Il “padre” del dissalatore controverso diventa presidente dell’Arera. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo

Mentre a Porto Empedocle c’è un dissalatore costato milioni e milioni di euro per essere provvisorio, diventando però fisso, ma fermo, a Roma chi ha ricoperto il ruolo di commissario straordinario per l’emergenza idrica saluta la compagnia e va a ricoprire un altro prestigioso e ricco incarico. Cessato il proprio incarico infatti, Nicola Dell’Acqua non avrà certo modo di annoiarsi e, soprattutto, arrivare economicamente a fine mese. Il Consiglio dei ministri alcune settimane fa ha infatti ufficializzato la lista dei nomi chiamati a guidare l’Arera per i prossimi sette anni. La scelta per il presidente è andata, indovinate su chi? Ma su Nicola Dell’Acqua. Tutto lecito ci mancherebbe, nell’ambito delle rotazioni che avvengono ai piani altissimi della burocrazia italica. A completare il nuovo assetto del collegio, Palazzo Chigi ha designato: Lorena De Marco, attuale dirigente di Acquirente Unico (gruppo Gse) distaccata in Arera; Francesca Salvemini, in quota Forza Italia, attuale capo della segreteria tecnica del ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto; Alessandro Bratti, quota Pd, già direttore generale dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale; Livio De Santoli, in quota M5S, docente alla Sapienza in ingegneria energetica e presidente del Coordinamento Free.

Un lavoro ben remunerato
Per chi non lo sapesse. alla fine del 2025, lo stipendio del presidente dell’ARERA è stato oggetto di adeguamenti, portando il compenso annuale a superare i 300.000 euro lordi, con stime che indicano un aumento di circa 70.000 euro rispetto ai precedenti 240.000-255.000 euro. Niente male e beati loro.
Che cos’è l’Arera?
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) svolge attività di regolazione e controllo nei settori dell’energia elettrica, del gas naturale, dei servizi idrici, del ciclo dei rifiuti e del telecalore. Istituita con la legge n. 481 del 1995, è un’autorità amministrativa indipendente che opera per garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza nei servizi di pubblica utilità e tutelare gli interessi di utenti e consumatori. Funzioni svolte armonizzando gli obiettivi economico-finanziari dei soggetti esercenti i servizi con gli obiettivi generali di carattere sociale, di tutela ambientale e di uso efficiente delle risorse. ARERA esercita attività consultiva e di segnalazione al Governo e al Parlamento nelle materie di propria competenza, anche ai fini della definizione, del recepimento e della attuazione della normativa comunitaria.
Le risorse per il suo funzionamento non provengono dal bilancio dello Stato ma da un contributo sui ricavi degli operatori regolati. È un organo collegiale composto dal Presidente e da quattro componenti nominati con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta dei ministri competenti e con il parere favorevole di almeno due terzi dei componenti delle competenti commissioni parlamentari. Presidente e componenti restano in carica per sette anni e non sono rinnovabili. Sul piano internazionale, ARERA partecipa ai lavori della European Union Agency for the Cooperation of Energy Regulators (ACER) ed è membro fondatore del Council of European Energy Regulators (CEER). È il principale promotore dell’Associazione dei regolatori dell’energia del Mediterraneo (MEDREG), di cui detiene la vicepresidenza permanente, e ricopre un ruolo di primo piano nell’Energy Community Regulatory Board (ECRB). Assicura un supporto anche all’International Confederation of Energy Regulators (ICER) e nell’aprile 2014 ha promosso l’avvio dello European Water Regulators (WAREG), un network per la cooperazione fra regolatori del settore idrico di cui detiene la presidenza dal 2015.
Cosa resta dopo Dell’Acqua …?

Oltre a un tratto di spiaggia scempiato dai lavori, quello della Pilaya, a capo della struttura commissariale per l’emergenza idrica è stato nominato il capo della protezione civile nazionale Fabio Ciciliano che, ricordiamo, appena insediato ha firmato la proroga per i lavori di completamento del dissalatore empedoclino, in attesa che finalmente qualcuno riesca a spiegare come posizionare una condotta di 200 metri per sparare al largo la salamoia prodotta dall’impianto. Un impianto fermo da settimane che, dopo essere costato milioni di euro, giorno dopo giorno assume la fisionomia di un gigantesco mostro mangiasoldi. A breve il comitato Mare Nostrum tornerà alla carica, risollecitando il Presidente della Repubblica.
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Fonte: Report Sicilia
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