Agrigento – Parco Icori, la realtà delle immagini smentisce l’ottimismo del Sindaco: Il bosco porta le cicatrici del fuoco. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

AGRIGENTO – “Fortunatamente la situazione non è disastrosa come avevamo temuto. Abbiamo scongiurato una catastrofe.”
Con queste parole, nella mattinata di oggi, il sindaco di Agrigento Michele Sodano ha commentato il sopralluogo effettuato al Parco Icori dopo il devastante incendio che ha tenuto con il fiato sospeso la città.
Parole che, lette da sole, potrebbero rassicurare i cittadini. Ma basta osservare le fotografie e il video realizzati poche ore dopo per rendersi conto che la realtà appare ben diversa.
Decine e decine di ettari mostrano ancora i segni evidenti del passaggio delle fiamme. Il sottobosco è completamente annerito, numerosi pini risultano bruciati alla base e lungo il tronco, molti hanno già perso completamente la chioma, mentre in diverse zone continuano a levarsi colonne di fumo, segno che il terreno è ancora caldo e che le operazioni di bonifica sono tutt’altro che concluse.
Dalle immagini panoramiche si coglie tutta l’estensione dell’area interessata dall’incendio. Il fuoco ha attraversato una vasta porzione del polmone verde della città, arrivando a lambire l’area del teatro all’aperto, estendendosi lungo le vallate fino a ridosso della viabilità e lasciando dietro di sé un paesaggio profondamente segnato.
È certamente vero che si poteva assistere a conseguenze ancora più gravi. Se le fiamme avessero raggiunto altre zone boscate o le abitazioni vicine, il bilancio sarebbe potuto essere ben peggiore. Ma da qui a sostenere che la situazione non sia disastrosa ce ne corre.
Le fotografie raccontano un’altra storia.
Non si tratta soltanto di sterpaglie, come emerge dalle prime dichiarazioni. A essere colpito è un ecosistema composto da pini, vegetazione mediterranea e habitat naturali che impiegheranno anni, in alcuni casi decenni, per tornare alle condizioni precedenti.
Ed è forse proprio questo il punto sul quale occorre riflettere.
In una fase così delicata, la comunicazione istituzionale dovrebbe fotografare fedelmente lo stato dei luoghi. Minimizzare, anche involontariamente, rischia di trasmettere un messaggio che contrasta con ciò che i cittadini possono vedere con i propri occhi.
Sorge quindi una domanda.
La dichiarazione del sindaco è stata dettata dall’intenzione di rassicurare la popolazione oppure dalla volontà di anticipare le inevitabili polemiche che sarebbero nate una volta emersa la reale entità dei danni?
Non abbiamo la risposta. Ma le immagini costituiscono un elemento oggettivo sul quale ciascuno può formarsi una propria opinione.
Oggi il problema non è alimentare polemiche, ma prendere atto della situazione reale.
Perché soltanto partendo dalla verità sarà possibile programmare il recupero di un patrimonio ambientale che rappresenta uno dei luoghi simbolo di Agrigento.
La città ha certamente evitato il peggio sotto il profilo della sicurezza delle persone e delle abitazioni, e di questo va dato atto all’imponente lavoro svolto dai Vigili del Fuoco, dal Corpo Forestale, dalla Protezione Civile e da tutti gli operatori impegnati per ore nel contenere il fronte del fuoco.
Ma il Parco Icori esce da questa giornata profondamente ferito.
E chi osserva quelle distese nere, gli alberi carbonizzati e il fumo che continua a salire dal terreno difficilmente può parlare di un danno marginale.
La speranza è che, una volta spente definitivamente le fiamme, si passi rapidamente dalla comunicazione agli interventi concreti: messa in sicurezza dell’area, accertamento delle cause dell’incendio, monitoraggio della stabilità degli alberi compromessi e un serio piano di recupero ambientale.
Perché la facciata può rassicurare per qualche ora. La sostanza, invece, resterà impressa nel paesaggio per molti anni.
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Fonte: Report Sicilia
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