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Il vero avversario di Alongi al ballottaggio? Il caos nel suo centrodestra

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Il vero avversario di Alongi al ballottaggio? Il caos nel suo centrodestra. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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Mentre la città si avvicina al ballottaggio decisivo tra Dino Alonge e Michelino Sodano, il quadro politico del centrodestra appare sempre più simile a una polveriera pronta a esplodere. Altro che compattezza, altro che strategia comune: quello che emerge agli occhi dei cittadini è un insieme di veleni, ripicche, accuse incrociate e guerre di corrente che stanno letteralmente distruggendo ogni possibilità di costruire un’alternativa credibile.

Da una parte c’è una città stanca, che chiede serietà, visione e amministrazione. Dall’altra, invece, c’è un centrodestra incapace perfino di parlarsi, divorato da personalismi e rivalità regionali che nulla hanno a che vedere con i problemi reali della gente.

Le tensioni tra Giusi Savarino, Roberto Di Mauro, Lillo Pisano e Riccardo Gallo sono ormai diventate il vero tema politico di queste settimane. Una frattura che non solo indebolisce l’area moderata, ma che rischia concretamente di consegnare il Comune, quasi senza combattere, nelle mani del candidato sostenuto dall’area politica di Ismaele La Barbera.

Ed è qui che il paradosso diventa clamoroso.

Invece di serrare i ranghi in vista del ballottaggio, dentro il centrodestra si continua a perdere tempo in regolamenti di conti interni. C’è chi insiste nel dipingere Dino Alonge come “l’uomo di Di Mauro”, quasi fosse un marchio d’infamia capace di allontanare consenso e voti. Una narrazione che, oltre a essere politicamente miope, viene smentita dagli stessi fatti.

Roberto Di Mauro, infatti, ha preso le distanze in maniera netta, smarcando totalmente la candidatura di Alonge. Ma evidentemente il problema non è Alongi. Il problema è la resa dei conti interna tra pezzi del centrodestra regionale che continuano a combattersi tra loro mentre la città osserva incredula.

Ed è proprio questa la tragedia politica di queste elezioni.

Senza dimenticare il ruolo primordiale di Luigi Gentile, che già di danni al centrodestra ne ha fatti abbastanza. E continua, asserendo: “Nego ogni accordo con Di Mauro per il ballottaggio…” Della serie “cu voli a Diu su prega”.

Perché mentre gli strateghi litigano, mentre i gruppi di potere si contendono leadership e primogeniture, il risultato è che il candidato del centrosinistra o comunque dell’area avversaria si ritrova con un’autostrada spalancata verso Palazzo di Città. Michelino Sodano oggi appare il candidato favorito non tanto per una superiorità politica schiacciante, quanto per l’autolesionismo devastante dei suoi avversari.

Il centrodestra sta offrendo uno spettacolo desolante.

La gente vede dirigenti impegnati a colpirsi reciprocamente invece di parlare di programmi, quartieri, servizi, sicurezza, commercio, turismo e futuro della città. Vede guerre personali trasformate in battaglie pubbliche. Vede accuse sussurrate nei corridoi e poi rilanciate nelle piazze. E in mezzo a tutto questo caos, Dino Alonge rischia di diventare il bersaglio sacrificale di tensioni che non gli appartengono.

Perché al netto delle appartenenze, Alonge viene descritto da molti come una persona seria, moderata, perbene. Una figura che avrebbe meritato una campagna elettorale costruita sull’unità e sulla credibilità amministrativa, non una continua guerriglia politica consumata sulla sua pelle. Ma evidentemente qualcuno, dentro il centrodestra, preferisce perdere le elezioni pur di regolare vecchi conti.

Ed è questo il punto più inquietante.

Perché quando una coalizione smette di ragionare nell’interesse collettivo e comincia a muoversi soltanto per vendette interne, allora la sconfitta diventa inevitabile. Non per colpa degli avversari, ma per implosione. Il ballottaggio ormai è alle porte e la sensazione dominante è che il vero avversario di Dino Alonge non sia Michelino Sodano, ma il caos politico del suo stesso campo.

Se il centrodestra continuerà a dividersi tra sospetti, correnti e rivalità personali, il risultato finale sarà inevitabilmente una vittoria annunciata di Sodano.

E a quel punto sarà difficile spiegare agli elettori come sia stato possibile perdere non contro un avversario imbattibile, ma contro le proprie stesse divisioni.

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Fonte: Sicilia24h

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