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Turismo ad Agrigento, estate a due velocità. Federalberghi: «Giugno e luglio difficili, bene settembre e ottobre»

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Turismo ad Agrigento, estate a due velocità. Federalberghi: «Giugno e luglio difficili, bene settembre e ottobre»

Scuola, imprese e istituzioni a confronto al “Nicolò Gallo” sul futuro dell’accoglienza. Il settore cerca personale qualificato. Sodano punta su inglese e sostenibilità: «Il turismo può diventare un grande vettore di sviluppo»

AGRIGENTO – Un’estate partita con il freno tirato e una stagione che ha cambiato passo soltanto nella parte finale. È la fotografia del turismo agrigentino emersa durante il Tavolo territoriale provinciale sull’istruzione turistica, ospitato all’Istituto “Nicolò Gallo” di Agrigento, con scuole, istituzioni e operatori economici chiamati a confrontarsi sul rapporto tra formazione, lavoro e imprese dell’ospitalità.

A tracciare il bilancio è stato il presidente di Federalberghi, che ha parlato di una situazione «molto altalenante». Giugno e luglio sono stati mesi particolarmente difficili per la destinazione Agrigento, mentre settembre e ottobre hanno fatto registrare una decisa ripresa. Un andamento che lascia aperta la questione della stagionalità e della capacità del territorio di trasformare il proprio patrimonio turistico in un’economia più stabile durante tutto l’anno.

Il quadro generale, però, offre anche elementi positivi. Secondo i dati richiamati durante l’incontro, negli ultimi quindici anni le presenze turistiche in Sicilia sarebbero cresciute di oltre il 70 per cento, accompagnate da un incremento vicino al 70 per cento anche sul fronte occupazionale. Una crescita sostenuta anche dalle nuove forme di ospitalità, particolarmente richieste dal mercato internazionale e dai visitatori del Nord Europa.

Ed è proprio sul lavoro che il confronto al “Gallo” ha acceso i riflettori. Le opportunità, secondo Federalberghi, ci sono, ma il mercato richiede sempre più professionalità qualificate. Da qui l’esigenza di rafforzare il collegamento tra istituti alberghieri e turistici e le aziende del territorio, superando anche il vecchio pregiudizio che considera la formazione professionale una scelta scolastica di secondo piano. «Gli istituti alberghieri formano i giovani di domani», è stato sottolineato durante il confronto.

La dirigente scolastica ha spiegato il senso del tavolo provinciale: costruire una sinergia stabile tra scuola e imprese, facendo entrare nell’offerta formativa l’esperienza maturata quotidianamente negli alberghi, nei ristoranti e nelle aziende turistiche. L’obiettivo è adeguare continuamente le competenze degli studenti a un settore in rapida evoluzione e, contemporaneamente, far conoscere già agli studenti delle scuole medie le opportunità professionali offerte dal comparto.

Al confronto è intervenuto anche il sindaco di Agrigento Michele Sodano, che ha indicato due direttrici sulle quali costruire la strategia turistica della città: sostenibilità e formazione. Il primo cittadino ha parlato della necessità di inserire Agrigento nelle reti internazionali e di farne una destinazione capace di intercettare quella fascia crescente di viaggiatori che sceglie i territori anche sulla base degli standard ambientali, dell’economia circolare e della qualità delle politiche di sostenibilità.

Ma il messaggio più netto di Sodano è stato rivolto agli studenti: «Conoscere l’inglese è fondamentale». Per il sindaco la conoscenza della lingua non rappresenta più una competenza accessoria, ma uno strumento indispensabile per lavorare nell’accoglienza, creare imprese, costruire relazioni internazionali ed esportare nel mondo il “made in Sicily”. Da qui anche l’impegno annunciato a favorire programmi di studio e formazione linguistica.

Sodano ha quindi rilanciato una visione più ampia: «Il turismo è semplicemente all’inizio di quello che può essere un vettore di sviluppo per il nostro territorio», sostenendo che Agrigento debba recuperare terreno rispetto a realtà come Taormina, Catania e Palermo. Una sfida che passa dalla capacità di mettere insieme competenze, imprese e formazione, ma soprattutto di trasformare l’enorme patrimonio culturale, archeologico, paesaggistico ed enogastronomico in lavoro e sviluppo duraturo.

Il punto emerso dal tavolo del “Nicolò Gallo” è dunque chiaro: Agrigento possiede la materia prima del turismo, ma deve ancora costruire attorno ad essa un sistema. E quel sistema passa inevitabilmente dalle persone che dovranno accogliere, raccontare e far vivere il territorio ai visitatori.

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Fonte: AgrigentoOggi

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