli agrigentini una realtà diversa». Così Giuseppe Di Rosa interviene con decisione nel dibattito politico cittadino.
«Non siamo davanti a semplici errori – afferma – ma a una narrazione costruita che non rispetta né la città né chi, negli ultimi quindici anni, ha combattuto davvero per Agrigento, mettendoci la faccia ogni giorno».
Di Rosa entra nel merito: «Sulla viabilità si continua a fare confusione: la strada che conduce al cimitero di Piano Gatta è una strada provinciale, la cosiddetta SP1, mentre le criticità comunali riguardano le arterie che fanno da emiciclo al cimitero. Anche qui si preferisce confondere piuttosto che dire la verità».
Poi il passaggio sul programma: «Dichiarare di essere stati tra i primi a presentarlo è semplicemente ridicolo. Non esistono atti, date o contenuti che lo dimostrino. È propaganda, nulla di più».
Sull’inaugurazione del comitato: «Ancora più grave è accreditare come agrigentini il 50% dei partecipanti, quando è evidente – e documentato dalle stesse immagini pubblicate – che sono stati fatti arrivare iscritti e sostenitori da tutta la provincia per riempire lo spazio. Questa non è partecipazione, è scenografia».
Il candidato sindaco affronta anche il tema della presunta vittoria: «Sentire parlare di vittoria al primo turno è fuori dalla realtà(lo stanno facendo per far correre i candidati al consiglio illudendoli di una possibile elezione che invece è tutt’altro che semplice o facile). Se oggi si discute di una possibile sconfitta del centrodestra è solo grazie a chi, negli ultimi quindici anni, ha contrastato il malaffare senza mai arretrare. L’opposizione vera ad Agrigento ha un solo nome».
E incalza: «Alle ultime elezioni, tutta l’area della sinistra ha raccolto appena 3.000 preferenze, senza eleggere neppure un consigliere. Oggi c’è chi si comporta come il “pesciolino attaccato allo squalo”, cercando di capitalizzare il lavoro fatto da altri senza nemmeno riconoscerlo».
Poi l’affondo politico: «Continuare a ignorare questo percorso significa fare un favore al sistema che si dice di voler abbattere. L’esperienza recente lo dimostra chiaramente: dietro alcune candidature si nascondono equilibri e regie che nulla hanno a che vedere con l’interesse della città».
«Oggi il rischio è identico: candidature che si presentano come nuove, ma che replicano dinamiche già viste, dove a decidere non è chi si candida ma chi sta dietro. E tutto questo senza alcuna esperienza amministrativa concreta».
Di Rosa evidenzia anche le contraddizioni politiche: «Chi oggi si propone come alternativa, nei territori costruisce alleanze che raccontano tutt’altro. A Santa Margherita di Belice si registrano rapporti con ambienti riconducibili a Fratelli d’Italia. Così come, alla Provincia regionale, gli stessi alleati di Controcorrente – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva – amministrano insieme a Forza Italia e al Movimento per le Autonomie. È questa l’alternativa?».
Infine il passaggio sulla guida della città: «Agrigento ha già vissuto stagioni in cui la guida amministrativa è apparsa debole e condizionata. Oggi non possiamo permettercelo più. Non serve un’amministrazione che risponda ad altri, ma un sindaco libero, capace di decidere nell’interesse esclusivo dei cittadini».
«Agrigento – conclude Di Rosa – non ha bisogno di slogan, numeri gonfiati o campagne costruite. Ha bisogno di verità, competenza e coraggio. Io continuerò a dire le cose come stanno, perché la credibilità non si improvvisa: si costruisce negli anni, al fianco dei cittadini».
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Fonte: Report Sicilia
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