Ottant’anni della Repubblica: una festa per le fasce deboli della società. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo
La nostra Repubblica è nata dai risultati del referendum istituzionale svoltosi il 2 giugno 1946, con cui 12.717.923 italiani hanno detto sì alla forma repubblicana dello Stato, prevalendo sui 10. 719. 284 che volevano mantenere la monarchia.
Il risultato, proclamato dalla corte di cassazione il 10 giugno 1946, ha sortito la fine delle funzioni del re (Umberto II è stato l’ultimo re d’Italia) e l’assunzione temporanea delle funzioni di capo dello Stato da parte del democristiano Alcide De Gasperi, quale presidente del consiglio dei ministri, nelle more che l’Assemblea Costituente (eletta dai cittadini lo stesso 2 giugno) eleggesse provvisoriamente il capo dello Stato.
Cosa che è avvenuta nella prima seduta dell’Assemblea, al primo scrutinio, il 28 giugno 1946, con l’elezione a capo provvisorio dello Stato di Enrico De Nicola. Il quale è rimasto in carica sino all’approvazione della Costituzione italiana, assumendo le funzioni di presidente della Repubblica dopo la sua entrata in vigore e sino all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, avvenuta sulla base delle nuove norme costituzionali.
L’entrata in vigore della Costituzione della Repubblica italiana reca la data del 1 gennaio 1948, mentre l’elezione del primo presidente della Repubblica, Giulio Einaudi, avviene nel maggio dello stesso anno.
Odiernamente, è presidente della Repubblica il siciliano Sergio Mattarella, giunto al secondo mandato. Egli ha dato il via alla festa dell’80° anniversario della Repubblica con l’apertura dei Giardini del Quirinale alle fasce deboli della popolazione. Infatti, dalle ore 9. 30 alle 13.30 del 1 giugno, circa 1.500 cittadine e cittadini (tutti appartenenti alle fasce deboli, cui viene dedicata la festa per il quinto anno consecutivo) hanno assistito all’esibizione della Banda Interforze, del Coro dell’Associazione Nazionale Alpini e della Jazz Campus Orchestra della Casa del Jazz di Roma.
Nel suo messaggio ai Prefetti, il presidente Mattarella ha inoltre voluto ricordare che “a quanti sono alla guida dei pubblici uffici sono di grande valore, nell’esercizio dei propri mandati, capacità di ascolto, intelligente lettura delle dinamiche sociali emergenti, sensibilità per le situazioni di disagio e di maggiore fragilità, per elaborare risposte efficaci”.
“Il dialogo, l’ascolto, la prossimità sono canoni essenziali per interpretare ogni civica responsabilità orientata alla coesione sociale”- ha pure ricordato il presidente.
Oggi, alle ore 9.15, egli renderà omaggio all’Altare della Patria con la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto. Successivamente riceverà, in Via di San Gregorio, la presentazione dei Reparti schierati e assisterà alla Rivista dalla tribuna presidenziale di via dei Fori Imperiali. In serata, parteciperà all’evento I volti della Repubblica, che ripercorre la storia repubblicana con la partecipazione di artisti e campioni dello sport italiano che si esibiranno sul palco, in Piazza del Quirinale, con il palazzo presidenziale illuminato coi colori della bandiera italiana e con la ripreso in diretta da Rai Uno a partire dalle ore 21:00.
L’evento, peraltro, richiama alla partecipazione diretta tutti i cittadini italiani che hanno postato o possono postare un video sul sito della Presidenza della Repubblica per celebrare insieme l’importante anniversario anche sul web e sui social media. E’ infatti online il sito dedicato – ivoltidellarepubblica.quirinale.it – e già molti vi hanno partecipato, realizzando un breve video con il cellulare, nel quale raccontano cosa rappresenta la Repubblica italiana dopo 80 anni dalla sua nascita.
Così nel sito c’è adesso un archivio vivente di donne e uomini (di ogni età e di ogni parte d’Italia) che sono i volti e le voci della nostra Repubblica, tenuto conto che -come ha detto Sergio Mattarella– “la Repubblica siamo noi. Ciascuno di noi”
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Fonte: Sicilia On Press
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