Generosità in provincia: Aica ed EgoGreen tra benefattori e interrogativi. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

C’è una domanda che ci ronza in testa da quando abbiamo pubblicato l’articolo sulla collaborazione tra AICA ed EgoGreen e da quando un dipendente della stessa società ha commentato sui social definendo l’iniziativa come un semplice e umile servizio ai cittadini.
La domanda è semplice: davvero qualcuno crede che un’azienda privata investa tempo, strutture, personale e locali soltanto per spirito benefico?
Se così fosse, saremmo davanti ad un caso praticamente unico nel panorama imprenditoriale italiano.
Nel nostro articolo non abbiamo accusato nessuno. Non abbiamo ipotizzato reati. Non abbiamo contestato la legittimità dell’accordo. Ci siamo limitati a raccontare un fatto e a porre alcune domande che riteniamo assolutamente legittime.
AICA gestisce il servizio idrico integrato di trenta comuni della provincia di Agrigento e conta circa 150 mila utenze attive tra famiglie, attività commerciali e aziende agricole.
Centocinquantamila utenti.
Un bacino enorme.
Un patrimonio di relazioni che qualsiasi azienda operante nel settore dei servizi guarderebbe con enorme interesse.
E allora la domanda diventa inevitabile.
Quando un cittadino si recherà negli uffici messi a disposizione da EgoGreen per ottenere informazioni, presentare pratiche o ricevere assistenza relativa al servizio idrico, cosa accadrà?
Gli verranno semplicemente fornite le informazioni richieste oppure verranno presentati anche altri servizi commerciali offerti dalla società?
Perché se anche soltanto una piccola percentuale di quegli utenti dovesse aderire a servizi proposti dall’azienda ospitante, il ritorno commerciale sarebbe tutt’altro che irrilevante.
Facciamo un esempio banale.
Se soltanto il 20% degli utenti che entreranno negli sportelli dovesse essere intercettato commercialmente, staremmo parlando di numeri che farebbero gola a qualsiasi operatore del mercato.
E allora dov’è il problema nel porre una domanda?
Anzi, le domande diventano due.
La prima: EgoGreen ricaverà vantaggi economici da questa collaborazione?
La seconda: AICA riceverà una quota, una percentuale, un ristoro economico, una forma di compensazione per l’utilizzo di un bacino di utenza così rilevante?
Perché se esiste un vantaggio commerciale derivante dall’accesso a questo enorme numero di utenti, sarebbe interessante sapere se una parte di tali benefici ricadrà anche sulla collettività.
Ad esempio attraverso minori costi di gestione.
Oppure attraverso maggiori entrate per l’azienda pubblica.
O ancora attraverso una riduzione delle tariffe che oggi gravano sui cittadini.
Sono domande semplici.
Trasparenti.
Legittime.
Le stesse domande che qualsiasi cittadino farebbe se una società privata ottenesse la possibilità di operare all’interno di sportelli frequentati da decine di migliaia di utenti di un servizio pubblico essenziale.
Se invece siamo davvero davanti ad un’iniziativa totalmente gratuita, disinteressata e priva di qualsiasi ritorno economico, allora non possiamo che ringraziare.
Ringraziare EgoGreen per la straordinaria generosità dimostrata nei confronti della provincia di Agrigento.
E attendere fiduciosi che qualcuno spieghi ai cittadini quali saranno i benefici concreti per AICA e per i suoi utenti.
Perché, alla fine, è proprio questa la questione.
Non se l’operazione sia lecita.
Non se qualcuno abbia commesso qualcosa di sbagliato.
Ma se da questa collaborazione guadagneranno soltanto i privati oppure anche i cittadini che ogni mese pagano bollette sempre più pesanti per un servizio che continua a fare discutere.
La risposta, siamo certi, interesserà molto più dei post pubblicati sui social.
Manca l’acqua, ma Aica apre nuovi sportelli e si “sposa” con EgoGreen
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Fonte: Report Sicilia
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