Agrigento – Traffico di droga, mafia e carceri: maxi blitz della Polizia con 22 arresti. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Politica.
Cosa sta succedendo
Una vasta operazione della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Catania, ha smantellato un’organizzazione criminale ritenuta responsabile di un articolato traffico di sostanze stupefacenti, esteso anche all’interno di diversi istituti penitenziari siciliani. Gli agenti della Squadra Mobile etnea, con il supporto del Servizio Centrale Operativo, hanno eseguito 22 misure cautelari, mentre per altre quattro persone sono stati disposti gli interrogatori preventivi.
L’inchiesta ha portato alla contestazione dei reati di associazione finalizzata al traffico di droga, aggravata dall’impiego di armi, dall’elevato numero degli associati e dall’utilizzo del metodo mafioso. Agli indagati vengono inoltre contestati episodi di detenzione e spaccio di stupefacenti, porto abusivo di armi da fuoco, lesioni personali e minacce aggravate. Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe anche favorito gli interessi del clan mafioso Cappello-Bonaccorsi, storicamente attivo nel Catanese.
Le investigazioni hanno avuto origine dalla violenta sparatoria verificatasi nell’aprile del 2022 nei pressi del locale Ecs Dogana di Catania. Da quell’episodio gli investigatori hanno ricostruito l’esistenza di una struttura criminale ben organizzata, composta soprattutto da giovani, con una precisa gerarchia e ruoli definiti.
L’organizzazione avrebbe gestito numerose piazze di spaccio nei quartieri Villaggio Sant’Agata, Librino e San Cristoforo, trasformando il traffico di droga in una delle principali fonti di guadagno.
Le indagini hanno consentito di ricostruire anche una serie di scontri armati avvenuti nel 2023 tra fazioni contrapposte dello stesso gruppo criminale. Le tensioni sarebbero nate da dissidi interni e da contrasti per la gestione delle attività illecite, degenerando in agguati e sparatorie nei quartieri Villaggio Sant’Agata e Librino.
Tra gli episodi contestati figura anche il raid armato contro un’abitazione di Camporotondo Etneo, raggiunta da numerosi colpi di arma da fuoco nell’ambito di una vendetta scaturita da un debito di appena 500 euro.
Uno degli aspetti più inquietanti emersi dall’inchiesta riguarda il sistema utilizzato per rifornire di droga e telefoni cellulari i detenuti delle carceri siciliane.
Secondo la Procura, l’organizzazione si sarebbe avvalsa di droni per sorvolare gli istituti penitenziari e consegnare stupefacenti, telefoni e schede Sim. In altri casi la droga sarebbe stata occultata nella corrispondenza oppure affidata a soggetti ritenuti compiacenti.
Tra i destinatari delle misure cautelari figurano anche un avvocato del Foro di Catania, accusato di aver introdotto sostanze stupefacenti nel carcere di Agrigento a favore di un detenuto ritenuto ai vertici dell’organizzazione, e un dirigente medico della casa circondariale di Noto, che secondo gli investigatori avrebbe tentato di far arrivare droga e schede telefoniche nascoste all’interno di confezioni contenenti carne e pesce.
Nel corso dell’operazione gli agenti hanno sequestrato cocaina, crack, hashish e marijuana, oltre a materiale per il confezionamento della droga, telefoni cellulari, schede Sim, un drone, munizioni e altro materiale ritenuto utile alle attività dell’organizzazione.
Gli investigatori hanno inoltre documentato come il mercato illecito all’interno delle carceri garantisse profitti enormi: un semplice smartphone, infatti, poteva essere rivenduto ai detenuti a un prezzo fino a quindici volte superiore rispetto al valore di mercato.
Tra gli elementi raccolti nel corso delle indagini compare anche l’intercettazione dell’audio di un brano realizzato da un cantante neomelodico vicino ad alcuni appartenenti al gruppo, il cui testo ricostruirebbe gli episodi violenti che hanno dato origine all’intera inchiesta.
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Fonte: Sicilia24h
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