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Sindaci sotto accusa: garantire l’acqua nelle aree non servite è un dovere

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Sindaci sotto accusa: garantire l’acqua nelle aree non servite è un dovere. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.

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AGRIGENTO – Adesso basta scaricare responsabilità, basta rimpalli istituzionali, basta raccontare ai cittadini che la colpa è sempre di qualcun altro.

La vicenda delle famiglie rimaste senza acqua nelle zone non servite dalla rete idrica e nelle cosiddette “zone A” ha ormai superato il livello dell’emergenza amministrativa per diventare una vera questione sociale che coinvolge anziani, disabili, malati e nuclei familiari che quotidianamente si trovano a combattere per ottenere un bene essenziale alla vita.

L’appello lanciato da un sacerdote affinché venga modificato il regolamento che disciplina il servizio idrico e l’approvvigionamento tramite autobotti rappresenta soltanto l’ultima voce che si aggiunge ad un coro di proteste che va avanti da mesi.

Ma c’è un dato che nessuno può più fingere di ignorare.

Quel regolamento non lo ha scritto AICA.

Quel regolamento non lo ha scritto la Prefettura.

Quel regolamento non lo ha scritto la Regione Siciliana.

Quel regolamento è stato approvato e votato dai sindaci che compongono l’ATI Idrico.

E proprio il Prefetto di Agrigento, Salvatore Caccamo, intervenendo pubblicamente sulla questione, ha ricordato che le regole oggi contestate derivano dalle decisioni assunte dagli organismi competenti e che i sindaci, quali autorità sanitarie locali, dispongono degli strumenti necessari per affrontare situazioni di emergenza e tutelare la salute pubblica.

Per questo motivo da oggi nessun sindaco è più autorizzato a raccontare storielle ai cittadini.

Nessuno.

Perché la soluzione esiste ed è persino semplice.

Se davvero ritengono che il regolamento stia producendo effetti ingiusti e socialmente insostenibili, preparino immediatamente una proposta di modifica, presentino un emendamento all’ATI Idrico e lo portino al voto dell’Assemblea.

Davanti ad una proposta chiara, finalizzata a garantire l’accesso all’acqua alle famiglie in difficoltà, agli anziani, ai disabili e a chi vive nelle aree non servite dalla rete, sarà molto difficile per gli altri sindaci assumersi la responsabilità politica di votare contro.

Se davvero esiste tutta questa sensibilità che leggiamo nelle dichiarazioni pubbliche, allora è arrivato il momento di trasformare le parole in atti amministrativi.

Diversamente si dovrà prendere atto che molte delle dichiarazioni rilasciate in questi mesi servivano soltanto a salvare la faccia davanti ai cittadini.

Sono finiti i tempi delle favole.

Sono finiti i tempi dei comunicati stampa pieni di solidarietà e privi di soluzioni.

Sono finiti i tempi delle interviste nelle quali tutti si dichiarano vicini ai cittadini salvo poi lasciare immutati i regolamenti che quei cittadini stanno penalizzando.

I sindaci hanno votato quelle regole.

I sindaci hanno il potere di modificarle.

I sindaci hanno il dovere di assumersi la responsabilità delle conseguenze che quelle regole stanno producendo.

Nel frattempo le famiglie continuano ad aspettare l’acqua.

Gli anziani continuano ad aspettare l’acqua.

I cittadini con disabilità continuano ad aspettare l’acqua.

E mentre loro aspettano, la politica non può continuare a raccontare storie senza fine.

Perché l’acqua non è propaganda elettorale.

L’acqua è un diritto.

E chi governa ha il dovere di garantirlo.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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