Vincenzo La Cognata chiede di intitolare una strada al maestro Lauria. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
“Si intitoli una strada di Licata al maestro pasticcere Angelo Lauria”.

La richiesta è di Vincenzo La Cognata, docente di Enogastronomia e presidente di Himera Movie APS, che stamani ha depositato all’Ufficio Protocollo del Comune di Licata, indirizzata al presidente della Commissione Toponomastica Francesco Pira, la ricerca storica dedicata al maestro pasticcere Angelo Lauria, accompagnandola con la richiesta formale di intitolargli una strada.

Angelo Lauria non ha certo bisogno di presentazioni. Inizia a lavorare nello storico Caffè Italia, fondato da Angelo Augusto e Nino Vella nel lontano 1948, all’età di 16 anni. La passione per la pasticceria lo accompagnerà per tutta la vita, tanto da farne un maestro apprezzato in tutt’Italia e non solo. Basti pensare che, tra le altre cose, è stato titolare di rinomate pasticcerie a Roma e Milano.
A Licata, soprattutto chi non è più giovanissimo, non ha mai dimenticato il sapore delle paste, delle torte, del gelato e della Frutta Marturana preparate da Angelo Lauria.

Ecco in che modo viene descritta la scelta di presentare la richiesta di intitolare una strada al maestro Lauria:
“Un gesto semplice, compiuto con la sobrietà che accompagna le cose importanti, ma che tocca la memoria di un uomo che ha dato molto alla città e che per troppo tempo è rimasto ai margini del racconto pubblico.
La ricerca, frutto di dieci mesi di lavoro, ricostruisce con rigore la figura di Lauria, nato a Licata nel 1933 e scomparso nel 1997. Un maestro vero, capace di formare un’intera generazione di pasticceri, trasformando il laboratorio in una scuola e il mestiere in un’eredità. Per La Cognata, questo lavoro non è solo studio: è anche memoria personale. Da bambino fu allievo del Maestro, e quelle prime esperienze – il profumo del marzapane, la disciplina del gesto, la cura del dettaglio – sono diventate parte della sua formazione umana e professionale.
Il ricordo non si esaurisce nell’infanzia. Nel 1991, quando La Cognata lavorava come chef in un albergo quattro stelle a Milano, in piazza Castello, ebbe modo di incontrare nuovamente il suo Maestro, che in quegli anni gestiva la pasticceria San Gelso. Fu un incontro inatteso e prezioso, che si trasformò in una nuova collaborazione professionale e in un ulteriore tassello di un rapporto umano rimasto intatto nel tempo. Oggi, da docente, La Cognata riconosce in quelle lezioni – antiche e recenti – l’origine di un percorso che continua nelle aule dove insegna.
Nel dossier trovano spazio anche le testimonianze di tre figure storiche della pasticceria siciliana: Lillo Defraia, Calogero La Mattina e Salvatore Callea. Defraia ricorda la precisione assoluta di Lauria; La Mattina ne sottolinea la generosità professionale, sempre pronta a correggere un gesto o a condividere un sapere; Callea mette in luce la forza del carattere e la capacità di innovare senza tradire la tradizione. Tre voci diverse, ma tutte concordi nel riconoscere in Lauria un riferimento, non solo un artigiano.
Accanto alle testimonianze locali, emerge quella di un giovanissimo Iginio Massari, che in un articolo su Pasticceria Internazionale definiva Lauria un collega stimato e un amico sincero, lodandone la finezza tecnica e la capacità di modellare il marzapane come fosse materia viva. Parole che, rilette oggi, restituiscono la misura di un professionista riconosciuto ben oltre i confini della sua città.
La ricerca documenta anche il conferimento a Lauria del titolo dei “Cordons Bleus” di Francia, riconoscimento internazionale legato all’eccellenza culinaria, e ripercorre la storia del Cafè Italia, fondato nel 1948 da Nino Vella e Angelo Augusto e poi guidato da Lauria. Sotto la sua direzione divenne un punto di riferimento cittadino: cannoli di ricotta finissima, profiteroles alla gianduia, sculture di marzapane che sembravano uscire da un presepe barocco. Una tradizione che per anni ha rappresentato un rito domenicale e un frammento di identità collettiva.
Con la consegna della ricerca, La Cognata non compie solo un atto di studio, ma un gesto civile: chiede che Licata riconosca uno dei suoi figli migliori e che la memoria diventi spazio pubblico. Ora la parola passa all’Amministrazione. Il primo passo, però, è stato fatto: la storia di Angelo Lauria è entrata nelle stanze del Comune. E da lì, forse, potrà tornare a camminare per le strade della città”.
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Fonte: quilicata.it
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