Polizia Locale di Agrigento, il vigile inflessibile e quei turni di servizio che sollevano interrogativi sulla gestione del Corpo. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Gli ordini di servizio prevedono turni ordinari di sei ore, ma emergono segnalazioni di attività prolungate fino a dodici ore. Possibili incarichi dell’autorità giudiziaria e assenza di un comandante di ruolo. Chi coordina il personale e chi autorizza le prestazioni aggiuntive?
Cosa sta accadendo all’interno del Corpo di Polizia Locale di Agrigento? Chi coordina realmente gli agenti, chi autorizza le prestazioni straordinarie e chi garantisce il raccordo tra i servizi ordinari e le eventuali attività richieste dall’autorità giudiziaria?
Sono interrogativi che Report Sicilia ritiene opportuno porre dopo avere esaminato gli ordini di servizio relativi al periodo compreso tra il 9 e il 15 ottobre 2026.
Al centro dell’attenzione torna Antonio Manzella, l’agente proveniente dal Comune di Genova che, per il rigore dimostrato nell’applicazione delle norme, possiamo definire il vigile inflessibile, protagonista di numerosi controlli sul territorio e di vicende amministrative delle quali questo giornale si è ripetutamente occupato.
Questa volta, però, non intendiamo discutere delle sanzioni elevate o delle irregolarità contestate ai cittadini.
Vogliamo comprendere come venga organizzato il servizio di un agente che ha dimostrato particolare attenzione al rispetto delle regole e, soprattutto, chi assuma la responsabilità del coordinamento delle sue attività.
Gli ordini di servizio e le ore effettivamente lavorate
Dalla documentazione in nostro possesso emerge che Manzella risulta assegnato, in diverse giornate, a turni ordinari di sei ore.
Lunedì 12 ottobre 2026, per esempio, l’agente compare nell’ordine di servizio nella fascia oraria dalle 7.30 alle 13.30, con attività presso l’Ufficio Logistica e Autoparco ed Economato.
Per martedì 13 ottobre è prevista una fascia dalle 7.15 alle 13.15, mentre per mercoledì 14 ottobre compare un servizio operativo dalle 8 alle 14.
Fin qui nulla di particolare.
Gli stessi ordini di servizio prevedono espressamente la possibilità di modifiche per sopravvenute esigenze lavorative.
Ma secondo informazioni pervenute alla nostra redazione, in una recente giornata l’agente avrebbe prestato servizio per circa dodici ore complessive, il doppio rispetto alla normale programmazione giornaliera.
Una circostanza che, se confermata, non costituirebbe necessariamente alcuna irregolarità.
Le esigenze operative, infatti, possono richiedere prolungamenti del servizio, interventi urgenti e prestazioni aggiuntive.
Ma è proprio qui che nasce il primo interrogativo.
Chi dispone questi prolungamenti? Chi ne viene informato? Come vengono registrate le ore effettivamente lavorate e chi ne verifica la corretta contabilizzazione?
Domande semplici, che riguardano l’organizzazione del lavoro e non la professionalità del dipendente.
Le indiscrezioni sulle possibili attività richieste dalla Procura
Vi è poi un altro elemento sul quale occorre mantenere la massima prudenza.
Secondo alcune indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, parte dell’attività svolta dall’agente potrebbe essere collegata a richieste provenienti dall’autorità giudiziaria.
Non disponiamo, tuttavia, di elementi documentali che consentano di confermare l’esistenza di specifiche deleghe investigative o disposizioni della Procura della Repubblica.
Se tale circostanza trovasse conferma, non vi sarebbe comunque nulla di anomalo.
Gli appartenenti alla Polizia Locale esercitano, nei limiti delle attribuzioni previste dalla legge, anche funzioni di polizia giudiziaria e, nell’esercizio di tali funzioni, operano secondo le disposizioni dell’autorità giudiziaria.
Si tratta di attività che possono richiedere riservatezza e modalità operative differenti rispetto ai normali servizi di viabilità o controllo del territorio.
Nessuno, quindi, può pretendere di conoscere il contenuto di eventuali indagini o disposizioni riservate.
Il punto che interessa Report Sicilia è un altro.
Esiste un sistema organizzativo che consenta di conciliare le eventuali attività di polizia giudiziaria con la gestione amministrativa del personale, il rispetto degli orari e la registrazione delle prestazioni lavorative?
È una questione che riguarda il corretto funzionamento dell’Ente e che non richiede di conoscere alcuna informazione investigativa riservata.
Un Corpo senza Comandante di ruolo e una gestione che merita chiarezza
La questione assume un significato ancora più rilevante se si considera che il Corpo di Polizia Locale di Agrigento non dispone attualmente di un comandante di ruolo.
Una situazione che Report Sicilia ritiene meritevole di particolare attenzione.
Gli ordini di servizio esaminati riportano le sottoscrizioni del responsabile dell’Ufficio Servizi e del dirigente Giovanni Mantione.
Esiste dunque una struttura formale alla quale fanno capo l’organizzazione e la gestione amministrativa.
Ma proprio per questo sarebbe opportuno chiarire come siano distribuite le responsabilità operative, chi coordini i diversi nuclei e quali procedure vengano seguite quando un agente è chiamato a svolgere attività ulteriori rispetto a quelle inizialmente programmate.
Non intendiamo sostenere che qualcuno lavori senza autorizzazione o che vi siano disposizioni impartite al di fuori delle procedure previste.
Non abbiamo elementi per affermarlo.
Riteniamo invece che l’assenza di un comandante di ruolo renda ancora più importante la chiarezza della catena organizzativa e delle responsabilità.
Un Corpo di Polizia Locale deve poter contare su una direzione stabile, autorevole e professionalmente qualificata.
Non soltanto per garantire l’efficienza dei servizi, ma anche per tutelare gli stessi operatori.
Il vigile inflessibile e quella legalità che ad Agrigento sembra ancora fare notizia
La vicenda di Antonio Manzella è ormai conosciuta dai lettori di Report Sicilia.
Abbiamo raccontato i controlli sul territorio, le sanzioni elevate, gli interventi nei confronti di situazioni irregolari e le polemiche che hanno accompagnato la sua attività.
Abbiamo anche documentato la controversia relativa al rinnovo dell’assegnazione temporanea presso il Comune di Agrigento.
Una vicenda nella quale la precedente amministrazione aveva già espresso parere favorevole alla proroga, mentre successivamente il Comune aveva autorizzato la propria costituzione nel giudizio promosso dal dipendente.
Alla fine, con la determinazione dirigenziale n. 2061 del 2 luglio 2026, è stata disposta la proroga dell’assegnazione temporanea fino al 30 giugno 2028.
Oggi, però, la questione non riguarda più soltanto la permanenza dell’agente ad Agrigento.
Riguarda il modo in cui viene utilizzata una risorsa professionale che ha dimostrato particolare attenzione al controllo del territorio.
Perché un agente che applica rigorosamente le norme dovrebbe rappresentare una risorsa per qualsiasi amministrazione.
E non dovrebbe mai diventare motivo di imbarazzo o di contrapposizione.
Il problema non è Manzella ma l’organizzazione della Polizia Locale
Sarebbe profondamente sbagliato trasformare questa vicenda in una questione personale.
Manzella svolge il proprio lavoro e, come ogni altro appartenente alla Polizia Locale, deve essere messo nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni nel rispetto delle disposizioni vigenti.
Il problema riguarda semmai l’organizzazione complessiva del Corpo.
Perché ad Agrigento, dove continuano a registrarsi situazioni di abusivismo commerciale, occupazioni irregolari, soste selvagge e violazioni delle norme, sarebbe auspicabile che tutti gli operatori potessero lavorare con la stessa determinazione e con strumenti organizzativi adeguati.
Non servono agenti considerati eccezionali perché applicano le leggi.
Serve un Corpo nel quale applicare le leggi rappresenti la normalità.
E per raggiungere questo obiettivo occorrono una direzione autorevole, una distribuzione equilibrata dei servizi e una programmazione che valorizzi le competenze di tutto il personale.
Il sindaco Sodano chiarisca quale futuro intende dare al Corpo
Il sindaco Michele Sodano dovrebbe spiegare alla città quale percorso intenda seguire per garantire una guida stabile alla Polizia Locale.
La questione non riguarda soltanto la nomina di un comandante di ruolo.
Riguarda il modello organizzativo che l’Amministrazione intende adottare.
Chi coordina i servizi operativi?
Come vengono autorizzate e contabilizzate le prestazioni straordinarie?
Quali procedure garantiscono il raccordo amministrativo con le eventuali attività di polizia giudiziaria, nel pieno rispetto della riservatezza investigativa?
E soprattutto, quali iniziative sono previste per assicurare una gestione uniforme, efficiente e trasparente del personale?
Sono domande che non intendono mettere in discussione l’operato dei singoli agenti o dei dirigenti.
Sono domande che riguardano la responsabilità di chi amministra una città.
La Polizia Locale deve restare fuori dalle beghe politiche
Su un principio Report Sicilia continuerà a essere particolarmente attento.
Un Corpo di Polizia Locale non può diventare terreno di scontro politico.
Non può essere considerato uno strumento personale del sindaco o dell’assessore di turno.
Non può essere utilizzato per costruire consenso e non deve essere condizionato dalle simpatie o dalle antipatie nei confronti di chi applica le norme.
La politica deve garantire risorse, organizzazione e indirizzi amministrativi legittimi.
Le attività operative devono invece essere svolte dai soggetti competenti, nel rispetto della legge e delle rispettive responsabilità.
Agli uomini e alle donne della Polizia Locale che quotidianamente affrontano difficoltà organizzative, carenze di personale e servizi impegnativi va il nostro riconoscimento.
Proprio per rispetto del loro lavoro chiediamo che il Corpo venga dotato di una guida stabile e di condizioni organizzative adeguate.
Quanto ad Antonio Manzella, il vigile inflessibile, non possiamo che auspicare che continui a svolgere il proprio servizio con la professionalità e il rigore che devono caratterizzare ogni appartenente alle forze di polizia.
Perché il problema di Agrigento non è avere un vigile inflessibile. Il problema è fare in modo che il rispetto delle regole non dipenda dall’iniziativa di un singolo agente, ma diventi il risultato ordinario del lavoro di tutto il Corpo di Polizia Locale.
E soprattutto che nessun agente debba mai sentirsi condizionato dalla politica quando è chiamato a fare semplicemente il proprio dovere.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

