Ex deputato Mpa Giuseppe Castiglione a processo per scambio politico mafioso. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Rinvio a giudizio per l’ex deputato regionale dell’Mpa in Sicilia, sospeso dall’Ars, ed ex componente della commissione Antimafia, Giuseppe Castiglione, con l’accusa di scambio politico-mafioso. Nell’ambito dello stesso procedimento, andranno a processo anche Matteo Marchese, ex consigliere comunale di Misterbianco e gli ex dipendenti Amts Domenico Colombo e Giuseppe Coco. Prosciolto l’ex sindaco di Ramacca, Nunzio Vitale. Lo ha deciso il Gup Fabio Sebastiano Di Giacomo Barbagallo per l’inchiesta incardinata sull’operazione antimafia Mercurio, del febbraio 2025, dei carabinieri del Ros. Per due degli imputati che avevano fatto accesso al rito abbreviato e’ stata emessa una sentenza di assoluzione. Sono Salvatore Mendolia e l’ex consigliere comunale di Ramacca, Salvatore Fornaro.Secondo l’accusa, Castiglione e Marchese avrebbero sottoscritto un accordo con il clan Santapaola-Ercolano per riuscire a vincere la competizione elettorale nella quale si erano candidati. Le contestazioni riguardano le Regionali del 2022 per Castiglione, che si è dimesso dalla commissione regionale Antimafia ed è stato sospeso, in applicazione della legge Severino dall’incarico di deputato.
Il 28 febbraio 2025 Report Sicilia scriveva:
Castiglione è un personaggio molto noto anche alle cronache agrigentine. Ebbe un durissimo scontro con il candidato sindaco Giuseppe Di Rosa, al tempo responsabile del dipartimento trasparenza del Codacons siciliano Giuseppe Di Rosa, durante un’audizione in Commissione regionale antimafia. Scontro raccontato anche sulle pagine del Fatto Quotidiano. Ecco il testo di quell’articolo.
“Quando ho citato i consulenti del comune di Agrigento, indagati nel fascicolo sul clan Santapaola e il Comune di Tremestieri, Giuseppe Castiglione è scattato come una molla e si è infuriato, sembrava il loro avvocato”. Questo l’incipit dell’articolo pubblicato oggi dal giornale che incalza: “Dopo la misura cautelare, Castiglione si è dimesso dal suo gruppo all’Ars (ma non dall’incarico di deputato) e dalla Commissione antimafia. Proprio in quella sede, il 26 giugno scorso, è avvenuto lo scontro con Di Rosa. L’uomo del Codacons aveva sollecitato un’audizione per accendere un faro su Agrigento, a ridosso della stagione da Capitale della Cultura. Ad aprile, erano stati arrestati due super consulenti del Comune: Gaetano Di Giovanni e Paolo Di Loreto. Le grane sono diverse e Di Rosa, in Commissione antimafia, le racconta tutte. Ad esempio rammenta il caso Suv: fondi per il sociale spesi per i “macchinoni”, con la condanna della Corte dei Conti. Oppure l’arresto, il 18 aprile, del capo di gabinetto e Comandante della Polizia municipale: Gaetano Di Giovanni, appunto. Per lui la procura di Palermo ha chiesto a dicembre 2024 una condanna a 5 anni con l’accusa di corruzione. Ma torniamo all’audizione: l’uomo del Codacons denuncia le assunzioni dei “figli di” al Comune e nelle partecipate, solleva dubbi sul cantiere nell’area vincolata della Villa del Sole. A quel punto – sfogliando lo scarno verbale dell’audizione – sarebbe intervenuto Castiglione con una domanda: “Di Rosa ha mai svolto attività politica?”.

Continua il “Fatto”: “Il dirigente del Codacons – leggiamo nel documento – risponde di aver coperto il ruolo di vicepresidente del consiglio agrigentino per anni. Ma il punto è un altro. Secondo Di Rosa, Castiglione si sarebbe infuriato e nel verbale non vi è traccia. L’ira sarebbe esplosa in un frangente: dopo aver ascoltato i nomi di due consulenti del Comune di Agrigento indagati dalla procura di Catania per le infiltrazioni mafiose del clan Santapaola nel Comune di Tremestieri. Di Rosa ricorda di aver citato gli ingegneri Paolo Di Loreto e Maurizio Erbicella, consulenti per il Piano regolatore: il primo è stato arrestato durante l’operazione Pandora del 19 aprile 2024, con l’accusa di associazione a delinquere; per il secondo nessuna misura cautelare, ma un’accusa per turbata libertà degli incanti. Il 7 ottobre 2024, Di Loreto ha chiesto di patteggiare una pena a tre anni e sei mesi di reclusione.
Eppure, secondo Di Rosa, Castiglione durante l’audizione è sbottato come fosse l’avvocato dei due indagati: “Mi disse: “Lei sta facendo accuse pesanti contro persone che neppure conosce”. Io ho risposto che stavo solo leggendo l’ordinanza di arresto, con il nomi dei Santapaola”. Castiglione avrebbe obiettato che le vicende riguardavano Tremestieri, non Agrigento. Sì – la risposta di Di Rosa – ma siccome si parla di mafia, meglio controllare il lavoro svolto dai consulenti nel mirino dei magistrati. “Ma Castiglione se l’è presa con me, arrabbiatissimo, come fossi io l’indagato – ricorda il referente del Codacons al Fatto Quotidiano – dunque ho domandato alla Commissione antimafia: costui chi rappresenta?”. Castiglione avrebbe risposto sottolineando il suo ruolo di capogruppo del Movimento per l’autonomia. Di Rosa rammenta la sua replica: “‘Allora ho capito, anche il sindaco di Agrigento Franco Miccichè è vicino al Mpa, come la giunta di Catania’. Castiglione, insomma, stava difendendo il suo partito”. L’audizione si sarebbe conclusa malissimo: “Sono andato via dalla stanza gridando, una volta fuori ho sentito le urla dei commissari senza riuscire a capire le loro parole”.
Come cambiano i tempi …
Il racconto di Di Rosa venne confermato dal deputato Ismaele La Vardera, vicepresidente della Commissione antimafia fino a qualche mese prima e oggi avversario di Di Rosa, candidando a sindaco di Agrigento Michele Sodano: “Ho assistito alla lite e fu strano – disse La Vardera – perché fino ad allora Castiglione era una sorta di fantasma in Commissione, quasi sempre assente e silenzioso, invece quel giorno si è infiammato”. La Vardera concorda con Di Rosa. Non ricorda i nomi di Erbicella e Di Loreto, ma rammenta come ad accendere Castiglione furono i consulenti ad Agrigento indagati nel fascicolo catanese sui Santapaola”.
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Fonte: Report Sicilia
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