Furto al “Giardino dei Giusti” di Canicattì: scompare la targa di Livatino. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
A Canicattì qualcuno, di notte, ha rubato la lapide che all’interno del “Giardino dei Giusti” era stata dedicata al beato Rosario Livatino.

Lo ha annunciato il sindaco Vincenzo Corbo, senza nascondere il proprio sdegno per l’accaduto.
Ecco il testo integrale della nota diffusa dal primo cittadino canicattinese:
“Con profondo sgomento e indignazione, informo la cittadinanza e l’opinione pubblica su un atto vile e oltraggioso che ha colpito uno dei luoghi più significativi della nostra comunità.
Stamane, recandomi all’interno della Villa Comunale “Stefano Saetta”, ho verificato che il pannello di acciaio corten recante il nome del Beato Rosario Livatino è stato sottratto da ignoti, che lo hanno rimosso dal Giardino dei Giusti.
Ho immediatamente informato le Forze dell’Ordine, che sono intervenute con immediatezza, al fine di acquisire ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti e all’identificazione dei responsabili di questo atto ignobile.
Strappare da quel giardino simbolico la foglia ove è inscritto il nome del Beato Rosario Livatino significa colpire non solo un simbolo, ma il cuore stesso della nostra comunità.
Non si tratta di un gesto vandalico qualunque. Chi ha compiuto questo atto ha scelto deliberatamente di profanare la memoria di un Beato, primo magistrato nella storia della Chiesa cattolica ad essere beatificato, di un uomo che ha dedicato ogni giorno della sua vita allo Stato e ai valori più alti della convivenza civile. Ha scelto di colpire un luogo che è stato pensato per ricordare alle generazioni future che il Bene è possibile, che il sacrificio ha un senso, che la legalità non è una parola vuota.
Un atto del genere non può e non deve restare impunito: la comunità di Canicattì — città che porta nel cuore il nome e l’esempio del Beato Livatino — non si lascia intimidire e non dimentica.
Il pannello in corten sarà ripristinato. Il nome del Beato Rosario Livatino continuerà a brillare in quel giardino, come ha continuato a brillare per oltre trentacinque anni nella coscienza di chi crede nella Giustizia”.
Dal Giardino è stata portata via anche la targa dedicata ad Antonio Sciascia.
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Fonte: quilicata.it
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