Ritardi nella riapertura del viadotto Morandi: chi risponderà?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Sport.
Cosa sta succedendo

Ci si avvia ad ampie falcate verso il decennale dalla chiusura totale del viadotto Morandi o Akragas. Oggi è percorribile per metà, con un pericolosissimo doppio senso di circolazione, senza alcuna certezza sulla consegna dell’opera nella sua completezza. Nel marzo del 2017, dopo le denunce di Mareamico, l’Anas ha chiuso il ponte Morandi di Agrigento grazie anche al fondamentale intervento della Procura, all’epoca guidata Luigi Patronaggio. Risultò evidente anche ai più scettici il grave stato di ammaloramento della struttura viaria e vennero stanziati 45 milioni di euro per la sua manutenzione straordinaria. In basso, basta cliccare per vedere il video sulle attuali condizioni dei lavori.
Quella stessa Procura della Repubblica, oggi guidata da Giovanni Di Leo, chissà se in questi ultimi mesi o anni ha avviato una qualche indagine per accertare cosa ci sia dietro questo scandaloso, inaccettabile, vergognoso ritardo nella consegna di un’opera certamente complessa da ristrutturare, ma non da ricostruire come invece avvenne a tempo di record per il ponte Morandi di Genova. Forse perchè qui non ci furono crolli e soprattutto morti, per i quali aprire indagini per strage o omicidio colposo? Vogliamo credere e lo crediamo di no, resta dunque l’avvicinarsi del decennale dalla chiusura. Da quello che filtra, dovrebbero passare almeno altri due anni prima che tutti gli interventi risultino conclusi. Troppo, in un paese normale, con gli interventi già eseguiti negli anni scorsi che rischiano di essere già vecchi. Del resto con le pochissime unità impegnate nel cantiere cosa ci si può attendere in termini di velocità di lavoro? Vedremo gli sviluppi, con l’auspicio che la nuova amministrazione comunale possa fare di più e meglio della precedente, in termini di sollecitazione nei confronti di Anas. Per non arrivare a marzo 2027 con il tappo della bottiglia di spumante rivolto la faccia degli agrigentini, per “festeggiare” un tragico decennale anche senza morti.
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Fonte: Report Sicilia
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