Agrigento – Inchiesta sul Cefpas, il gip dispone i domiciliari per un deputato regionale. Ultime notizie da Agrigento e provincia: aggiornamenti in tempo reale su Attualità.
Cosa sta succedendo
Si ridimensiona, almeno sul fronte delle misure cautelari, l’inchiesta denominata “Corte dei Miracoli”, con cui la Procura di Caltanissetta ipotizza un presunto sistema corruttivo nella gestione del Cefpas, il Centro per la formazione permanente del personale sanitario.Il giudice per le indagini preliminari ha disposto gli arresti domiciliari per un deputato dell’Assemblea regionale siciliana, mentre ha applicato misure interdittive nei confronti degli altri indagati destinatari delle richieste avanzate dai magistrati.
Tra i provvedimenti adottati figura anche la sospensione per dodici mesi dai pubblici uffici dell’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, che aveva già rassegnato le dimissioni dopo l’avvio dell’inchiesta. Il gip, pur riconoscendo la sussistenza di elementi a carico dell’indagato, ha escluso l’ipotesi di corruzione più grave contestata dalla Procura, riqualificando l’accusa in quella di corruzione per l’esercizio della funzione e respingendo, di conseguenza, la richiesta di arresti domiciliari.
Secondo l’impianto accusatorio, il parlamentare avrebbe instaurato un rapporto di reciproco interesse con l’allora vertice del Cefpas. In cambio del sostegno politico necessario alla permanenza alla guida dell’ente, quest’ultimo avrebbe favorito l’assegnazione di incarichi professionali, consulenze e ruoli dirigenziali a persone ritenute vicine al deputato.
L’indagine ipotizza inoltre un ulteriore accordo con l’ex manager dell’Asp agrigentina. Gli investigatori ritengono che, in cambio del mantenimento dell’incarico di direttore generale, sarebbero state accolte alcune richieste del parlamentare, tra cui una convenzione tra Asp e Cefpas che avrebbe consentito il trasferimento della moglie del deputato, dipendente del Centro, dalla sede di Caltanissetta a quella di Agrigento.
Nel fascicolo d’indagine trovano spazio anche presunte irregolarità nella gestione di procedure amministrative e appalti pubblici. Tra gli episodi contestati figura una gara da oltre 120 mila euro per la realizzazione di una biblioteca digitale che, secondo gli investigatori, sarebbe stata gestita con modalità finalizzate ad agevolare soggetti ritenuti vicini al parlamentare.
Nel corso dell’interrogatorio preventivo il deputato ha respinto integralmente le contestazioni, sostenendo la propria estraneità ai fatti e chiedendo il rigetto della richiesta cautelare avanzata dalla Procura.
Oltre ai domiciliari disposti nei confronti del parlamentare e alla sospensione dell’ex direttore generale dell’Asp di Agrigento, il giudice ha applicato un anno di interdizione dai pubblici uffici anche all’ex direttore del Cefpas e ad altri funzionari coinvolti nell’inchiesta. Un medico in pensione è stato sospeso per sei mesi dall’esercizio della professione, mentre nei confronti di un imprenditore è stato disposto il divieto, per dodici mesi, di contrattare con la pubblica amministrazione.
L’indagine prosegue e sarà ora il dibattimento, qualora si arrivi al processo, a chiarire le responsabilità dei soggetti coinvolti, che allo stato devono considerarsi presunti innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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Fonte: Scrivo Libero
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