Nuove indagini subacquee in Sicilia: l’assessore Scarpinato annuncia un salto di qualità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
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Individuare nei fondali della Sicilia sud-orientale nuove aree di interesse archeologico e ambientale.
È questo l’obiettivo del “Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde”, realizzato dalla Regione Siciliana nell’ambito della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e ARPA Sicilia, le cui prime indagini hanno preso il via nella mattina di martedì 21 aprile.
È questo l’obiettivo del “Progetto pilota per la ricerca sistematica in acque profonde”, realizzato dalla Regione Siciliana nell’ambito della collaborazione tra la Soprintendenza del Mare e ARPA Sicilia, le cui prime indagini hanno preso il via nella mattina di martedì 21 aprile.
Gli interventi di mappatura e ricerca interesseranno varie zone lungo le coste dell’Isola, a profondità comprese tra i 50 e i 150 metri.

Saranno impiegate tecnologie d’avanguardia, quali Side Scan Sonar (SSS), Multi Beam Echo Sounder (MBES) e veicoli subacquei telecomandati (ROV), che consentiranno di verificare, attraverso metodologie aggiornate e innovative, le numerose segnalazioni e ricostruzioni avanzate nel corso degli anni, contribuendo anche a fare chiarezza su uno dei più noti casi dell’archeologia subacquea mediterranea: un focus particolare, infatti, riguarderà il tratto costiero di Brucoli, nel Siracusano, area da tempo al centro dell’interesse storico-archeologico per alcune ipotesi sulla possibile provenienza dei celebri Bronzi di Riace.
Il coordinamento scientifico delle operazioni è affidato all’archeologo Roberto La Rocca, che condurrà le attività assieme ai team tecnici delle due istituzioni.
Il coordinamento scientifico delle operazioni è affidato all’archeologo Roberto La Rocca, che condurrà le attività assieme ai team tecnici delle due istituzioni.
“Le indagini – dice l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato – segnano un salto di qualità nell’approccio alla conoscenza del patrimonio sommerso”.
“L’integrazione tra competenze archeologiche, tecnologie avanzate e monitoraggio ambientale – sottolinea – consente, per la prima volta, una lettura interdisciplinare e su larga scala dei fondali siciliani, anche grazie al contributo di ARPA Sicilia”.
“L’integrazione tra competenze archeologiche, tecnologie avanzate e monitoraggio ambientale – sottolinea – consente, per la prima volta, una lettura interdisciplinare e su larga scala dei fondali siciliani, anche grazie al contributo di ARPA Sicilia”.
Le attività si inseriscono, infatti, nel quadro dell’accordo operativo tra l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente e la Soprintendenza del Mare, volto allo sviluppo di programmi di ricerca integrata per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale marino.
“Una sinergia – commenta il soprintendente Ennio Turco – che rafforza la tutela e apre a nuove prospettive di ricerca, restituendo centralità al mare come archivio della nostra storia”.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.
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