Famiglia chiede giustizia dopo il decesso in ospedale: esposto in Procura. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Cronaca.
Cosa sta succedendo
La morte di un pensionato di 69 anni di Campobello di Licata è ora al centro di un esposto presentato alla Procura dalla moglie, che chiede di fare luce sull’assistenza sanitaria ricevuta dal marito nei giorni precedenti al decesso.
Secondo quanto denunciato dalla donna, il 69enne si era rivolto al pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì a causa di una forte cefalea accompagnata da un significativo rialzo della pressione arteriosa. La famiglia sostiene che il quadro clinico avrebbe richiesto approfondimenti immediati, considerando che l’uomo era già stato colpito nel 2004 da un’emorragia cerebrale provocata dalla rottura di un aneurisma congenito.
Nell’esposto viene evidenziato che al primo accesso in ospedale non sarebbe stata eseguita una Tac, esame che avrebbe potuto accertare tempestivamente l’origine dei sintomi. Il paziente sarebbe stato dimesso con l’indicazione di tornare il giorno seguente per sottoporsi agli accertamenti diagnostici.
L’esame effettuato successivamente avrebbe confermato la presenza di una nuova emorragia cerebrale. A quel punto l’uomo è stato trasferito con urgenza all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico e successivamente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva.
Dopo settimane di degenza, il quadro clinico si è aggravato fino al decesso, avvenuto il 22 gennaio scorso. La vedova riferisce inoltre che durante il ricovero il marito avrebbe contratto un’infezione ospedaliera che avrebbe ulteriormente complicato le sue condizioni.
Tra gli aspetti segnalati all’autorità giudiziaria vi è anche la presunta mancanza del diario infermieristico all’interno della documentazione sanitaria. Per questo motivo la donna ha chiesto il sequestro della cartella clinica e di tutti gli atti relativi al ricovero, affinché vengano accertate eventuali responsabilità da parte del personale sanitario coinvolto.
Sarà adesso la magistratura a valutare la documentazione presentata e a verificare se sussistano elementi tali da giustificare ulteriori approfondimenti investigativi.
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Fonte: Sicilia24h
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