Eugenia Gino: il progetto per riscoprire la bellezza di Carbonia. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo
Tra gli ulivi secolari e il silenzio delle colline dell’entroterra agrigentino, nasce una nuova idea di ospitalità rurale. È quella di Eugenia Gino, anima dell’Azienda Agricola Carbonia, che ha trasformato una parte storica della proprietà di famiglia in un bio resort immerso nella natura, tra Aragona e Santa Elisabetta.
veduta del bio resort – Photo Enzo Cucchiara
Una storia che parte da lontano, dalle radici profonde di una famiglia che nell’Ottocento contribuì alla crescita economica di questo territorio.
“La nostra azienda nasce nel cuore della Sicilia rurale”
«La storia della nostra azienda agricola è profondamente legata alle nostre radici familiari», racconta Eugenia Gino. «Nel 1800 i fratelli Salamone, imprenditori legati al commercio dello zolfo estratto nelle miniere della vicina Aragona e grandi allevatori, acquistarono dal Duca della Grazia il feudo di Carbonia».
All’epoca il paesaggio era dominato dai mandorleti, simbolo di un’economia agricola che per decenni ha rappresentato una risorsa fondamentale per questa parte della Sicilia.
«I vecchi mandorli piantati da mio nonno sono ancora lì, sulla cima della collina. Sono alberi tormentati, contorti, che sembrano raccontare un mondo rurale antico».
Accanto agli alberi resistono ancora le antiche masserie: la Masseria Salamone con le stalle, le “mannare”, la piccola chiesa e le abitazioni dei contadini; e la “Robba di Petru Rizzu”, costruita in posizione dominante per ragioni di sicurezza e difesa delle campagne.
Un’azienda agricola tutta al femminile
Dal 1975 la guida dell’azienda passa nelle mani della madre di Eugenia, Graziella Salamone.
«La storia recente dell’azienda è tutta al femminile», spiega. «Mia madre ha avuto il coraggio di innovare mantenendo però un rapporto autentico con la terra».
Nel 1991 nasce il primo oliveto specializzato, con diverse cultivar, mentre nel 1997 arriva la svolta biologica: l’azienda adotta un metodo di produzione certificato e controllato da ICEA.
Oggi l’azienda conta circa 1800 alberi e produce quaranta quintali di olio extravergine biologico di alta qualità, recentemente premiato nella guida di Slow Food come “Grande Olio”. L’azienda agricola oltre ad essere biologica è anche certificata come azienda agroecologica.
“Vedere questa casa rovinarsi mi faceva male”
Ma il progetto del bio resort nasce soprattutto da una spinta emotiva.
«L’amore per mia madre e per la mia famiglia è stato il motore di tutto», racconta Eugenia. «Vedere questa casa rovinarsi, non essere valorizzata, per me era qualcosa di irrisolto. Sentivo il bisogno di ridarle vita».
Una sfida completamente nuova per chi, fino a oggi, si era occupata prevalentemente di agricoltura.
«Il turismo è un mondo diverso rispetto all’azienda agricola. Certo, sono attività complementari, ma richiedono nuove competenze. Però il mio grande desiderio era proprio questo: rivitalizzare questi luoghi nel ricordo di chi qui ha speso tempo, energie e vita».
E proprio durante i lavori di recupero, Eugenia ha riscoperto un luogo che conosceva poco.
«Questa parte dell’azienda era meno frequentata. Ho scoperto un panorama nuovo, silenzi diversi, un clima diverso rispetto alla zona dove ero cresciuta. In qualche modo ho realizzato un sogno».
Dopo l’azienda il resort che vuole diventare presidio culturale
Il bio resort non nasce soltanto come struttura ricettiva.
«Vorrei che questo luogo diventasse un punto di riferimento culturale e di rivitalizzazione territoriale», spiega. «Mi fa piacere che venga vissuto anche dalle persone del territorio, da chi abita tra Aragona e Santa Elisabetta».
La dimensione culturale e relazionale è centrale nel progetto.
«Il punto di forza di questa struttura è il luogo stesso. Chi arriva qui si immerge in un panorama vastissimo e vede la Sicilia nella sua bellezza più autentica. Ma c’è anche la voglia di condividere, raccontare, accogliere. Per me la relazione umana è fondamentale».
Dalla logopedia alla campagna: “Le radici mi hanno richiamata”
Prima di dedicarsi anche all’azienda agricola, Eugenia aveva già intrapreso un altro percorso professionale come logopedista, che continua ad esercitare.
«La campagna però è sempre stata un elemento trainante della nostra famiglia», racconta. «Alla fine sono state ancora una volta le radici e gli affetti a riportarmi qui».
Un ritorno che oggi si traduce anche in un’idea precisa di Sicilia.
«Cerco sempre di mostrare la parte bella della Sicilia. Attraverso il mio lavoro voglio trasmettere correttezza, qualità, trasparenza. L’aspetto etico per me è fondamentale».
Esperienze nella natura, cooking class e turismo lento
Gli ospiti del resort potranno vivere esperienze legate al territorio e alla biodiversità della tenuta.
«Abbiamo appena riaperto un sentiero storico che frequentava mia madre da bambina», racconta Eugenia. «Organizzeremo passeggiate fino all’oliveto, picnic, attività di yoga, cooking class».
Tra le collaborazioni già attive c’è quella con Patrizia Carlozzo del progetto “Sapori e Girgenti”, oltre al lavoro in rete con associazioni culturali e realtà del territorio come Hosàyitos, Val di Kam e Vento in Bici.
Non mancheranno le esperienze outdoor, dalle escursioni in bike alle visite guidate nei siti storici dell’area, come la necropoli di Cheli e il sito di Guastanella a Santa Elisabetta.
Una sfida condivisa con la famiglia
Accanto a Eugenia ci sono il marito Antonio e i figli, Ginevra e Pietro.
«È stata una scelta condivisa soprattutto con mio marito», racconta sorridendo. «I miei figli all’inizio erano forse un po’ spaventati da questa avventura, ma oggi che vedono la struttura prendere vita sono coinvolti e curiosi».
Ginevra potrebbe occuparsi dell’accoglienza internazionale e delle attività culinarie, mentre Pietro, appassionato di natura, accompagnerà gli ospiti alla scoperta del territorio.
«Adesso che tutto questo è diventato reale, sento che anche loro stanno iniziando ad amare profondamente questo progetto».
intervista di Luigi Mula – concordialm@libero.it
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Fonte: Scrivo Libero
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