Un abbraccio collettivo per Gabriele: fiaccolata commovente tra due città

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Un filo di luce tra Pavia e Favara: l’addio corale a Gabriele Vaccaro

Due città, Pavia e Favara, separate da oltre mille chilometri, unite da un unico dolore e dallo stesso sentire: quello di dire no alla violenza e di affermare il valore inestimabile della vita.

Due città colpite duramente per l’omicidio del venticinquenne Gabriele Vaccaro, partito dalla sua Sicilia con la valigia piena di speranze trasfigurate in tragedia a Pavia, la città che lo aveva accolto e che ora si ritrova a piangerne la scomparsa insieme alla sua terra d’origine.

Due Città, un Solo Abbraccio
Nella serata di ieri, in una contemporaneità che ha rimpicciolito le distanze geografiche, due “oceani” di fiammelle hanno squarciato il buio della violenza.

A Pavia, accanto ai familiari affranti dal dolore,  il sindaco di Favara, Antonio Palumbo,

simbolo di un’istituzione che non lascia soli i propri figli, ovunque essi si trovino.

A Favara, migliaia e migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade del centro in un corteo solenne e silenzioso perché “lieve é il dolore che parla, il grande é muto”, trasformando così il lutto privato in un’istanza collettiva di pace e giustizia.


La Marcia di Favara: Il sorriso di Gabriele in prima fila

Il raduno è iniziato in Piazza Don Giustino, dove il silenzio assordante è stato rotto solo dai battiti dei cuori di tutti uniti in un solo palpito.
In testa al corteo, gli amici di una vita, i parenti e gli ex compagni di squadra. La formazione della CastrumFavara ha reso omaggio al giovane portando in processione una gigantografia: il volto sorridente di Gabriele, un’immagine che oggi è diventata l’emblema di una giovinezza scippata troppo presto.

Il lungo serpentone umano ordinato e silente, ha attraversato le vie della città fino a raggiungere Piazza Cavour, il cuore pulsante del centro storico.

Davanti a Palazzo di Città, le fiaccole sono state depositate a terra a rinforzare i contorni di un grande cuore luminoso realizzato attorno allo stemma del Comune;

sotto ad esso è stata adagiata la gigantografia di Gabriele a simboleggiare l’abbraccio di tutta la comunità.

La Lanterna, il silenzio, l’applaudo catartico 

Il culmine dell’emozione è stato raggiunto quando, una volta rimossa la gigantografia, uno degli amici storici é entrato nel cuore ed ha liberato in volo una lanterna. Sul fianco, una dedica semplice e potente: “Ti vogliamo tutti bene”. La piccola luce si è alzata verso il cielo, sospinta dal calore della fiamma e dall’affetto della folla che seguiva il suo tragitto con lo sguardo rivolto verso l’alto.

Qualcuno, prendendo alcuni lumini ha formato una grande G attorno allo stemma di Favara.

A chiudere la serata è stato un applauso scrosciante, lungo e catartico. Un fragore che ha spezzato il silenzio di migliaia di persone, un grido composto e intriso di dignità contro la violenza e un richiamo al valore incommensurabile della vita.

Favara e Pavia restano oggi in attesa di risposte, ma con una certezza: la luce accesa per Gabriele non si spegnerà.

 

L’articolo Due città unite nel dolore: l’addio corale a Gabriele alla luce delle fiaccole proviene da Sicilia ON Press.

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Fonte: Sicilia On Press

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