Procura avverte l’Agrigentino: la crisi idrica richiede rispetto delle regole. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
La grave emergenza idrica che da mesi interessa Canicattì e numerosi centri della provincia di Agrigento non può trasformarsi in un terreno senza controlli o deroghe alle norme. È questo il messaggio lanciato dal procuratore della Repubblica di Agrigento, Giovanni Di Leo, intervenuto con una nota ufficiale indirizzata alle autorità competenti e agli enti coinvolti nella gestione dell’acqua pubblica.
Il magistrato ha richiamato il quadro normativo previsto dal Decreto Legislativo 152 del 2006, sottolineando come il Servizio Idrico Integrato debba essere garantito nel rispetto del principio di unicità della gestione e delle regole che disciplinano gli appalti e i servizi pubblici.
Secondo la Procura, l’acqua destinata al consumo umano deve essere distribuita esclusivamente attraverso circuiti autorizzati e sottoposti a verifiche rigorose. I controlli, infatti, devono accertare con precisione la provenienza dell’acqua, la sua qualità e la piena potabilità, a tutela della salute pubblica.
Nel documento viene evidenziato anche il rischio legato a eventuali forniture parallele o non autorizzate. Qualsiasi attività di approvvigionamento, trasporto o distribuzione dell’acqua al di fuori delle procedure previste dall’autorità che gestisce il servizio idrico potrebbe configurare ipotesi di reato e mettere in pericolo i cittadini, soprattutto nel caso in cui l’acqua non risulti sicura per il consumo.
Particolarmente significativo il passaggio dedicato alle situazioni urbanistiche irregolari presenti sul territorio. La Procura osserva che le difficoltà legate ad abitazioni sorte in contesti segnati da abusi edilizi o da irregolarità protratte nel tempo non possono giustificare deroghe alle norme sulla sicurezza sanitaria delle acque.
Un richiamo che coinvolge direttamente anche gli enti locali e gli organi di vigilanza. Nella nota si sottolinea infatti che eventuali omissioni nei controlli o nella verifica della regolarità abitativa possono comportare precise responsabilità per le autorità competenti.
Il documento della Procura apre così una riflessione più ampia sulla gestione del territorio negli ultimi decenni, soprattutto nei casi di immobili privi dei requisiti necessari per ottenere regolari allacci ai servizi essenziali. Un tema che, nel pieno della crisi idrica, rischia ora di avere conseguenze amministrative e giudiziarie rilevanti.
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Fonte: Sicilia24h
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