Sanità siciliana in crisi: Aldo Mucci scrive al Presidente Schifani. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Eventi.
Cosa sta succedendo
“Mentre i siciliani sono costretti a file interminabili, a mesi o addirittura anni di attesa per una semplice visita specialistica o un esame diagnostico, la sanità regionale continua ad essere aggredita dal malaffare, dagli sprechi e da un sistema opaco che penalizza i più deboli”.
Lo dichiara il sindacalista Aldo Mucci che continua: “Non si tratta più di inefficienza, ma di un vero e proprio saccheggio di risorse pubbliche. Denunce, inchieste giudiziarie e report della Corte dei Conti hanno ripetutamente evidenziato appalti sospetti, consulenze d’oro, assunzioni clientelari e una gestione della spesa sanitaria che produce buchi neri miliardari senza alcun miglioramento dei servizi ai cittadini. Oggi in Sicilia un pensionato o un lavoratore precario deve attendere oltre 12-18 mesi per una visita cardiologica, ortopedica o neurologica. Molti sono costretti a rivolgersi al privato, sostenendo costi insostenibili, o a rinunciare del tutto alle cure. Nel frattempo, chi ha le conoscenze giuste o le “raccomandazioni” giuste salta le liste e ottiene tutto in pochi giorni. ”È inaccettabile che la salute dei siciliani sia diventata merce di scambio per interessi particolari. La sanità non può essere un bancomat per pochi mentre la maggioranza della popolazione soffre”, dichiara Aldo Mucci, leader del SGS. Chiediamo con urgenza: Un piano straordinario di abbattimento delle liste d’attesa con risorse vincolate e trasparenti; Una verifica immediata e capillare di tutti gli appalti e le convenzioni degli ultimi cinque anni; La digitalizzazione reale del sistema di prenotazione unico regionale, oggi ancora troppo spesso aggirato; L’istituzione di una commissione d’inchiesta regionale sulla gestione della spesa sanitaria. I siciliani meritano cure dignitose, tempestive e uguali per tutti. La Sicilia paga un costo umano ed economico altissimo per questo sistema. Le inchieste dimostrano che il malaffare non è episodico ma strutturale. Senza una riforma radicale della governance e dei controlli, i siciliani continueranno a subire liste d’attesa interminabili mentre una parte delle risorse finisce in tasche private” – conclude Mucci.
Leggi anche: Altre notizie su Eventi
Fonte: Sicilia24h
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

