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Rottamazione tributi: risparmi su IMU e TARI per i cittadini locali

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Dal 2026 gli enti territoriali — Comuni, Regioni e Province — hanno la facoltà di attivare una “rottamazione locale” per tributi quali IMU, TARI.

Imu, Tari e multe nella rottamazione, così ci dice il Dott. Giuseppe Veneziano, già Presidente Provinciale e Regionale dei Ragionieri Commercialisti della Sicilia (UNICORAS). 

 

La vera novità riguarda però l’estensione delle cartelle “rottamabili” ai tributi locali, cioè ai debiti nei confronti dei Comuni. Oltre ai tributi nazionali, verrebbero così inclusi anche Imu, Tari e persino le multe stradali. La proposta ha incassato l’ok del Mef nell’ambito degli emendamenti al decreto fiscale.

Secondo quanto approvato, quindi, la nuova versione della sanatoria potrà dunque includere:

• Imu;

• Tari;

• bollo auto;

• multe stradali;

• altri tributi comunali e regionali.

 

Si tratta di una svolta normativa che cambia davvero il perimetro della rottamazione.

Finora la quinquies si è infatti concentrata soprattutto su debiti erariali e contributivi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione tra il 2000 e il 2023. Molte cartelle legate ai Comuni sono invece rimaste escluse.

 

Come funzionerà la nuova sanatoria

 

L’impianto regolatorio ipotizzato ricalca quello della rottamazione statale. In pratica, chi aderisce sarà chiamato a pagare il debito originario, le spese di notifica ed eventuali costi procedurali. Verranno invece cancellati interessi di mora, sanzioni e maggiorazioni.

 

Per le multe stradali, tuttavia, la sanzione principale resterebbe dovuta e la definizione agevolata agirebbe soprattutto sugli interessi e sugli oneri aggiuntivi accumulati nel tempo. Questo potrebbe alleggerire in modo significativo vecchie posizioni debitorie cresciute negli anni proprio a causa di interessi e sanzioni.

 

Uno degli aspetti più dirimenti riguarda il ruolo degli enti locali. L’estensione della misura ai tributi comunali non sarà automatica: ogni Comune potrà decidere autonomamente se aderire o meno alla sanatoria. La conseguenza più probabile è la creazione di differenze territoriali molto forti, con città favorevoli alla rottamazione e altre contrarie. Gli enti dovranno comunicare la propria adesione all’Agenzia delle Entrate-Riscossione entro termini definiti dal decreto attuativo.

 

La novità

Tutto nasce da un emendamento inserito nel decreto fiscale, approvato alla Camera con il voto di fiducia, che amplia la cosiddetta rottamazione quinquies ai debiti con Regioni e Comuni. Non si tratta però di un automatismo: ogni ente locale può scegliere autonomamente se aderire o meno alla misura.

 

Le eventuali delibere dovranno essere rese pubbliche sui siti istituzionali entro il 30 giugno. Le domande di adesione potranno invece essere presentate tra il 16 settembre e il 31 ottobre.

Debiti e cartelle coinvolte

La definizione agevolata riguarda i carichi affidati alla riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2023, comprendendo sia entrate tributarie sia non tributarie di Regioni ed enti locali. Nel perimetro rientrano imposte come Imu, Tari, imposta di soggiorno, tributo sulla pubblicità e diritti sulle affissioni pubbliche. Sono inclusi anche canoni patrimoniali e corrispettivi per servizi pubblici locali. La misura si estende inoltre alle sanzioni per violazioni del Codice della strada elevate dalla polizia locale.

 

I Comuni in generale, e nel nostro caso il Comune di Favara, pertanto, se non vogliono perdere questa possibilità, dovranno adeguarsi entro il 30.06.2026, salvo proroga.

Nello specifico, vista la titubanza manifestata dall’Amministrazione di Favara, abbiamo chiesto al Dott. Veneziano se tale rottamazione potrebbe danneggiare le casse comunali.

Ecco la risposta del dott. Veneziano:

“ Se così fosse, di certo il Governo Nazionale non avrebbe mai proposto la rottamazione! Invero basta pensare che a livello nazionale siamo arrivati alla “Rottamazione Quinquies” per rendersi conto che tale intervento diventerebbe necessario anche e principalmente per il nostro Comune, anche perché il Contribuente – non pagando le sanzioni e gli interessi dovuti per legge – si potrebbe convincere a saldare “solo” la sorte capitale, utilizzando la massima rateizzazione……..a meno “qualcuno” non pensi che le sanzioni e gli interessi facciano parte del patrimonio liquido……e, quindi, non incassandoli, si possa creare un danno alle Casse Comunali! ”

 

L’articolo “Rottamazione locale” per tributi quali IMU, TARI proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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