Agrigento, dopo il mistero delle bici da 273 mila euro arriva un nuovo servizio privato. Ma dov’è l’autorizzazione del Comune?. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo

Il sindaco Sodano presenta il nuovo progetto, ma all’Albo Pretorio non risulta alcun provvedimento. Se gli atti esistono, perché non sono stati pubblicati?
Ad Agrigento sembra che la storia si ripeta.
Mentre il Comune non ha ancora spiegato ai cittadini che fine abbiano fatto le biciclette elettriche del servizio di bike sharing, costate circa 273 mila euro di fondi pubblici, ai quali vanno aggiunti i canoni corrisposti negli anni alla società che gestiva il servizio, e mentre Report Sicilia ha documentato che quei mezzi sono oggi custoditi all’interno di un magazzino comunale dell’ex Circolo Combattenti e Reduci, spunta un nuovo servizio di mobilità.
Questa volta, però, si tratta di un’iniziativa interamente privata, presentata pubblicamente dal sindaco Michele Sodano.
Una presentazione che, tuttavia, apre immediatamente un interrogativo fondamentale: con quale provvedimento amministrativo è stato autorizzato il servizio?
All’Albo Pretorio nessuna traccia
La redazione di Report Sicilia ha effettuato le opportune verifiche sull’Albo Pretorio del Comune di Agrigento.
Al momento non risulta pubblicato alcun atto autorizzativo relativo al nuovo servizio.
Nessuna determina.
Nessuna ordinanza.
Nessuna concessione.
Nessun provvedimento dirigenziale.
Eppure il servizio è stato presentato pubblicamente come ormai operativo.
L’autorizzazione sarebbe su un portale dedicato
Secondo fonti ritenute attendibili dalla nostra redazione, l’autorizzazione sarebbe stata rilasciata attraverso una piattaforma informatica dedicata alle autorizzazioni.
Circostanza che, se confermata, apre però un ulteriore problema.
Il punto non è il portale. Il punto è la pubblicità degli atti
Un conto è il procedimento amministrativo interno.
Altro conto è la pubblicità legale degli atti.
Il Comune di Agrigento amministra beni pubblici e rilascia autorizzazioni che incidono sull’utilizzo di spazi appartenenti alla collettività.
Per questo motivo gli atti amministrativi devono essere conoscibili dai cittadini.
La normativa sulla trasparenza amministrativa impone infatti la pubblicazione degli atti soggetti a pubblicità legale secondo le modalità previste dalla legge. Se un provvedimento è soggetto a pubblicazione e questa non avviene nei termini previsti, possono derivarne conseguenze sulla sua efficacia o sulla sua opponibilità ai terzi, a seconda della disciplina applicabile al singolo atto.
Ed è proprio questo il punto che oggi merita un chiarimento.
Dove sono gli atti?
Se il nuovo servizio è stato regolarmente autorizzato:
- dov’è la determina?
- dov’è il provvedimento dirigenziale?
- dov’è l’eventuale concessione?
- dov’è l’atto che disciplina modalità, obblighi, responsabilità e durata del servizio?
Se tutto è stato fatto correttamente, non dovrebbe esserci alcuna difficoltà a rendere pubblica la documentazione.
Dopo il flop del bike sharing, massima trasparenza
La vicenda assume un peso ancora maggiore se si considera ciò che è accaduto con il precedente servizio di bike sharing.
Per mesi cittadini e opposizione si sono chiesti dove fossero finite le biciclette acquistate con fondi pubblici.
È stata Report Sicilia a rintracciarle all’interno di un immobile comunale, documentando una situazione che ha alimentato ulteriori interrogativi sulla gestione del servizio.
Oggi nasce una nuova iniziativa.
Proprio per questo sarebbe opportuno che l’Amministrazione evitasse qualsiasi zona d’ombra.
Un chiarimento che interessa tutta la città
Nessuno mette in discussione, in questa fase, l’utilità o meno del nuovo servizio.
La questione è un’altra.
Quando si amministra un bene pubblico, la trasparenza non è una facoltà, ma un dovere.
Per questo Report Sicilia chiede al sindaco Michele Sodano, alla Segretaria generale e ai dirigenti competenti di chiarire pubblicamente:
- quale sia l’atto autorizzativo del nuovo servizio;
- quando sia stato adottato;
- se sia soggetto a pubblicazione;
- e, soprattutto, per quale motivo non risulti consultabile all’Albo Pretorio comunale, consentendo ai cittadini di conoscere le modalità con cui un servizio privato è stato autorizzato ad operare su beni e spazi pubblici.
In una pubblica amministrazione, la trasparenza non dovrebbe mai arrivare dopo le domande dei cittadini e della stampa, ma precederle.
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Fonte: Report Sicilia
News Agrigento continua a seguire la vicenda e fornirà aggiornamenti in tempo reale.

