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Restauro dell’ex casello ferroviario: la famiglia chiarisce le responsabilità

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Restauro dell’ex casello ferroviario: la famiglia chiarisce le responsabilità. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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“Non abbiamo abbandonato nulla, siamo stati cacciati, al termine di un lungo contenzioso. Il Comune ha cercato di espropriare il casello e ci siamo arresi, costretti a lasciarlo. Il casello non si poteva toccare essendoci una causa in corso, ci siamo battuti per tenerlo, ma non ci siamo riusciti, perdendo il contenzioso, dovendo quindi lasciarlo”. Parola di Carmelo Bellini, uno dei componenti la famiglia che per tanti anni ha vissuto nella struttura ubicata a due passi dalla Torre di Carlo V e oggetto da alcuni giorni di un intervento di recupero atteso da anni. 140 mila euro per restaurare e rifunzionalizzare da parte del Comune empedoclino che ha intercettato un finanziamento del cosiddetto Galp “Il sole e l’azzurro tra Selinunte, Sciacca e Vigata”, affidando i lavori alla ditta Coedil di Aragona. Gli operai hanno montato la recinzione del cantiere, hanno già a lavorare all’interno del vetusto fabbricato. La data presunta di ultimazione è prevista entro 95 giorni e comunque entro la fine di quest’anno. Si tratta di un progetto destinato alla riqualificazione delle aree di sbarco e realizzazione di piccole infrastrutture del porto di Porto Empedocle. 

Andata via la famiglia residente nell’immobile, a seguito del contenzioso col Comune, lo stesso fabbricato è rimasto in balìa del degrado, diventando uno sgorbio terribile, a due passi dal monumento simbolo della cittadina marinara. Molti hanno auspicato una sua demolizione, ma evidentemente al Comune hanno pensato che tale opera potesse invece assolvere a un ruolo diverso, magari di accoglienza per i turisti che transitano nella zona del porto. Non resta che attendere la conclusione dei lavori, che si svolgeranno tra l’altro, nel pieno della stagione estiva, tra le migliaia di auto che transitano proprio in questa zona della città. La speranza è che tale cantiere non interferisca con la viabilità, ma un ennesimo sacrificio per ridare a Porto Empedocle, quello che è anche un luogo della memoria, si può sopportare. 

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Fonte: Report Sicilia

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