Scala dei Turchi: Aldo Mucci invita a valorizzare il patrimonio siciliano nelle scuole. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
“La Scala dei Turchi non è una semplice cartolina. La Scala dei Turchi non è solo il posto dove Montalbano andava a fumare una sigaretta e a riflettere in silenzio davanti al mare. Non è soltanto una falesia bianca che il mondo ci invidia e che Camilleri ha reso famosa in ogni angolo del pianeta. È molto di più. È l’esempio vivente di quanto la Sicilia abbia da offrire: una bellezza aspra, geologica, quasi lunare, che si tuffa in un mare di un blu impossibile. È un patrimonio che parla di storia, di leggende di pirati saraceni, di luce abbagliante e di quel contrasto tra bianco e azzurro che toglie il fiato. Andrea Camilleri ha saputo raccontarla al mondo con la sua penna ironica, profonda e mai compiacente. Ha trasformato la Scala dei Turchi in un luogo dell’anima, dove il commissario Montalbano va a schiarirsi le idee, a fare i conti con se stesso e con le contraddizioni della nostra terra. Camilleri l’ha raccontata al mondo; ora tocca a noi farla vivere e capire alle nuove generazioni siciliane. Perché i nostri ragazzi non devono diventare semplici spettatori della bellezza della propria terra. Non devono guardarla solo con gli occhi del turista di passaggio o, peggio, sentirsi costretti a emigrare per trovare un futuro decente. Devono diventarne protagonisti.

E qui entra in gioco la scuola – dichiara Aldo Mucci, l’unico vero ascensore sociale che abbiamo, soprattutto al Sud. Una scuola che non si limiti a insegnare nozioni, ma che formi quella coscienza critica di cui parlava il Nobel Dario Fo quando mi definì “folle intellettuale con grande coscienza critica”. Una scuola che faccia toccare con mano ai ragazzi la Scala dei Turchi, non solo come geosito o come set della fiction, ma come simbolo di ciò che possiamo essere: capaci di amare la nostra terra, capaci di difenderla e di valorizzarla con intelligenza. Facciamo sì che la cultura di Camilleri, di Pirandello, di Sciascia non resti un’eredità da museo, ma diventi strumento vivo per formare cittadini consapevoli, che sappiano difendere la Scala dei Turchi non solo con i recinti, ma con la testa e con il cuore. La Sicilia ha dato al mondo capolavori di bellezza e di pensiero. Ora tocca alla scuola restituire ai siciliani la capacità di esserne protagonisti, non semplici comparse. Perché solo così la Scala dei Turchi smetterà di essere solo un luogo da fotografare e diventerà davvero ciò che deve essere: il gradino da cui i nostri giovani possono salire verso un futuro costruito qui, nella nostra terra” – conclude Mucci.
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Fonte: Sicilia24h
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