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Allerta di Italia Nostra: dissalatori alle Eolie, flop a P. Empedocle continua

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Allerta di Italia Nostra: dissalatori alle Eolie, flop a P. Empedocle continua. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.

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Mentre a Porto Empedocle è sotto gli occhi di tutti il flop del dissalatore creato per essere provvisorio, ma utile solo a fare spendere soldi ai contribuenti senza che una goccia arrivi nelle case, le cronache raccontano dei progetti dei quattro nuovi impianti di dissalazione previsti per le isole di Filicudi, Panarea, Stromboli e Alicudi. L’associazione Italia Nostra (firmato dal presidente nazionale Edoardo Croci e dalla presidente regionale Nella Tranchina) ha inviato una corposa nota al Ministero dell’Ambiente (MASE), al Comune di Lipari – in qualità di soggetto attuatore – e agli enti regionali e internazionali, sollevando forti perplessità sulla sostenibilità ambientale, economica e paesaggistica delle opere inserite nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Come scrive il giornale on line “il giornale di Lipari”: “​Pur riconoscendo l’importanza di garantire l’approvvigionamento idrico alle comunità delle isole minori, l’associazione ha annunciato una formale richiesta di accesso agli atti per verificare la regolarità dell’intero iter amministrativo. La prima criticità sollevata riguarda la proporzionalità degli impianti rispetto alle reali esigenze del territorio. Le comunità eoliane sono infatti caratterizzate da una forte stagionalità dei consumi, con picchi nei mesi estivi e una popolazione residente estremamente ridotta per il resto dell’anno. ​Secondo Italia Nostra, manca una valutazione approfondita su: ​Il rapporto costi-benefici e la sostenibilità economica a lungo termine. ​L’impatto visivo e paesaggistico dei volumi tecnici sul suolo isolano. ​L’esistenza di soluzioni alternative o complementari che non comportino impatti permanenti”.

​A preoccupare sono anche i costi legati alle rigide prescrizioni ambientali, come l’obbligo di effettuare trivellazioni orizzontali controllate per interrare le condotte marine ed evitare di danneggiare i fondali. Interventi complessi che rischiano di minare l’equilibrio finanziario del programma. Il nodo più delicato riguarda lo scarico delle salamoie risultanti dal processo di osmosi inversa. Salamoia che a Porto Empedocle da mesi si cerca di sparare ad almeno 800 metri dalla costa attraverso un tubo staccato dai fondali nel dicembre scorso, prima del ciclone Harry e adesso in corso di riposizionamento, con lavori in corso tra gente in spiaggia o intenta a fare il bagno

“Italia Nostra richiama uno studio scientifico dell’Università di Napoli condotto sul dissalatore di Lipari, i cui risultati fungono da campanello d’allarme per l’intero arcipelago. La ricerca ha infatti evidenziato: Alterazioni dell’ecosistema marino dovute all’alto tasso di salinità e alla presenza di residui chimici usati per la pulizia delle membrane. ​Fenomeni di regressione delle praterie di Posidonia oceanica. ​Una netta riduzione della biodiversità nelle aree vicine agli scarichi. L’associazione chiede quindi se le valutazioni d’impatto dei quattro nuovi impianti abbiano tenuto conto di queste evidenze scientifiche già riscontrate a Lipari. ​”L’obiettivo non è ostacolare aprioristicamente interventi destinati a migliorare l’approvvigionamento idrico”, precisano i vertici di Italia Nostra, “ma garantire che ogni decisione sia assunta nel pieno rispetto dei principi di precauzione, sostenibilità e trasparenza”. ​Si attende ora la risposta del Comune di Lipari e delle autorità competenti per capire se l’iter dei quattro dissalatori subirà rallentamenti o integrazioni. A Porto Empedocle, senza il “rumore” creato dal comitato “Mare Nostrum” questa gigantesca macchina mangiasoldi sarebbe libera di proseguire nel silenzio assoluto, senza dare ad oggi una sola goccia d’acqua ai cittadini. Alla faccia di una presunta emergenza idrica, generata solo dalla incapacità di gestisce il servizio, da reti idriche fatiscenti e non certo da bacini di raccolta a secco.

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Fonte: Report Sicilia

News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

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